Piano Nazionale sul dissesto idrogeologico: 5 miliardi di investimenti nei prossimi 4 anni

Piano Nazionale sul dissesto idrogeologico: 5 miliardi di investimenti nei prossimi 4 anni

Dissesto. Per la prima volta l’Italia ha un “Piano nazionale” per la riduzione del rischio frane e alluvioni, linee guida per la realizzazione delle opere e il quadro esatto delle necessità

In questi ultimi giorni sono state diffuse notizie relative allo stato di attuazione degli interventi strutturali per la prevenzione del rischio idrogeologico, da ultimo nel corso di una conferenza stampa del gruppo parlamentare di SEL, oggi alla Camera dei Deputati; notizie che necessitano di una serie di precisazioni.

Chiarezza sui fondi: per il Piano nazionale, che comprende quello per la riduzione del rischio nelle città e che si compone di oltre 7000 interventi individuati dalle Regioni competenti in materia, sono già stanziati oltre 5 miliardi di euro per i prossimi anni, così suddivise: 3.5 miliardi di euro di FSC (Fondi Sviluppo e Coesione) del nuovo ciclo 2014-2020, 1.5  miliardi di Por (Programmi Operativi regionali) della “misura 5” – dissesto idrogeologico e i 754 milioni già disponibili dalla delibera Cipe per il Piano aree metropolitane che saranno disponibili nella contabilità delle regioni entro la fine del mese.

Il Piano Nazionale, inoltre, si potrà avvalere in aggiunta a queste risorse anche dei fondi ordinari che potranno essere previsti nelle leggi di stabilità dal 2016 al 2020 e sarà indirizzato a risolvere le tante criticità rilevate anche in questi giorni fuori dalle aree metropolitane e riguarderà anche le situazioni di rischio legati alle frane e all’erosione costiera. In questi giorni #italiaiscura con il Ministero dell’Ambiente sta lavorando sulla definizione delle priorità, regione per regione, per mettere a punto una prima tranche triennale del Piano nazionale.

E’ utile anche ricordare che il Piano aree metropolitane interessa alcuni dei punti più critici del Paese (in primis le città metropolitane come Genova, Milano, Firenze ed altre ancora, ma anche città non metropolitane a rischio elevato come Olbia, Padova, Parma, Pescara ecc.) e rappresenta in modo inequivocabile la volontà di intervenire in modo pianificato e strutturale nella prevenzione del rischio idrogeologico.

Infine un riepilogo sullo stato dell’arte degli interventi programmati nell’ambito dei vecchi stanziamenti tra il 2000 e il 2010, nel periodo di attività di #Italiasicura, istituita nel maggio 2014, sono stati avviati 642 cantieri per 1075 milioni anche grazie al il modello di azione messo in campo dalla struttura di missione del governo, fatto di  semplificazione della governance e delle procedure,  di controllo costante del territorio e di collaborazione con tutte le strutture e amministrazioni regionali competenti, con il Presidente di Regione Commissario di Governo.

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