“La prima volta ho avuto paura”. Un insegnamento per tutti grazie a Banca del Cuore

Il Truck Tour di Banca del Cuore ha fatto tappa a Bologna, con uno speaker di eccezione, il dottor Federico Semeraro dell'Ospedale Maggiore di Bologna, nonché referente del progetto di formazione in realtà virtuale dell'Italian Resuscitation Council. Con lui i cittadini di Bologna hanno parlato di prevenzione cardiovascolare e provato cosa succede in caso una persona abbia un arresto cardiaco: «La prima volta fa paura, ma imparare la rianimazione può salvare vite»

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Autore: Filippo Fiorini

Banca del cuore a Bologna
Screening per la salute e incontri per spiegare lo stile di vita da seguire per ridurre il rischio di problemi vascolari

Bologna – Paura, terrore, ansia. Poi, mentre l’adrenalina prende il sopravvento sulla paura, la memoria mette in fila gli insegnamenti base della rianimazione cardio-polmonare. A, vie aeree, B, respiro, C, circolazione. Dopo quei cinque secondi in cui ti rendi conto che la persona davanti a te è in arresto cardiaco, si comincia a rianimare, a fare quel massaggio e quelle ventilazioni che possono dare al cuore di quella persona una seconda possibilità. E’ stato così, intenso e preciso, il primo impatto con l’intervento del dottor Federico Semeraro dell’Ospedale Maggiore di Bologna durante il Truck Tour di Banca del Cuore.

Provare la realtà virtuale per salvare una vita è estremamente coinvolgente e da modo di apprezzare fin da subito l’importanza del massaggio cardiaco e della defibrillazione

Se i meriti clinici del past presidente di IRC non fossero elencati dalle prestigiose istituzioni per cui lavora, a cominciare dall’Ospedale Maggiore di Bologna, si direbbe che la sua capacità più grande è quella di comunicare. Preciso, breve, ma soprattutto semplice. Semeraro ha spiegato così alle persone che attendevano uno screening cardiovascolare gratuito all’interno del truck della Fondazione per il Tuo Cuore – HCF Onlus, quale sia l’importanza di imparare a praticare il massaggio cardiaco e, soprattutto, intervenire seguendo i consigli telefonici del 118, quando qualcuno va in arresto.

Arresto cardiaco che oggi capita ovunque, colpendo 65.000 italiani ogni anno, a cui l’unica speranza di sopravvivenza è garantita proprio da defibrillatori, massaggi cardiaci e catena della sopravvivenza. Per questo la necessità di insegnare a fare il massaggio cardiaco e la diffusione ovunque di defibrillatori, sono temi oggi in evidenza nella comunità scientifica e in quella politica. Da tempo infatti si parla di fare tanta formazione, o della possibilità di estendere l’obbligo di mettere i defibrillatori in tutti i condomini. Questioni non secondarie quando si ha la certezza che in questa patologia tempo-correlata la rapidità del soccorso è fondamentale.

Federico Semeraro, ideatore del progetto Virtual CPR di Italian Resuscitation Council

Dottor Semeraro, Lei ha invitato la gente comune ad eseguire un massaggio cardiaco. Si ricorda la sua prima volta?

Certo – sorride – ero uno studente di medicina. Ma, ancora prima di impararlo all’università, me lo hanno insegnato al corso della Croce Rossa. Facevo il volontario sull’ambulanza a Roma, dove sono nato.

Il suo primo massaggio cardiaco ha salvato la vita alla persona che era andata in arresto?

Assolutamente sì.

Che cosa ha provato quando è dovuto intervenire e fare il massaggio?

Paura, ovviamente. Paura, perché come tutte le cose che uno non sa fare, la prima volta fanno paura.

 

Il dottor Semeraro e il dottor Stefano Urbinati con il simulatore virtual CPR

Può dare un consiglio da esperto a chi non è medico e vuole imparare a praticare un massaggio cardiaco?

