Autista di ambulanza, concorsi e avvisi pubblici: come affrontare un test per assunzione, come si diventa autista soccorritore

Autista di ambulanza, se ne parla parecchio, ultimamente. E meno male, verrebbe da aggiungere: un ruolo, quello dell’autista soccorritore, che non ha ancora dignità di esistenza sul piano legislativo, e che pure è, complice l’emergenza covid, più ricercato che mai.

Nell’arco di pochi mesi gli avvisi pubblici e le delibere delle varie Asl volte alla ricerca di soccorritori che presidino l’abitacolo di un’autoambulanza si sono moltiplicati.

E con essi anche la ricerca di testi ove prepararsi all’annoso test di selezione e i corsi ad esso dedicati.

Uno si tiene tra pochi giorni tra Ferrara ed Imola.

Abbiamo chiesto ad uno dei formatori che lo terranno di concederci un’intervista.

Cogliamo l’occasione per ringraziare l’Ausl di Ferrara, che ne ha consentito la realizzazione: essendo il nostro protagonista un dipendente, era propedeutico il “via libera”.

AUTISTA DI AMBULANZA, COME SI AFFRONTA UNA COMMISSIONE ESAMINATRICE

Stefano Balboni è, per l’appunto, un autista di ambulanza (da oltre 30 anni!).

Oltreché giornalista e vecchio amico-collaboratore di Emergency Live: sono molti gli articoli che abbiamo potuto pubblicare grazie a lui, in materia di sicurezza stradale e guida sicura di ambulanza ed automedica.

Quindi un interlocutore “di qualità”, in materia di autisti di autoambulanze.

Ciò che serve, dovendo preparare se stessi all’ormai imminente concorso delle Ausl di Imola, Bologna e Ferrara, o all’internalizzazione del servizio 118 delle varie Ausl della Puglia, veicolate dalla società Sanitaservice.

RUOLO E MANSIONI DELL’AUTISTA DI AMBULANZA, INTERVISTA A STEFANO BALBONI

1) Stefano, parecchi bandi e avvisi pubblici per il ruolo: cosa si dovrà attendere un candidato? In cosa consistono i test scritti e pratici da superare?

“Chiaramente non posso conoscere le risposte rispetto a cosa c’è – esordisce sorridendo Stefano -, sarebbero tutti promossi.

La cosa che uno si deve attendere è di dimostrare di conoscere il proprio lavoro, perché è richiesto di avere 5 anni di esperienza, come previsto dalle normative nazionali.

Di conseguenza ci vengono chieste cose che tutti i giorni facciamo.

Cosa dobbiamo cambiare, è la mentalità: cioè dobbiamo fare tutti i giorni quel poco che poi ci viene chiesto.

Spesso, infatti, nei temi di esame viene richiesto di sapere cosa c’è sull’ambulanza, in cosa consistono i controlli del mattino, il guasto bloccante, ecc. ecc.

A volte qualche passaggio purtroppo viene saltato.

Ecco che quindi se la nostra mentalità ci portasse tutti i giorni ad effettuare i controlli e ad eseguire sistematicamente la chk-list, avremmo già una mentalità maggiormente predisposta ad affrontare un test.

Spesso davanti ad una Commissione capita poi che vengano saltati dei passaggi che dentro di noi svolgiamo automaticamente.

Il consiglio che mi permetto di dare è quindi: la Commissione non sa nulla, tra virgolette.

Nel senso che sa tutto, ma si aspetta che sia il candidato a spiegare e ad elencare su un foglio di carta quello che deve essere fatto.

Nulla di più di quello che viene fatto quotidianamente”.

2) Molte internalizzazioni determinano il passaggio da autista di ambulanza per un’associazione o una cooperativa a ruolo analogo in azienda sanitaria pubblica. Quali differenze esistono? Cosa comporta l’assunzione in un’Asl in termini di mansioni e responsabilità?

“Non è facile rispondere a questa domanda. Certamente cambia il contratto di lavoro, e con esso anche il tipo di obblighi che ha l’autista soccorritore nei confronti di una qualsiasi Pubblica Amministrazione.

Cioè a dire, l’autista di ambulanza firma con la P.A. un contratto che comporta diritti e doveri.

Tra i doveri, quello di rappresentare sempre e comunque l’amministrazione di cui siamo dipendenti.

Oltre a questo c’è un fattore importante di responsabilità, che va ben oltre le leggi: quello nei confronti della nostra coscienza quando agiamo verso il paziente.

Questa è la cosa che uno deve sempre portare con sé.

Perché ci sono norme che conducono al buonsenso, e che sono essenziali per condurre a buon termine il servizio che ci viene affidato”.

3) Autista di ambulanza o autista soccorritore? Che differenze, se esistono, tra i due ruoli? Te lo chiediamo perché a seconda della regione, si trovano diciture differenti.

