Ritenzione urinaria: il globo vescicale, questione di tatto e pianificazione

Quando parliamo di globo vescicale dobbiamo pensare ad una ritenzione di urina che ha raggiunto un volume tale da causare dolore, aggiungiamo il termine acuto perchè l’esordio del dolore è improvviso.

Riconoscere un globo vescicale è relativamente semplice quando il nostro paziente è magro, si vede e al tatto si riesce a distinguere la vescica piena da una massa solida, nel dubbio, l’ecografia toglie ogni dubbio.

L’ecografia conferma in modo evidente qualcosa che si può verificare al tatto.

In un paziente magro è semplice ma quando la massa aumenta o le condizioni cliniche si fanno più complesse e non è più così facile.

Globo vescicale, il contesto in cui ci troviamo, ci offre una frequenza di situazioni molto diverse:

  • In ambito chirurgico, gli interventi in anestesia locoregionale possono essere concomitanti a ritenzioni d’urina che si manifestano inizialmente con un dolore sovrapublico e la mancanza del controllo della minzione perchè l’anestesia residuale è ancora presente. A seconda della tipologia di intervento possiamo avere anche situazioni con una sintomatologia che simula la ritenzione acuta di urina.
  • In una geriatria ci viene in aiuto conoscere l’anamnesi del paziente il sapere se è un prostatico se le condizioni sono cambiate gradualmente o improvvisamente, ad esempio ci riferisce che ha mal di pancia e da giorni fa la pipi spesso, situazione che richiede un ulteriore indagine. La formazione di un globo vescicale per difficoltà nello svuotamento porta a globi vescicali di dimensioni esagerate, a volte il paziente lamenta difficoltà all’evacuazione proprio per la tensione che la vescica esercita sugli altri annessi.
  • In un contesto d’urgenza, un PS vede tutte le situazioni sopra però l’esordio improvviso, la mancanza di compliance del paziente, complicano la percezione e la risoluzione del problema.

Quando dobbiamo palpare l’addome?

Se il paziente lamenta un dolore pelvico/sovrapubico, se non ci sono cause cliniche note chiediamo il consenso informato e verifichiamo la presenza o meno di un globo.

Attenzione, se e solo se l’organizzazione lo prevede, altrimenti si avvisa il medico con urgenza e si continua con l’attività.

Può sembrare una banalità però un conto è un discorso generale, ma nel pratico se c’è un medico predisposto a queste valutazioni e la nostra organizzazione di lavoro ci richiede di attivarlo, va fatto, in alternativa se ci è richiesto di fare una prima valutazione per dare informazioni più precise allora facciamo una palpazione della zona sovrapubica.

In sintesi prima cosa si rispettano le procedure/protocolli di reparto.

Cercando il globo vescicale cosa potremmo trovare?

I primi segnali sono due anche se potrebbero non essere presenti entrambi:

  • il dolore
  • mancanza del controllo della minzione.

Possono non essere presenti entrambi perchè possiamo avere diverse situazioni che portano ad una ritenzione acuta:

  • potrebbero aversi perdite d’urina senza dolore se è ancora presente l’anestesia locoregionale, o se la vescica si è espansa ed ha volumi elevati,
  • dolore come falso allarme per ritenzione acuta, in caso di interventi chirurgici in zona rettale il dolore può essere localizzato e regredisce con gli analgesici.
  • dolore con presenza di globo al tatto è la situazione tipica.
  • dolore con controllo della minzione, situazione rara ma può capitare perchè il paziente confonde una minzione da rigurgito con una minzione normale.

Non abbiamo dubbi, dobbiamo palpare l’addome, c’è una potenziale urgenza legata la globo vescicale: che facciamo? Mettiamo in allarme tutti?

Arriva il globo vescicale c’è l’apocalisse e salverò il mondo… questo non è l’approccio giusto.

C’è tempo e ci serve la collaborazione dell’assistito.

