Sordità

Definizione e panoramica generale

La sordità, detta anche ipoacusia, è una diminuzione dell’udito, che dipende da un’alterazione dell’apparato uditivo. Questo può accadere per malattia, per la troppa esposizione a rumori forti, per malformazione genetica, assunzione di farmaci o vaccinazioni, ecc. Il calo uditivo può essere lieve, medio, grave o profondo. In quest’ultimo caso non è possibile sentire la maggior parte dei suoni e rumori, neanche quelli di intensità elevata. Le sordità dovute ad alterazioni dell’orecchio esterno e medio in molti casi sono trattabili con cure mediche o chirurgiche, mentre quelle dovute invece ad alterazioni dell’orecchio interno, possono essere anche gravi e profonde e non sono curabili. La sordità parziale è anche detta con il termine medico di ipoacusia. Le persone nate sorde o diventate tali nei primi anni di vita hanno difficoltà nell’apprendimento della lingua parlata, che non acquisiscono in maniera “naturale”, ma che deve invece essergli insegnata attivamente. Esistono attualmente due metodologie per la riabilitazione:

  • Oralismo: quando la persona sorda viene rieducata all’uso della parola attraverso l’utilizzo di protesi acustiche o attraverso l’operazione detta impianto cocleare, a cui segue un periodo variabile di esercizio di logopedia svolto in centri specializzati e perfezionato in famiglia.
  • Lingua dei segni: quando viene insegnato al bambino l’utilizzo della mimica e dei gesti come linguaggio di comunicazione, favorendo una comunicazione visiva rispetto a quella uditiva.

Le due tecniche possono sia essere indipendenti che agire in contemporanea. Grazie a queste tecniche e alla logopedia si può oggi arrivare ad una buona integrazione dei sordi nella società, tale da definire la sordità come l’ “handicap invisibile”, perché presente ma non immediatamente percepibile.

Cure all’avanguardia

Tra gli strumenti a disposizione, il più comune è l’amplificatore di suoni che si colloca dietro l’orecchio; c’è poi il cosiddetto orecchio bionico, ovvero l’impianto cocleare, che si inserisce nell’orecchio interno del paziente attraverso un intervento chirurgico.

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