Il report della Croce Rossa parla ancora di gravi crisi e di guerre

Gli effetti devastanti delle crisi più acute che sono emerse alla fine del 2013 continuano a farsi sentire. Sud Sudan, Africa centrale, I confilitti in Siria che stanno assumento proporzioni catastrofiche, con serissime implicazioni per l’intera regione, sono la parte più grave del bilancio 2013 dell’attività della Croce Rossa / Mezzaluna Rossa Internazionale. Non escono dalle zone calde l’Afghanistan e Israele, con i suoi territori occupati, nemmeno la Repubblica del Congo e la Somalia hanno pace, ancora devastate da numerosi conflitti civili che continuano a far soffrire le popolazioni. Continuano però gli sforzi della Croce Rossa internazionale perché arrivi un’effettiva ed efficace risposta sanitaria a queste complesse situazioni, per dare alle popolazioni ciò che loro necessiterebbero.

“Durante quest’anno abbiamo affrontato il crescere delle complessità dei conflitti armati, che sempre più spesso hanno disastrosi costi umani e di violenza, contemporaneamente abbia affrontato disastri naturali e strutturali crisi socio economiche in tutto il mondo. Abbiamo affrontato i problemi nel vestire le persone e tante altre necessità primarie di molte popolazioni” ha spiegato il presidente dell’ICRC Petger Maurer, parlando alla conferenza di presentazione dei dati 2013 che si è tenuta ieri a Ginevra.

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