Acne

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Definizione

L’acne è una infiammazione delle ghiandole pilosebacee con papule (lesioni solide, rilevate dalla superficie cutanea ), pustole (lesioni acneiche più gravi e deturpanti, sono dovute all’azione di germi e insorgono su pregresse papule), comedoni (o punti bianchi e neri), cisti superficiali, suppurate (ripiene di pus) e, nei casi più gravi, fistolizzazioni (quando le cisti si uniscono nella profondità della cute). La pelle é un vero e proprio organo. Il suo strato più esterno si chiama epidermide. Il derma è lo strato intermedio e contiene importanti strutture di sostegno come il collagene. Da qui nascono i peli e le ghiandole sebacee da cui origina l’acne, che vengono chiamate propriamente ghiandole pilosebacee. Sotto questi tessuti si trova il sottocutaneo. Ogni pelo ha annessa una ghiandola che produce sebo, cioè il grasso che rende elastica la pelle e che la protegge. Se la nostra pelle produce sebo in eccesso, si accumula nella ghiandola. Verso i 10, 12 anni di età, è massima la produzione di sebo, ed è anche il momento in cui l’acne esplode. Ad un pelo piccolo corrisponde una grossa ghiandola sebacea; ecco perché il naso e la fronte sono tra le zone più colpite dall’acne.

Come si forma

Il “poro” da cui fuoriesce il pelo, si ottura e si riempie di sebo e di piccoli frammenti di cellule epiteliali morte. All’esterno del poro appare un punto bianco (comedone chiuso). Il tappo si può aprire sotto la pressione del sebo e si può formare un punto nero (comedone aperto). Per quanto brutto, esso è meno temibile, infatti non provoca infiammazione. Se invece il tappo resiste, il sebo si accumula nel canale dove si trova il pelo, fino a lacerarne la guaina che lo riveste e creare un infiammazione. Se l’epidermide si rompe, compare il classico ” foruncolo”, oppure compare una papula. Se l’infiammazione non riesce a trovare una via di uscita, si formano cisti o noduli. L’acne adolescenziale colpisce soprattutto la zona di fronte e naso; l’acne dell’età adulta, invece, la parte bassa del viso, il collo e le spalle o comunque tutte le zone dove ci sono più ghiandole sebacee.

Classificazione

L’acne può essere classificata in:

  • Comedonica lieve: si hanno pochi punti neri sulla fronte o sul naso.
  • Comedonica grave: l’intero volto e schiena sono pieni di punti neri.
  • Papulo – Comedonica: ci sono comedoni ed in più rigonfiamenti dolenti ed arrossati.
  • Papulo – Pustolosa: ci sono papule ed anche pustole.
  • Pustolosa: è caratterizzata da infiammazione diffusa e quasi tutte le papule si sono trasformate in pustole.
  • Pustolo – Cistica: caratterizzata da cisti, ovvero noduli duri contenenti sebo e cheratina.
  • Cistica: le cisti sono molto più numerose delle pustole.
  • Conglobata: i comedoni si aggregano e creano delle lesioni profonde che lasceranno delle cicatrici.

Questi tipi di acne vanno distinti da un’altra malattia della pelle, chiamata acne rosacea; è una dermatosi causata da un acaro parassita, è più frequente nelle donne e si osserva con rossore al volto (guance, naso), papule, pustole ed un forte prurito. La cute è seborroica e molto soggetta ad arrossamenti.

Cause

  • Squilibri ormonali: la ghiandola sebacea, in risposta agli ormoni maschili (testosterone), presenti sia nel maschio che nella femmina, produce un eccesso di sebo. Questo non significa che ci sia uno squilibrio ormonale, ma semplicemente la ghiandola sebacea “lavora” in eccesso.
  • Cause batteriche: l’acne è favorita da un batterio che si chiama Propionibacterium Acnes che, normalmente, vive sulla pelle in condizioni fisiologiche. Se si otturano i pori cutanei, esso si moltiplica e causa infiammazione.

Predisposizione genetica: se apparteniamo ad una famiglia in cui si è sofferto di acne.

