Soccorso alpino: Vuoi il rimborso dell’indennità ? Devi pagare

Che il volontariato sia un gesto gratuito verso la propria comunità è risaputo. Che spesso ci si rimetta qualcosina anche. Ma che per avere un’indennizzo delle ore di lavoro non svolte a causa dell’aiuto dato alla società civile si debba pagare, questo non era ancora accaduto.

E’ la Provincia autonoma di Bolzano a inaugurare questa nuova forma di balzello. La liquidazione dell’indennità per il mancato reddito riguardante le operazioni di soccorso alpino e speleologico deve essere corredata da una marca da bollo da 16 euro.

“I membri volontari del soccorso alpino e speleologico che fanno parte del C.A.I. (Club Alpino Italiano) o dell’A.V.S. (Alpenverein Südtirol), hanno il diritto al rimborso dei giorni lavorativi persi o delle ore lavorative perse a causa della partecipazione ad operazioni di soccorso o a esercitazioni di aggiornamento” scrive sul suo sito web l’amministrazione autonoma dell’Alto-Adige.

“Per i lavoratori dipendenti il datore di lavoro può chiedere il risarcimento delle giornate/ore non lavorate a causa dell’impegno dovuto ad operazioni di soccorso alpino o per la partecipazione a corsi di aggiornamento all’I.N.P.S. I volontari che esercitano un’attività autonoma possono richiedere all’Ufficio Servizio lavoro dell’Amministrazione provinciale il risarcimento parziale del mancato guadagno causato dalla partecipazione ad operazioni di soccorso o a corsi di aggiornamento. La domanda deve essere presentata entro e non oltre il mese successivo allo svolgimento dell’operazione di soccorso o dell’esercitazione.

Documenti richiesti
domanda con i dati IBAN (dati bancari)
attestazione firmata dal sindaco del luogo in cui si è svolta l’operazione di soccorso o l’esercitazione, che certifichi la partecipazione e la durata del soccorso o dell’esercitazione.
Alla domanda va allegata una marca da bollo da Euro 16,00.

 

A questo punto ci chiediamo se il sindaco di Berchtesgaden – dove il CNSAS è stato protagonista di un magistrale soccorso a un ferito dentro la grotta del Riesending-Schachthöhle, con quasi 100 volontari – verrà a capo della complicata e spesso incomprensibile richiesta della burocrazia italiana.

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