Rischi mortali: non rispettare la segnaletica durante un’alluvione

Rischi mortali: non rispettare la segnaletica durante un’alluvione

Oggi vi riportiamo una vicenda che – per fortuna – il diretto interessato può raccontare con la sua voce. Siamo in provincia di Parma, a Chiusa Ferranda, e il protagonista di questa storia è Giovanni. E’ il 29 di febbraio e ha smesso di piovere da qualche ora, dopo che per giorni ha diluviato. Il sole sta facendo capolino fra le nuvole e si prospetta un bel pomeriggio. Giovanni sta tornando a casa dal lavoro in pausa pranzo, e la strada che solitamente percorre per raggiungere in meno tempo la sua abitazione è chiusa. Un problema grosso, perché per tornare indietro, prendere la strada principale e rifare tutto il percorso, Giovanni rischia di non riuscire nemmeno a scaldarsi il pranzo, che deve già tornare in ufficio. Così, convinto che il livello dell’acqua non sia poi così alto, Giovanni aggira i cartelli con il divieto d’accesso e continua a percorrere la strada verso casa. Giovanni sa che deve attraversare un piccolo sottopasso, ma percorrendolo tutti i giorni è convinto che sia poco profondo e sia impossibile bloccarsi in quel punto. Così, una volta arrivato sul posto, rallenta solo un attimo e cerca di superare la “grande pozzanghera” in seconda, a venti all’ora.

Sbagliato.
L’auto si pianta nell’acqua con un effetto che a Giovanni sembra quello del galleggiamento. L’auto si spegne. Giovanni vorrebbe aprire la portiera ma, guardando fuori, vede che l’acqua è a metà portiera e capisce che, spostandosi, sta facendo muovere l’auto come se fosse una barca. Per fortuna Giovanni non si fa prendere dal panico. I finestrini elettrici funzionano ancora e Giovanni li abbassa subito, uscendo dal mezzo e salendo sul tetto, mentre la sua utilitaria affonda, riempiendosi d’acqua. Rimane fuori dal pelo dell’acqua proprio soltando il tetto, su cui Giovanni si è appollaiato con il telefonino per chiedere aiuto. Arriverà in pochi minuti la Protezione Civile locale e un trattore, che si occupa prima di far defluire l’acqua dal sottopasso e poi di estrarre l’auto dal fango.
Giovanni è sconvolto, ma è fortunato. Altre persone al suo posto hanno perso la vita. Lui ha perso soltanto la macchina.

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