PRIMA LA PRESCRIZIONE MEDICA E IL CONSENSO

Il consenso, chiedere il permesso al nostro assistito, perchè abbiamo bisogno della sua autorizzazione e della sua collaborazione, spiegare cosa facciamo cosa faremo e cosa ci aspettiamo che accada..

Il nostro modo di presentazione del potenziale problema clinico va adeguato al nostro paziente, le sue capacità di comprensione, il suo stato di ansia se più o meno manifesta.

Quindi segue la palpazione della zona sovrapubica e poi dell’addome che deve essere delicata e concentrata nella zona sovrapubica per capire se la vescica è piena.

Visto che c’è il sospetto di una ritenzione acuta d’urina io faccio così:

  • con una mano, delicatamente a partire dal centro allontanandosi prima a destra poi a sinistra cerco i bordi del globo è sufficiente una mano,
  • una volta identificati i bordi con due mani, sembra di sentire una massa tondeggiante del volume di un grosso pompelmo,
  • con due mani cerco di far vedere la dimensione del globo vescicale per fargli capire la situazione, che una vescica iperestesa difficilmente si svuoterà da sola.

Quando identifichiamo una massa delle dimensioni di un grosso pompelmo potremmo essere davanti ad un globo vescicale di un litro.

Per esercitarsi basta mettere qualcosa di tondo sotto un cuscino.

Quando ci sono addomi abbondanti, è un problema.

Una volta identificata la presenza di un globo vescicale dobbiamo informare il paziente che per svuotare la vescica è necessario un catetere.

Il cateterismo per svuotare una ritenzione acuta in un paziente che a fatto un anestesia spinale (locoregionale) è estemporaneo, il catetere si può rimuovere. In un anziano con problemi clinici si potrebbe decidere per un catetere a permanenza.

In PS davanti a un paziente con globo potrebbero essere necessari altri accertamenti non si conosce la storia clinica e quindi il passaggio successivo richiede l’intervento del medico per valutare se un cateterismo estemporaneo o un cateterismo a permanenza.

Pianificare cosa? 

Ci sono contesti lavorativi dove un globo vescicale è un evento a frequenza annuale ed altri dove è settimanale o giornaliera in questi ambienti di lavoro dobbiamo prepararci prima e non trovarci ogni volta come se fosse la prima volta.

Cosa pianificare quando si ha una frequenza settimanale o giornaliera, ovvero cosa dobbiamo organizzare per essere più efficienti, performanti, efficaci verso il nostro assistito, un breve elenco:

  • l’organizzazione, dalle procedure ai materiali da utilizzare, ci sono cateteri specifici per il cateterismo estemporaneo, tipo i lofric
  • il tatto, la propria capacità di sentire un globo, esercitiamoci prima non sul paziente che sta male,
  • la comunicazione, abbiamo capacità diverse, imparare dagli altri non è una vergogna, compreso imparare dai nostri pazienti, chiedere se gli abbiamo fatto molto male o se erano giustificati i timori,
  • ricordare come si presenta l’evento, non lavoriamo sulle macchine, il globo vescicale si presenta in modo diverso e il ricordarsi aumenta la nostra capacità di riconoscerlo,
  • ricordare i risultati di ciò che facciamo, quando il paziente è soddisfatto e quando abbiamo lasciato degli strascichi o degli attriti, spesso sono dati da una nostra comunicazione errata,
  • la formazione, sarebbe bello, ma conosco pochi corsi sul cateterismo vescicale, è una tecnica che in molti reparti si fa di rado, forse considerata spesso scontata.

Per approfondire:

Cateterismo urinario

TSSA – trasporto dializzati ed emergenze dell’apparato urinario o gastroenterico

Societa’ Italiana di Urologia Oncologica (Siuro): crescono tumori genitourinari, +7% rispetto al 2015

Fonte dell’articolo:

Franco Ognibene (Infermieri-Attivi)

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