Cura e terapia

La terapia per l’acne ha lo scopo di ridurre il rischio che rimangano cicatrici ed inestetismi sulla pelle. In commercio esistono diversi prodotti per uso topico, detergenti, creme in grado di detergere e nello stesso tempo curare l’epidermide infiammata. Nei casi di acne più grave e diffusa è di solito consigliabile l’utilizzo di antibiotici che agiscono sul Propionibacterium acnes, il batterio responsabile del processo infiammatorio della dermatosi. I preparati dermatologici sono costituiti da diverse sostanze, ognuna delle quali esplica una precisa funzione nel combattere l’acne come ad es. gli antiandrogeni, a base di estro-progesterone e di ciproterone acetato che vengono prescritti alle donne alla stregua dei contraccettivi orali. Fra le altre sostanze presenti nei preparati dermatologici in questione possiamo citare i retinoidi, derivati della vitamina A, che svolgono un’azione esfoliante della cute e riducono la produzione di sebo; il benzoilperossido e l’acido azealico, quest’ultimo molto efficace proprio contro il Propionibacterium acnes, esplica anche un’azione antiinfiammatoria. Da ricordare che una buona prassi anti-acne prevede l’associare alle varie terapie un’adeguata dieta ricca di frutta e verdura, cioè ricca di vitamine e sali minerali.

Come curare la pelle danneggiata

Se l’acne e’ stata curata e trattata da subito, difficilmente lascia cicatrici. La cute stessa, una volta raggiunta la guarigione, tende a rinnovarsi spontaneamente. Se l’acne ha lasciato invece segni superficiali, e’ sufficiente l’applicazione di creme contenenti basse concentrazioni di acido glicolico, che levigano la pelle in maniera progressiva. In alternativa, si può ricorrere a peeling ed a trattamenti specifici da eseguire presso gli studi di dermatologia e di medicina estetica.

Dieta

Esiste un legame tra acne e dieta. In particolare, le ricerche più accreditate in materia dimostrano che un’alimentazione ricca di cibi ad alto indice glicemico può favorire la comparsa dell’acne. Se consumati in eccesso, bibite zuccherate, yogurt e succhi di frutta addolciti con quantità industriali di saccarosio, pane bianco, prodotti di pasticceria e dolciumi vari, alzano i livelli di insulina, che a sua volta aumenta la sintesi di IGF-1 ed androgeni. Ridurre la presenza di cibi ad alto indice glicemico nella propria dieta sembra dunque una valida strategia per attenuare la severità delle manifestazioni acneiche. Non solo, questa regola protegge anche da sovrappeso, obesità, insulino-resistenza, diabete di tipo II, sindrome dell’ovaio policistico e malattie coronariche. Se dovessimo stilare una dieta specifica contro l’acne dovremmo quindi ripetere i principi base di una sana alimentazione. Importante, contrapporre ad un basso apporto di carboidrati raffinati le giuste quantità di grassi, proteine, glucidi complessi e soprattutto fibre, sali minerali e vitamine, riscoprire il pesce ed i legumi in almeno un paio di occasioni settimanali, limitare il sale e gli alcolici, ed aumentare nel contempo l’apporto di alimenti vegetali (frutta e verdura) arrivando a consumarne almeno 4-5 porzioni al giorno. Una dieta di questo tipo apporta numerose sostanze funzionali (fitocomplessi), che agiscono armoniosamente nel regolare le funzioni biologiche ed eliminano qualsiasi necessità di ricorrere ad integratori vari. Tra questi ultimi vi sono prodotti appositamente studiati per l’acne, la cui composizione è la più variabile. In genere, si cerca di agire su più fronti, affiancando alla dieta l’apporto di varie sostanze, come antiossidanti, vitamine (in particolare la A, la E, la C e l’acido pantotenico), fibre e probiotici per regolarizzare la funzionalità intestinale, zinco, detossificanti epatici (boldo, carciofo, cardo mariano) ed estratti vegetali con proprietà antiandrogene (semi di zucca, pigeo africano e fitoestrogeni).

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