Ipotiroidismo

Cos’è

In una persona affetta da ipotiroidismo si riscontra un numero insufficiente di ormoni nel sangue. Quest’insufficienza causa una serie di disfunzioni del corpo umano. L’individuo affetto da ipotiroidismo sviluppa una serie di malesseri dovuti al fatto che la mancanza di ormoni non riesce a stimolare in maniera corretta le cellule del corpo. La conseguenza principale di questa disfunzione è un generale rallentamento dei processi fisiologici.

Cause

Si calcola che l’ipotiroidismo colpisca in media lo 0,5-1% della popolazione, con una netta prevalenza nel sesso femminile. Varie e numerose sono le cause in grado di determinare questo quadro morboso. L’ipotiroidismo può essere determinato dall’assenza congenita della tiroide o da un suo sviluppo incompleto, per alterazioni anatomiche, per una sua asportazione chirurgica, per l’assunzione di farmaci antitiroidei o di iodio radioattivo. Più comunemente, le varie forme di ipotiroidismo vengono classificate in primarie o primitive, secondarie e terziarie. Nel primo gruppo rientrano tutte quelle malattie dipendenti dalla ridotta funzionalità del tessuto tiroideo, mentre si parla di ipotiroidismo secondario e terziario quando le patologie sono a carico, rispettivamente, di ipofisi ed ipotalamo. Alcuni degli ormoni secreti da queste due strutture sono infatti capaci di regolare pesantemente l’attività della tiroide. Nella maggior parte dei casi, l’ipotiroidismo primario è associato a malattie autoimmunitarie della tiroide (la più comune delle quali è la tiroidite cronica di Hashimoto), oppure a gravi carenze di iodio nella dieta o a cause iatrogene (uso – abuso di determinati farmaci).

  • Patologie autoimmuni: in alcuni individui il sistema immunitario scambia, per errore, le cellule della tiroide e i loro enzimi per agenti “nemici”. In questo caso è il sistema immunitario stesso che distrugge le cellule tiroidee provocando la mancanza di cellule tiroidee sufficienti nel sangue. Questo tipo di ipotiroidismo chiamato anche tiroide autoimmune si riscontra più frequentemente nelle donne che negli uomini. La malattia può svilupparsi in maniera improvvisa o lentamente nel corso del tempo.
  • Asportazione chirurgica: in alcuni pazienti affetti da cancro, noduli alla tiroide o altre malattie è necessario procedere all’asportazione totale o parziale della tiroide attraverso un intervento chirurgico. La rimozione totale della tiroide comporta una condizione cronica di ipotiroidismo nel paziente. Al contrario, nel caso di una rimozione solo parziale, è possibile che la tiroide ricominci a funzionare, producendo un numero sufficiente di ormoni tiroidei.
  • Iodio radioattivo: pazienti affetti da patologie gravi (come il cancro alla tiroide o il gozzo nodulare) possono essere curati con iodio radioattivo. Lo scopo di questa terapia è distruggere le cellule tiroidee. Inoltre pazienti affetti da cancro al cervello o altre gravi patologie vengono trattati in alcuni casi con radiazioni. Queste cure possono portare a un’invalidità parziale o completa della tiroide causando una condizione di ipotiroidismo.
  • Fenomeno di ipotiroidismo congenito: alcuni bambini nascono senza tiroide o con alcune malformazioni alla stessa. In alcuni bambini, inoltre, una parte o l’intera tiroide si trova non nel luogo esatto. Ancora, in alcuni bambini si registra un malfunzionamento dalla nascita delle cellule tiroidee. Tutti questi fenomeni possono essere causa dell’ipotiroidismo.
  • Tiroidite: si tratta di un’infiammazione della tiroide causata da un’infezione virale o da un attacco autoimmune. In pratica la tiroide può immettere nel sangue l’intera quantità di ormoni prodotta provocando un’eccessiva presenza di ormoni nel sangue (detto anche ipertiroidismo), a cui segue una fase di riposo e di conseguente mancata produzione di ormoni sufficienti.

Altre cause dell’ipotiroidismo possono essere legate all’assunzione di farmaci i cui effetti collaterali danneggiano la tiroide, alla produzione eccessiva o insufficiente di iodo o ancora dal danneggiamento dell’ipofisi.

Sintomi

Le conseguenze dell’ipotiroidismo variano in base allo stadio evolutivo durante il quale insorgono. Nella vita fetale si verificano gravi ed irreversibili alterazioni dello sviluppo corporeo e cerebrale. Anche nel bambino si possono verificare permanenti alterazioni dello sviluppo somatico ed intellettivo (gli ormoni tiroidei sono essenziali per la completa espressione dell’ormone della crescita). Si osserva inoltre un ritardo nello sviluppo sessuale. Quando insorge in età adulta, l’ipotiroidismo si manifesta attraverso alcuni sintomi caratteristici:

  • cute secca e capelli radi, sottili, affaticamento fisico e debolezza muscolare cronica (l’ipotiroidismo determina una riduzione della sintesi proteica).
  • L’espressione del viso, caratterizzata da zone palpebrali gonfie e rime ristrette, capelli e sopracciglia scarsi, bocca semiaperta che lascia intravedere una lingua ingrossata, conferisce al volto del paziente l’aspetto inconfondibile e poco intelligente della “facies mixedematosa”; anche i tessuti sottocutanei sono caratterizzati dal cosiddetto mixedema, su cui la pressione delle dita non lascia il segno della fovea. L’ipotiroidismo determina infatti un accumulo cutaneo di mucopolisaccaridi che richiamano acqua determinando questo tipico aspetto.
  • Cute fredda e intolleranza alle basse temperature: una diminuzione degli ormoni tiroidei rallenta il metabolismo e il consumo di ossigeno; viene meno anche la loro attività termogenica.
  • Sonnolenza (letargia) che può arrivare fino al coma, depressione, rallentamento dei processi ideativi e sensazione di stanchezza; questi sintomi insorgono a causa delle alterazioni nervose indotte dall’ipotiroidismo.
  • Altri sintomi: costipazione, aumento del peso corporeo, pallore e anemia, raucedine ed abbassamento del tono della voce, diminuzione dell’udito e della memoria, diminuzione della fertilità, flussi mestruali abbondanti (menorragia), crampi, bradicardia e riduzione della forza contrattile del cuore, vasocostrizione, aumento dei livelli di lipoproteine a bassa densità (LDL) e trigliceridi nel siero, con conseguente e sensibile aumento del rischio di malattia coronarica.

Cura

Ad oggi non esiste una cura definitiva per l’ipotiroidismo. Esistono, tuttavia, cure farmacologiche in grado di tenere sotto controllo la malattia. In pratica si garantisce in maniera artificiale la presenza di ormoni necessari al corretto funzionamento del corpo umano somministrando le quantità di ormoni mancanti. I farmaci che svolgono questa funzione sono in genere a base di tiroxina e vanno assunti per tutta la vita. Nel corso del tempo può presentarsi la necessità di un aggiustamento del dosaggio farmacologico in base a un eventuale aggravamento o meno dell’ipotiroidismo.

Fonti

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