Malattie sessualmente trasmissibili: HPV, cosa sapere

Da qualche anno a questa parte, ed è a nostro avviso grave, sulle malattie sessualmente trasmissibili è calato un fitto silenzio.

Quasi che l’Aids fosse divenuto meno pericoloso o che il loro numero fosse misteriosamente calato.  E purtroppo così non è. 

Come fin troppo bene sanno tutti gli operatori di quell’emergenza e di quel soccorso chiamati ad intervenire quando uno sconosciuto in difficoltà ha bisogno di aiuto. 

Oggi affrontiamo uno dei virus maggiormente diffusi, e sottovalutati, aggiungeremmo: l’HPV, o papilloma virus.

Malattie sessualmente trasmissibili, un quadro d’insieme sull’HPV

Il virus del papilloma umano può diffondersi attraverso il contatto orale o genitale.

Le persone che hanno avuto un alto numero di partner sessuali orali hanno un rischio più elevato di infezione. 

Malattie sessualmente trasmissibili, gli studi

Gli esperti della Oxford University hanno, in uno studio pubblicato un paio di anni fa, messo a confronto campioni di sangue di 938 pazienti con tumore dell’esofago e orofaringeo (lato posteriore della gola) con 1.599 persone non malate; lo studio è stato quindi pubblicato nel “Journal of Clinical Oncology”.  

I ricercatori hanno evidenziato come più di un terzo di coloro che hanno avuto tumori orofaringei avevano sviluppato anche anticorpi per una delle principali proteine che causano il cancro da HPV, una proteina del virus HPV16 chiamata E6.  

Questi anticorpi possono essere rilevati nel sangue dei pazienti, anche in campioni prelevati più di 10 anni, ben prima che il tumore venisse diagnosticato; meno dell’1% di persone non ammalate avevano questi anticorpi nel loro sangue.  

La proteina E6 disattiva la proteina P53, che viene spesso chiamata il “guardiano del genoma“, perché protegge le cellule dai danni al DNA e dallo sviluppo del cancro: avere gli anticorpi contro questa proteina indica che i processi che causano il cancro da HPV sono stati attivati in precedenza. 

Malattie sessualmente trasmissibili, qualche dato

Alcuni anni fa, a Hollywood, l’attore Michael Douglas, ha parlato del legame tra il cancro e l’HPV al momento di raccontare la sua battaglia contro il cancro alla gola.  

Gli scienziati dello studio svolto a Oxford stimano che circa il 7% di donne non fumatrici e circa il 23% di uomini non fumatori che sono portatori di anticorpo E6 svilupperanno il cancro orofaringeo nell’arco di 10 anni.  

I pazienti con tumori orofaringei legati all’infezione da HPV, però, hanno la maggiore probabilità di sopravvivere rispetto alle persone i cui tumori non sono collegati a questa infezione.  

L’84% dei malati con questi anticorpi nel sangue erano ancora in vita cinque anni dopo la diagnosi, rispetto al 58% di pazienti che non l’avevano. L’HPV è già noto come fattore di rischio di tumori del collo dell’utero, vulvari, anali e del pene. 

Un certo numero di studentesse del primo anno delle scuole superiori irlandesi, era il 2017, hanno ricevuto un vaccino HPV gratuito dal sistema sanitari: il vaccino si chiama Gardasil e protegge contro i tipi di HPV che causano sette tumori cervicali su dieci. La Dottoressa Ruth Travis, una degli autori dello studio di Oxford, ha dichiarato: “Questi risultati forniscono prove che l’infezione HPV16 può essere una causa significativa del cancro orofaringeo”. 

Ecco come proteggersi dall’HPV 

Le indicazioni dei medici in materia sono chiare: limitare il numero dei partner cui si pratica sesso orale, non fumare e vaccinarsi contro l’HPV sono le tre vie che conducono ad una soddisfacente protezione. E’ importante considerare le conseguenze delle abitudini che si hanno, e quindi comportarsi di conseguenza. 

La nostra salute, e quella delle persone che a noi si relazionano, è importante: non lo credete anche voi? 

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