Fortaleza, Brasile, gli operatori del Samu criticano le loro dotazioni

Il sistema di soccorso di Fortaleza, Brasile, è inadeguato a gestire l’enorme mole di lavoro quotidiano. La capitale dello stato del Cearà (2,5 milioni di abitanti) del gigante sudamericano, infatti, è considerata città con traffico caotico e con una criminalità particolarmente violenta, elementi che complicano il lavoro delle unità Samu che presidiano il territorio. Inoltre tagli nel personale e una flotta mezzi datata e inefficiente, porta spesso a una riduzione del numero di equipaggi per ogni turno, che si traduce nell’allungamento dei tempi di intervento. Oggi a Fortaleza il numero di ambulanze attive è passaato da 18 a 15 unità.

Manoel Batista, autista-paramedico che passato 20 anni nel Samu punta il dito sulla mancanza di personale e sulla carenza dei materiali, mezzi e ausili. “A volte -spiega- ci sono mezzi che si devono fermare per mancanza di personale. Ogni giorno, le squadre sono incomplete. Anche con autoambulanze nuove in arrivo, la flotta è in cattive condizioni di funzionamento e mancano volontari, barelle, tavole spinali. Tutto questo rende difficile il nostro lavoro, tanto più che i cittadini hanno alte aspettative di soccorso. Più volte, invece, siamo giunti dopo una chiamata, con un’ora, un’ora e mezza di ritardo”.

Ogni giorno, il Samu di Fortaleza riceve circa 2.000 chiamate; di queste, circa il 40% sono bufale e altre sono sbagliate. In media, il Samu serve circa 200 istanze. Il protocollo d’ingaggio prevede una sorta di triage che determinerà se il rischio del paziente è alto, medio o basso. Da questo l’operatore sceglie quale tipo di ambulanza inviare. La larga parte degli interventi riguarda gli incidenti stradali (pedoni, collisioni)poi le cadute. Tra gli eventi clinici, sospetto ictus, infarto, asma ecc.

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