Stetofonendoscopio

Introduzione

Lo stetofonendoscopio è uno strumento medico utilizzato nella diagnosi di molte malattie, dal momento che 200px-Stetofonendoscopiopermette di percepire alcuni suoni interni dell’organismo.

Il nome deriva dall’unione di due nomi, indicanti due strumenti diversi.

  • Il fonendoscopio è uno strumento atto all’auscultazione dei visceri in generale.
  • Lo stetoscopio, è uno strumento medicoutile all’auscultazione del torace.

Cenni storici

Lo stetoscopio fu inventato nel 1816 dal grande René Theophile-Hyacinthe Laennec (1781- 1826), che lo descrisse nel suo “De l’auscultation médiate” quale strumento per migliorare l’auscultazione dei suoni toracici, che veniva effettuata sin dai tempi di Ippocrate applicando direttamente l’orecchio del medico sul torace del paziente.

Un giorno, Laennec dovette esaminare il torace di una donna obesa. Gli sovvenne che si può sentire lo strusciare di uno spillo su di un asse di legno se si pone l’orecchio dal lato opposto…

Quindi arrotolò un quaderno, lo applicò tra sè e la paziente, e provò a sentire. “Rimasi sorpreso di come il battito cardiaco si sentisse più chiaramente che non con il mio orecchio”. E fu così che nacque lo stetoscopio: prima, semplice tubo di legno, poi, numerose evoluzioni hanno portato allo strumento che consociamo oggi. Nel 1851 Arthur Leared inventò lo stetoscopio biauricolare di cui nel 1852 George Camman perfezionò la forma. Negli anni 40 Rappaport e Sprague disegnarono un nuovo fonendoscopio costituito da due tubi indipendenti connessi agli auricolari, che hanno una forma che ricorda vagamente due F contrapposte e con testina doppia: da un lato è infatti possibile ascoltare i suoni ad alta frequenza (diaframma, ovvero la superficie piatta), dall’altro quelli a bassa frequenza (campana). Quando il diaframma viene posto sulla cute, i suoni del corpo provocano una vibrazone nel diaframma, che genera una pressione che i tubi trasmettono agli auricolari; quando invece si applica la campana, il suono (le vibrazioni) viene trasmesso direttamente agli auricolari. Ancora oggi molti ritengono il Rappaport il miglior fonendoscopio in assoluto. Negli anni 60 David Littmann, un professore di Harvard, creò un nuovo fonendoscopio, più leggero dei modelli precedenti e con acustica migliore. Negli anni 70, la Litmman introdusse il diaframma modificabile: in questo caso la stessa testina (lo stesso lato della testina) può essere utilizzata sia come campana che come diaframma a seconda della pressione applicata sulla cute del paziente (creando in questo modo modelli con testina grande e piccola insieme, utilizzabili sia nei pazienti pediatrici che negli adulti. Negli ultimi dieci anni sono stati prodotti fonendoscopi con sistema di trasduzione del suono in grado di ridurre il rumore esterno, e, da qualche anno, i primi fonendoscopi elettronici (detti stetofoni), in grado di amplificare elettronicamente i suoni (e quindi anche di registrarli).

Tipologie di stetoscopi

Stetoscopio acustico: è il più comune, e funziona tramite la trasmissione di suoni dal petto, attraverso dei canali contenenti aria, alle orecchie dell’uditore. La parte finale, che viene posizionata sul petto del paziente, può avere forma di disco o a campana. Quello a forma di disco trasmette meglio le onde sonore a più alta frequenza, quello a campana le onde a bassa frequenza. Lo stetoscopio biauricolare fu inventato da Rappaport and Sprague agli inizi del XX secolo. Uno dei problemi degli stetoscopi acustici è il basso volume del suono trasmesso. Ne consegue, molto spesso, una difficoltà nell’eseguire una diagnosi precisa.

Stetoscopio elettronico: permette di udire anche i suoni più deboli, amplificandoli. Al momento, diverse aziende producono stetoscopi elettronici, e tra qualche anno essi prenderanno completamente il posto di quelli acustici. A differenza degli stetoscopi acustici, che sono tutti basati sullo stesso metodo di funzionamento, gli stetoscopi elettronici variano molto tra un modello e l’altro. I più semplici funzionano grazie ad un microfono applicato al petto del paziente, ma, di contro, risentono del suono dell’ambiente esterno, che spesso causa interferenze. Altri, più complessi, trasformano le onde sonore in impulsi elettrici, così da poter essere amplificate per un migliore ascolto. Recentemente, alcuni stetoscopi elettronici sono stati dotati di filtri, allo scopo di eliminare le interferenze sonore esterne.

I commenti sono chiusi.