Salvare proprio figlio dal soffocamento: la testimonianza di una dj di Radio Italia

Salvare proprio figlio dal soffocamento: la testimonianza di una dj di Radio Italia

Ogni anno 50 bambini in età prescolare muoiono in Italia per soffocamento da ingestione. Un numero di per sè non elevato, ma un dramma profondo per le famiglie che vivono questo episodio, spesso confinato in un trafiletto in cronaca da parte dei giornali. Stavolta, quello che sembrava un dramma annunciato si è risolto per il meglio. Paoletta, dj di Radio Italia, dal suo blog descrive come ha salvato il suo figliolo Samu di appena due anni dal soffocamento, grazie alle manovre di disostruzione imparate durante un corso frequentato alla Croce Rossa di Erba. Sono parole scritte a caldo, che ci restituiscono tutte le drammatiche emozioni scatenate nella testa (e nel cuore) di una mamma alle prese con il proprio figliolo che non riesce più a respirare.

“Mi tremano ancora le mani mentre scrivo. Eravamo in macchina, fermi. Samu al posto di guida a giocare con la radio, io a fianco con la borsa in grembo. Ha infilato le mani nel pacchetto di biscotti dell’Alitalia. Piccoli come poco più di una moneta da un euro. Ne ha preso uno, l’ha infilato in bocca e ha pensato bene di non masticarlo. Ha tentato di ingoiarlo intero. Gli si è bloccato in gola. Ha rantolato. Ha cercato di tossire. Non ci è riuscito. Ha sgranato gli occhi e la bocca con una smorfia di terrore. Senza respirare. Mi sono buttata fuori dalla macchina, l’ho sollevato, l’ho preso dalla mandibola con la mano sinistra, nel frattempo mi sono inginocchiata e l’ho colpito cinque volte con la mano destra. Niente. Non respirava.

L’ho messo in piedi, ho allontanato la mia testa dalla sua che divincolava disperato in cerca di un rivolo d’aria. Per cinque volte gli ho praticato una manovra che sembra un pugno nello stomaco. Niente. Non respirava. Tutto daccapo. In ginocchio. Conto 5 volte ad alta voce. Ancora, in piedi conta uno, due, tre…è schizzato fuori dalla bocca un pezzo di biscotto. Ha respirato, tossito, pianto e detto parole che non ricordo. Solo allora ho pianto anch’io, un fiume di lacrime, un fontana senza rubinetto. E tremo da un’ora. Scrivo questo per spaventarvi. Si. Perché io ho avuto la fortuna qualche mese fa di essere invitata dalla Croce Rossa ad Erba, ad un corso di disostruzione infantile. Se non fosse stato per questi angeli, io non so cosa sarebbe successo oggi. Io vi prego, mamme e maestre, tate e baby-sitter. Fate questo corso. Chiamate la Croce Rossa nei vostri asili, nelle sale comunali e nelle chiese. Non costa niente. Ma vale una vita”.

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