In Belgio il bilinguismo crea problemi ai servizi di emergenza

Problemi di bilinguismo applicati ai servizi d’emergenza, in un’Europa che si professa unita ma che nella divisione identitaria vede sempre più il suo futuro. Il sindaco di Menin, nelle Fiandre Occidentali, Belgio, ha chiesto ai servizio di soccorso d’emergenza francofoni di includere negli equipaggi un soccorritore che parli il fiammingo. Martine Fournier ha evocato il caso di Rekkem, zona della città di Menin, nella quale i team di soccorso francofoni intervengono più velocemente rispetto ai colleghi fiamminghi. In particolare, il caso di un operaio rimasto gravemente ferito in un incidente durante lavori di ristrutturazione di un edificio, nel quale l’equipaggio SMUR francofono non è riuscito a comunicare correttamente con il ferito.

“Non vedo nessun problema -dichiara il sindaco Fournier- nell’intervento di un team francofono dall’altra parte della frontiera linguistica, ma ritengo che questa situazione possa rappresentare un problema nella comunicazione con il paziente. Fondamentale per capire bene le sue condizioni di salute. Bisogna risolvere la questione prima accadano problemi più seri, magari la morte di un paziente“. Ora la palla passa alla politica, per sbrogliare una situazione che si è fatta intricata anche sotto questo aspetto.

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