Rispetto a vent’anni fa, il vantaggio adesso è che si può telefonare al 118 e dall’altra parte del telefono trovare un operatore addestrato a guidarti, che ti può tranquillizzare, dire cosa fare, aiutarti ad affrontare la situazione e, nel frattempo, mandare un defibrillatore e l’ambulanza. La tecnologia ha sicuramente migliorato il modo di gestire un arresto cardiaco. Questo è un valore aggiunto non indifferente. Anche partecipare a un corso di rianimazione, aiuta a togliere la paura tipica di chi non sa cosa fare in caso di arresto cardiaco.

 

Lei ha spiegato molto bene come valga la pena correre il rischio di fare male a una persona in arresto cardiaco, praticandogli un massaggio, perché la situazione è talmente grave che è difficile peggiorare le cose. Ma se una volta trovato il coraggio di praticare un massaggio cardiaco, non si riesce a salvare la vita della persona colpita, che conseguenze si devono affrontare a livello legale e psicologico?

Il Truck Tour della Fondazione per il Tuo Cuore precede le attività di Settimana Viva! per la conoscenza delle manovre di primo soccorso

La legge italiana prevede che in caso di necessità chiunque sia intervenuto, venga in qualche modo protetto. Si tiene conto del fatto che non c’era nessuna altra risorsa disponibile. Non un medico, un infermiere, un volntario esperto. Si stabilisce che l’intervento è stato eseguito “per stato di necessità” e quindi la legge interviene per proteggere. D’altra parte, gli ospedali e i servizi sanitari devono dare un sostegno psicologico a chi ha affrontato un trauma. In alcune regioni è previsto e per esempio proprio qui a Bologna è previsto.

 

Queste iniziative di sensibilizzazione che state realizzando in tutto il Paese, fanno molto leva sul progresso tecnologico e l’accessibilità della tecnologia. Lei parlava poco fa di un’app gratuita (DAERespondER), scaricabile su qualsiasi smartphone, che è in grado di accorciare di molto i tempi di intervento in caso di arresto cardiaco. Ma a livello di copertura nazionale, il numero di defibrillatori presenti sul nostro territorio è adeguato?

Sicuramente c’è stato un miglioramento rispetto al passato, ma è altrettanto chiaro che è un investimento che l’Italia deve fare, a cominciare dalle scuole. Perché per quanto riguarda i defibrillatori, scuola, formazione e distribuzione devono andare di pari passo, non si può semplicemente installare i macchinari.

Il simulatore di arresto cardiaco che avete sviluppato insieme a Philips e allo Studio Evil, e che ora fate provare gratuitamente nel truck della Fondazione del Cuore, potrà essere scaricato e usato da chiunque?

Certo. Verrà rilasciato su Oculus Store e su Vibe entro fine anno. Verrà in qualche modo diffuso sulle piattaforme di gaming più note e molto presto sarà alla portata di chiunque abbia degli occhiali per la realtà virtuale e voglia provarlo.

 

Chi è Federico Semeraro: Anestesista, rianimatore, direttore medico all’Ospedale di Maggiore di Bologna e «una seconda vita» a girare l’Italia per trasmettere l’importanza di fare corsi di rianimazione, usare la tecnologia, prepararsi e intervenire quando una persona vicino a noi va in arresto cardiaco. «Con la giusta preparazione, si può fare molto prima che arrivi l’ambulanza», spiega il dottore.

Chi è Banca del Cuore: Progetto nazionale di prevenzione cardiovascolare promosso dalla Fondazione per il Tuo Cuore – HCF Onlus dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri, sostenuta anche da Philips con un contributo istituzionale non condizionante. Il tour raggiunge le più belle piazze italiane (QUI IL CALENDARIO EVENTI) con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini in merito alla prevenzione cardiovascolare. Durante le tappe vengono veicolate le informazioni più importanti per migliorare la salute del cuore ed è possibile effettuare un check-up completo di elettrocardiogramma, analisi per la valutazione dello stato di salute e cartella clinica con rilascio gratuito della BancomHeart. SEGUI IL TRUCK QUI

 

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