“Volontari, non mercenari”: la dura riflessione del presidente di Anpas Lombardia sul “volontariato” a pagamento

“Volontari, non mercenari”: la dura riflessione del presidente di Anpas Lombardia sul “volontariato” a pagamento

Luigi Benvenuti, presidente di Anpas Lombardia e presidente della Croce Verde Oglio-Po di Viadana ha lanciato un durissimo monito ai volontari certificati soccorritori che prestano servizio anche in altre realtà. Realtà “pseudo-volontarie o for-profit” ha tuonato Benvenuti, a cui non piace questa tendenza che vede protagonisti alcuni soccorritori che si spostano verso realtà che – ufficialmente – sono definite “di volontariato” per statuto, ma che celano attività chiaramente speculative.

“È in aumento il numero di ns. Volontari certificati Soccorritori che prestano occasionalmente servizio anche in realtà pseudo-volontarie o for-profit. Per pseudo-volontarie s’intendono quelle con celate finalità speculative, che si mascherano da Organizzazioni di Volontariato per godere sia di agevolazioni fiscali che della benevolenza dei cittadini, molto spesso agendo nell’illegalità e generando “lavoro nero”. Le for-profit sono, invece, aziende con dichiarata e lecita finalità speculativa. Ci si domanda ora: come mai sempre più Volontari si offrono o vengono reclutati occasionalmente per svolgere attività di Soccorritore al di fuori della propria Associazione?

 Complice potrebbe essere l’attuale crisi economica, che genera la necessità di “arrotondare” con qualche mancia, ma sento che altri si fanno ammaliare semplicemente dall’opportunità di assistere gratuitamente ad un evento/spettacolo durante il servizio. Sgombriamo quindi il campo da costrizioni e necessità non altrimenti risolvibili e arriviamo alla considerazione che quando si accetta una simile offerta si sta facendo una scelta ben precisa.

Questa libera scelta, se pur lecita ed ammissibile dal punto di vista delle competenze (in quanto un Soccorritore Esecutore certificato, può oggettivamente operare per enti e in contesti diversi) è assai discutibile dal punto di vista morale. Proviamo a comprenderne il perché.

Oltre a “sapere” e “saper fare” il soccorritore, NOI diamo molta importanza al SAPER ESSERE un buon Soccorritore, dimensione questa che difficilmente si riesce esprimere completamente e liberamente in contesti che hanno mission e vision completamente avulse dalle nostre.

Ricordo inoltre che queste aziende attingono alla bisogna dai nostri “vivai” a costo formativo pari a zero, in quanto i costi per formare i Soccorritori-Esecutori non essendo riconosciuti, di fatto, sono e restano a carico della Pubbliche Assistenze.

Prendiamo quindi atto che, fuori dall’Associazione, i soccorritori, vengono solo “usati” per la loro qualifica, neutralizzando tutti quei processi motivazionali e valoriali di chi è diventato Soccorritore per passione o vocazione. Praticamente tutto viene ridotto ad un mero mestiere di abilità pratica e cosa altrettanto grave è che in questo modo si alimenta l’attività di enti che, per ben che vada, non perseguono i nostri valori, se non addirittura, risultano essere antagonisti a tutti gli effetti.

Arrivo quindi a porre una domanda provocatoria.

Se per qualche spicciolo si è disposti a vendersi oppure ci si fa ammaliare da qualche sciacallo che ci offre l’opportunità di vedere un concerto o una partita gratis …. in queste azioni possiamo riconoscere qualche assonanza con le caratteristiche del MERCENARIO ?

Ognuno si darà la propria risposta, ma importante è sapere che scelte di questo tipo sono in contrasto con gli interessi e gli scopi della propria Associazione.    

Concludendo: siccome comportamenti simili sono frutto di libere scelte, è quanto mai opportuno sottolineare che se un Volontario può, in qualsiasi momento, lasciare per sua scelta l’Associazione, questa, a sua volta, ha il diritto di chiedergli di rinunciare allo svolgimento delle attività per comportamenti collegialmente ritenuti contrastanti, non compatibili o inadatti.

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1 Comment

  1. marco

    Buongiorno.
    Il problema, credo, facilmente risolvibile: far creare, a livello regionale e/o nazionale albo (pubblico) degli operatori del soccorso sanitario, aggiornabile ogni 6 mesi. Oltre che alla fine dell’esame di idoneità, far sottoscrivere l’impegno di prestazione d’opera esclusiva, pena la radiazione dalla associazione e un periodo di “limbo” (impossibilità ad entrare in altre associazioni e/o enti pubblici regionali/nazionali) di 500giorni.
    Sarebbe un buon deterrente credo.
    Sarebbe però gratificante che l’ente del caso, si “Coccoli” il volontario e non come spesso accade che lo bistratta… Tante teste, tante idee e esigenze, ma male non sarebbe appoggiarne il maggior numero. Volontario contento.
    Mio modesto parere….
    Saluti, Marco

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