“Purtroppo in Italia non viene ancora riconosciuta una figura professionale e la mansione che viene svolta.

Mi spiego meglio: l’autista è colui che conduce il mezzo di soccorso sul luogo dell’intervento, e ha tutte le responsabilità del caso.

Il soccorritore è colui che, quando è sul posto, si attiva o di concerto con l’infermiere o di concerto con un altro soccorritore per la riuscita dell’intervento, secondo protocolli basati ed emanati dalla propria Asl.

Qual è il punto della questione? Che la figura non è riconosciuta ma vengono richiesti dei parametri per l’esecuzione di queste mansioni.

Quindi avere il corso BLS-D riconosciuto, avere il corso PTC (Prehospital Trauma Care, ndr) riconosciuto, attraverso cui viene svolta l’azione di portare a termine il trasporto sanitario del malato.

Il quale deve essere sempre eseguito con estrema cautela, sia per il confort suo e sia per gli aspetti legali legato ad esso.

Per ottenere questo, il Sistema Sanitario Nazionale emette o nei confronti del dipendente o nei confronti delle associazioni dei protocolli esecutivi.

Essi devono essere minuziosamente rispettati, perché rispecchiano le linee guida del Ministero della Salute.

Va detto che l’autista soccorritore si trova spesso in situazioni che non vengono codificati dalle linee guida, per esempio quando il membro dell’ambulanza si trova d’impatto a confrontarsi con una persona che chiede come stia il proprio caro, e talvolta esso è spirato pochi minuti prima”.

4) In divenire la Riforma del 118, incardinata nei lavori parlamentari del Senato. Essa determinerà un nuovo ruolo per svariati profili. Nel mondo i filoni sono essenzialmente due: quello che prevede autisti sempre più abili alla guida e quello che prevede autisti sempre più abili nelle pratiche rianimatorie. Quale ti sembra preferibile per lo scenario dell’emergenza urgenza italiana?

“ Guidare comporta delle enormi responsabilità, delle quali spesso non ci rendiamo conto. Va tolta proprio la dicitura “pilota di Formula 1” (l’abbiamo usata nella parte video per “pungolare” bonariamente l’istruttore Stefano Balboni, ndr) perché la velocità in senso stretto non porta a nulla.

Ciò che porta alla buona riuscita dell’intervento sono la conoscenza del territorio e la partenza celere dalla nostra postazione o sede.

Oltre alla dislocazione, che però è ad appannaggio della Centrale Operativa, come previsto dalle varie comunicazioni che si sono succedute negli anni da parte del Ministero della Salute.

Correre non serve a nulla e non porta a nulla: ciò che risulta importante è adattare la nostra condotta di guida al traffico che c’è in quel momento.

Perché è un attimo avere dei coinvolgimenti esterni che portano a degli incidenti.

E come dico sempre io un rewind sulla strada non viene mai fatto.

Ciò che compete all’autista dell’ambulanza è portare l’equipaggio sul posto, adoperarsi per quelle che sono le sue competenze.

A seconda anche di come è composto lo stesso equipaggio dell’autoambulanza: abbiamo casi come a Ravenna, nel quale l’autista guida l’automedica in concerto con il medico 118, per cui accade che egli arrivi di alcuni minuti prima dell’ambulanza e inizi ad adoperarsi perché tutto l’intervento avvenga nel migliore dei modi.

E’ importantissimo arrivare sul posto e mettere l’ambulanza in sicurezza: i candidati devono ricordare sempre che le Commissioni esaminatrici sono molto attente alla parola “sicurezza”.

Una volta che siamo tutti in sicurezza, allora possiamo agire. E, come ho detto prima, oltre seguendo tutti i protocolli, agire secondo coscienza”.

I CORSI E I CONCORSI PER IL RUOLO DI AUTISTA DI AMBULANZA

Stefano Balboni si congeda col suo bel sorrisone romagnolo.

Tra qualche giorno sarà impegnato con un corso di formazione per i candidati al ruolo di autista di ambulanza organizzato con l’aiuto della Cgil Emilia-Romagna, di Imola e Ferrara, che sono anche le sedi nelle quali esso si terrà.

Ci sono ancora posti disponibili: a Ferrara inizia il 8 ottobre, ad Imola il giorno 7 ottobre.

L’8 ottobre alle ore 12 scade il termine per la presentazione delle domande di iscrizione al bando di concorso pubblicato per il ruolo di autista di autoambulanza per le Asl di Bologna, Imola e Ferrara.

GUARDA LA VIDEOINTERVISTA IN TEMA DI GUIDA DELL’AMBULANZA NELLA FORMA INTEGRALE:

PER APPROFONDIRE:

AUTISTA SOCCORRITORE, TEST SCRITTO CON RISPOSTE ESATTE EVIDENZIATE

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