Il Brasile all’avanguardia nella battaglia contro l’AIDS

La sanità pubblica brasiliana curerà gratuitamente i malati di AIDS ed utilizzerà un trattamento precoce per evitare contagi di terzi. Con questo, più di 100000 malati potranno venir visitati e iniziare le cure prima della fine dell’anno. Attualmente sono già 313000 i malati assistiti dalla Previdenza Sociale.

“La nuova strategia ci colloca all’avanguardia nella lotta contro l’AIDS”, ha affermato il Ministro della Sanità Alexandre Padilha. Una simile politica, per ora, è stata portata avanti solamente da Francia e Stati Uniti. La sostanza in questione, soprannominata “tre in uno” è un composto di tenofovir, lamivudina ed efavirenz, un miscuglio che sta ancora aspettando la certificazione dell’Agenzia Nazionale della Vigilanza Sanitaria (Anvisa). Non appena questa sostanza sarà approvata, si inizierà ad utilizzarla nel trattamento dei pazienti.

Questo provvedimento rappresenta una svolta nella storia della salute pubblica. Già alla prima somministrazione dell’antiretrovirale, i livelli del virus nell’organismo si riducono in maniera significativa, ostacolando la contaminazione di una terza persona nel caso di relazioni sessuali con preservativo. Il trattamento precoce avviato dal Governo del Brasile ha anche l’obiettivo di ampliare la protezione del paziente affetto da AIDS.

María Clara Gianna, coordinatrice del programma di malattie sessualmente trasmissibili dello Stato di San Paolo, riconosce che il progetto “non impedisce la trasmissione”, ma la “riduce” considerevolmente, potendosi considerare un passo avanti.

Il Governo ancora non conosce quale potrà essere l’impatto economico di questo progetto. Per il momento, del bilancio preventivo di 600 milioni di dollari destinati alla battaglia contro l’AIDS, 330 sono stati destinati alle medicine.

Il Brasile è sempre stato uno dei paesi più avanti nella lotta contro l’AIDS. Durante il Governo dell’ex-presidente Fernando Henrique Cardoso, il Ministro della Sanità in carica, José Serra, è riuscito a offrire gratuitamente ai malati di AIDS un cocktail di medicine che gli è valso un premio della Organizzazione Mondiale della Salute (OMS).

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