Trapianto

Definizione

Il trapianto è un intervento chirurgico che consiste nel sostiture una componente di un organismo vivente malfunzionante, con l’omologa, funzionante, prelevata da un altro organismo. Il trapianto avviene in due fasi: nella prima si preleva una parte da un soggetto chiamato donatore, e nella fase successiva si trapianta o innesta su di un soggetto chiamato ricevente, dopo aver rimosso l’omologo nativo malato. Gli organi che si possono trapiantare son rene, fegato, cuore,polmone, intestino, tessuti cornee, osso, cartilagini, valvola cardiaca, vasi sanguigni, cute, o insiemi complessi. Le tipologie di trapianto più diffuse sono l’ortotipico, cioè quando l’organo originario malfunzionante viene rimosso, e l’organo del donatore viene piazzato nella stessa posizione anatomica dell’organo originario, orto topico, etero topico o ausiliario, in cui un nuovo organo viene affiancato a quello vecchio non più funzionante, che però rimane al proprio posto. Dal punto di vista clinico il trapianto è l’unica cura possibile per un vasto gruppo di malattie degenerative, in cui non è sempre possibile la terapia sostitutiva. Esiste un altro tipo di trapianto, chiamato invece mercenario, che prevede il pagamento di un compenso ad un donatore vivente, che in cambio offre un proprio organo, ma può avvenire solo per quanto riguarda gli organi non vitali, come ad esempio un rene, il midollo osseo o il fegato.

Condizioni di esecuzione

Gli organi vengono prelevati da un paziente di cui sia stata accertata la morte cerebrale secondo le modalità di Legge per l’accertamento. Un esperto in neurofisiologia, un rianimatore e un medico legale monitorano le condizioni cliniche per almeno 6 ore, e possono stabilire lo stato di morte solo se, oltre alla constatazione clinica del decesso, si presentano contemporaneamente le condizioni di: stato di incoscienza, assenza di riflessi del tronco cerebrale, assenza di respiro spontaneo, assenza di qualunque attività elettrica cerebrale, assenza dell’irrorazione di sangue al cervello . La morte cerebrale non va confusa con lo stato vegetativo, che comporta soltanto la prima di queste condizioni, ovvero la perdita di coscienza, ma conserva le funzioni vegetative del cervello (ossigenazione, battito cardiaco e mantenimento della temperatura corporea): nel caso di morte cerebrale, invece, il cervello è profondamente danneggiato, e tutte le sue funzioni sono compromesse; di conseguenza l’ossigenazione, la circolazione sanguigna e il mantenimento della temperatura corporea sono possibili soltanto con l’ausilio delle macchine, e per un tempo limitato (generalmente non più di 48 ore). Accertata la morte cerebrale, si può procedere con il prelievo degli organi, mentre la ventilazione e l’irrorazione sanguigna degli organi vengono artificialmente mantenute dalle macchine; in seguito, il corpo del donatore viene staccato dal respiratore artificiale e dallo stimolatore del battito cardiaco. Gli organi vanno fatti raffreddare per poi essere trasportati e successivamente impiantati nel ricevente. La loro durata efficace è comunque limitata a tempi brevi. Un altro accertamento che va fatto prima del trapianto è la biocompatibilità dell’organo tra donatore e ricevente, non solo in termini di gruppo sanguigno e fattore Rh, ma anche per altre caratteristiche indispensabili per la buona riuscita del trapianto. Il trattamento post-trapianto richiede un trattamento immunosoppressivo a vita per ridurre le probabilità di rigetto. In Italia il trapianto è regolato dalla legge n. 91 del 1º aprile 1999, e da un decreto del Ministero della Sanità dell’8 aprile 2000 che prevede una lista d’attesa nazionale dei trapianti, la regola del silenzio-assenso sulla donazione, con l’invio a tutti i cittadini di un tesserino per la manifestazione di volontà in merito alla donazione.

Tipologie di trapianto

  • L’autotrapianto elimina il rischio di rigetto e l’esigenza di farmaci immunosoppressori. È un’opzione che si presenta nel caso di interventi programmati, nei quali può rendersi necessario un trapianto di organi o tessuti.
  • L’allotrapianto è il trapianto tra due diversi soggetti della stessa specie. Con questo tipo di trapianto si può andare incontro al rischio di rigetto in quanto il sistema immunitario può riconoscere ed attaccare gli organi o i tessuti introdotto.
  • L’isotrapianto è un tipo di allotrapianto in cui il donatore e il ricevente sono geneticamente identici, come nel caso dei gemelli omozigoti. Questo tipo di trapianto non è soggetto al rigetto, poiché l’organo isotrapiantato risulta identico a quello del ricevente dal punto di vista genetico, e quindi il corpo del ricevente lo riconosce come proprio.
  • Lo xenotrapianto è il trapianto tra organismi di due specie diverse. L’animale più studiato come donatore di organi per l’uomo è il suino, in quanto ha delle similitudini anatomiche con la specie umana.

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