Torna la difterite in Spagna, ma non ci sono farmaci: "E' importante vaccinare"

In Europa non ci sono scorte sufficienti per trattare un’eventuale epidemia di difterite. A dirlo è El Pais nella sua edizione nazionale, con un articolo che rivela un documento del Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle malattie (ECDC). Una notizia che mette in allarme molte realtà sanitarie e fa scattare subito un appello a tutti i genitori: “Fate le vaccinazioni“. Il primo caso di un bimbo affetto da difterite è stato rivelato pochi giorni fa a Olot (Girona). Il bimbo è il primo di 8 contagi avvenuti nel 2015. In tutta Europa, solo nel 2013 i casi di difterite erano stati 31, con un ceppo di 14 contagi avvenuti tutti in Lettonia. Il problema della presenza di farmaci per trattare la malattia desta preoccupazione perché non ci sono scorte sufficienti in tutta Europa per affrontare un’epidemia. Per questo viene sostenuta la pratica del vaccino, che copre e immunizza la comunità fin dai primissimi anni di vita. I danni che potrebbero causare queste malattie – debellate da anni proprio grazie alle campagne massive dei vari sistemi sanitari – sono ad oggi incalcolabili. Non esistono infatti in commercio dei test farmaceutici per la difterite, perché essendo una malattia debellata grazie alle vaccinazioni, era antieconomico produrne alcuno.

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La difterite è una grave malattia infettiva causata dall’azione di una tossina (tossina difterica) prodotta da batteri che si trasmettono per via aerea. Solitamente la difterite inizia con mal di gola, febbre moderata, tumefazione del collo. Molto spesso i batteri della difterite si moltiplicano nella gola (faringe) dove si viene a formare una membrana di colore grigiastro che può soffocare la persona colpita dalla malattia. A volte queste membrane si possono formare anche nel naso, sulla pelle o in altre parti del corpo. La tossina difterica, diffondendosi tramite la circolazione sanguigna, può causare paralisi muscolari, lesioni a carico del muscolo cardiaco con insufficienza cardiaca, lesioni renali, fino a provocare la morte della persona colpita. La letalità è di circa il 5-10% ma in molti casi, nei sopravvissuti, permangono danni permanenti a carico di cuore, reni, sistema nervoso.

Il vaccino antidifterico, disponibile fin dal 1920, è costituito da anatossina difterica, cioè dalla tossina originaria resa innocua mediante procedimenti chimici che conservano però la sua capacità di stimolare la produzione di anticorpi protettivi (analogamente a quanto accade per l’anatossina tetanica). Il vaccino antidifterico è solitamente combinato con il vaccino antitetanico (DT), al quale si accomuna per modo e calendario di somministrazione, e con il vaccino antipertossico acellulare (DTaP). Per l’immunizzazione dei nuovi nati, di solito oggi, viene utilizzato il vaccino esavalente che oltre a proteggere contro la difterite previene anche il tetano, la poliomielite, l’epatite virale B, la pertosse e le infezioni invasive da HIB. Tutti i bambini dovrebbero essere vaccinati a queste malattie entro il primo anno di vita. La vaccinazione antidifterica, a ciclo ultimato, conferisce una protezione pressoché totale.

 

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