Bologna, dal rischio morte alla vita in 300 secondi: ecco come funziona la catena del soccorso

Bologna, dal rischio morte alla vita in 300 secondi: ecco come funziona la catena del soccorso

La catena del soccorso nella sua semplice perfezione funziona. E questo è testimoniato dall’ennesimo caso di una persona salvata in pochissimi minuti dalla morte, a Bologna. Stiamo parlando di un paziente che attualmente è ricoverato in buone condizioni di salute all’Ospedale Maggiore di Bologna. L’uomo è stato colpito nella mattina del 29 agosto da arresto cardiaco mentre si trovava al bar presso il primo binario della Stazione Centrale di Bologna.

Immediati i soccorsi, prestati in prima battuta dal personale della Polfer, che ha eseguito le prime manovre rianimatorie con defibrillatore, anticipando i mezzi di soccorso 118 giunti sul posto in 6 minuti.In quei 360 secondi le compressioni cardiache e la defibrillazione sono state fondamentali per permettere all’uomo di sopravvivere senza outcome neurologici negativi.

La catena di soccorso ha visto coinvolti il Sistema 118, con Centrale Operativa, ambulanza ed automedica, la Control Room delle Grandi Stazioni e il personale della Polizia Ferroviaria, intervenuto con il defibrillatore.

L’intervento si è concluso con il ricovero d’urgenza presso la Cardiologia del Maggiore, dove è stata eseguita una coronarografia.

La conclusione di questo evento conferma che la tempestività negli interventi per arresto cardiaco, quando può contare su una pluralità di soggetti soprattutto “laici” in grado di eseguire le prime manovre salvavita, incide positivamente sull’esito.

A tutto ciò ha contribuito significativamente anche l’investimento ultradecennale della Azienda USL di Bologna per la creazione di una rete di soccorritori non sanitari formati all’utilizzo dei defibrillatori e la creazione di procedure condivise con Grandi Stazioni.

Dal binario all’intervento di angioplastica in 31 minuti. La cronologia:

12.52 – La Centrale Operativa 118 riceve una prima chiamata di soccorso (paziente respira male, dolori al capo ma cosciente), modificata 3 minuti più tardi, alle 12.55, con l’indicazione di probabile arresto cardiaco. Oltre all’ambulanza con il personale addestrato alle manovre di rianimazione cardiopolmonare, già attivata, la Centrale invia immediatamente l’automedica e attiva la Control Room di Grandi Stazioni.

12.58 – Arrivo sul posto dell’ambulanza seguita, quattro minuti dopo, dall’automedica. All’arrivo dei soccorritori l’uomo è già stato soccorso dal personale della Polfer addestrato all’utilizzo del defibrillatore e alle manovre di rianimazione cardiopolmonare. Vengono eseguiti gli accertamenti diagnostici e gli interventi di stabilizzazione.

13.18 – Il paziente viene condotto in ambulanza all’Ospedale Maggiore, con preallertamento della Emergency Room e della Rianimazione.

13.23 – Il paziente é accolto al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore, immediatamente sottoposto a coronarografia d’urgenza e ricoverato, successivamente, in Cardiologia.

 

 

Questa storia conferma l’importanza della conoscenza delle manovre di rianimazione RCP e della presenza nelle vicinanze di un defibrillatore

 

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