Sanità, servizi e strutture al capolinea: “degrado e obsolescenza mettono a rischio la qualità”

La commissione Sanità ha approvato all’unanimità la relazione sullo stato e sulle prospettive del Ssn, “nell”ottica della sostenibilità del sistema e della garanzia dei principi di universalità, solidarietà ed equità”.

Il dossier evidenzia come “L’Italia, insieme ad altri Paesi occidentali industrializzati, abbia dovuto fronteggiare fin da subito il problema della sostenibilità economica e del mantenimento “dell’equilibrio tra garanzie ai cittadini, organizzazione dei servizi, uniformità del sistema e qualità delle prestazioni offerte”.

“La sfida principale che l’Italia ha dovuto affrontare – si legge – è quella di rendere la spesa pubblica per la sanità sostenibile senza pregiudicare la qualità dei servizi sanitari e l”equità di accesso alle cure”.
La 12a commissione ha però sottolineato come “anche la sanità” stia “pagando un pesante contributo alle politiche di contenimento dei costi messe in atto dai governi succedutisi fino ad oggi, attraverso manovre di particolare entità per il Servizio sanitario nazionale che se da un lato hanno favorito una razionalizzazione del sistema dall”altro stanno mettendo a dura prova i bisogni dei cittadini”.

IL FINANZIAMENTO DEL SSN: BASTA TAGLI
Secondo la commissione le restrizioni imposte alla sanità pubblica, in particolare nelle Regioni sotto piano di rientro, hanno contribuito, dal 2010 ad oggi, a contenere in modo significativo la spesa sanitaria, ”ma stanno producendo effetti preoccupanti sul funzionamento dei servizi e sull”assistenza erogata ai cittadini”. La commissione di palazzo Madama ritiene quindi ”che, nei prossimi anni, il sistema non sia in grado di sopportare ulteriori restrizioni finanziarie, pena un ulteriore peggioramento della risposta ai bisogni di salute dei cittadini e un deterioramento delle condizioni di lavoro degli operatori”. Eventuali margini di miglioramento, sempre possibili, ”possono essere perseguiti solo attraverso una attenta selezione degli interventi di riqualificazione dell”assistenza, soprattutto in termini di appropriatezza clinica e organizzativa, evitando azioni finalizzate al mero contenimento della spesa, nella consapevolezza che i risparmi conseguibili devono essere destinati allo sviluppo di quei servizi ad oggi ancora fortemente carenti, in particolare nell”assistenza territoriale anche in relazione all”aumento delle patologie cronico-degenerative”.

PIANO STRAORDINARIO INVESTIMENTI EDILIZIA SANITARIA
Per la commissione la carenza di risorse per gli investimenti costituisce un elemento di grande debolezza per il Servizio sanitario nazionale: il degrado di molte strutture sanitarie, il mancato rispetto delle norme di sicurezza e l’obsolescenza di alcune dotazioni tecnologiche mettono a rischio la qualità dei servizi oltre che la credibilità delle istituzioni. ”Un Piano straordinario di investimenti in edilizia e tecnologie sanitarie, accuratamente disegnato in modo da evitare i passati insuccessi di alcune Regioni – si legge – potrebbe costituire un volano per l”occupazione e la crescita, oltre che una occasione per ammodernare il patrimonio del Ssn, soprattutto nelle regioni più fragili”.

”Un aggiornamento dello stato di obsolescenza delle strutture sanitarie pubbliche e della sicurezza delle stesse (per gli operatori e per i pazienti) appare fondamentale in vista di una nuova programmazione degli interventi”, si legge. La commissione propone inoltre l”inserimento delle infrastrutture sanitarie fra gli investimenti finanziabili attraverso i finanziamenti europei, a partire dai fondi strategici del piano Juncker.

 

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