Ti serve una ambulanza? Ecco cosa devi sapere

Esiste un sistema semplice e rapido per avere una ambulanza sotto casa per trasporti sanitari non urgenti.

 

I trasporti sanitari sono una parte rilevante delle attività di una associazione e bisogna mantenere standard elevati per garantire servizi di qualità.
Foto: SOS Sesto San Giovanni

Come saprai, chiamare il 118 per avere una ambulanza senza una emergenza è un reato. Vorresti che tuo figlio si trovasse senza ambulanza perché la suocera doveva andare a fare un prelievo del sangue e ha usato la scorciatoia del 118? Immaginiamo di no. Quindi questo articolo è scritto proprio per te.

Trovare l’ambulanza più vicina per andare in ospedale, o per tornare a casa dopo un ricovero, potrebbe sembrare un’operazione molto semplice, ma in realtà non è così. Non esistono infatti a livello nazionale delle indicazioni precise su come chiamare un’ambulanza per i servizi non urgenti. Ogni Regione istituisce le sue regole. C’è chi al momento delle dimissioni per una patologia prevede un trasporto sanitario già incluso. C’è chi invece garantisce una tariffa calmierata a tutti i cittadini che ne hanno bisogno. C’è anche chi non ha regole precise e lascia all’oscuro delle corrette pratiche il cittadino, che così è costretto a chiamare mille numeri per trovare un’ambulanza e spostare un parente allettato. Questo è il principale motivo che spinge il normale cittadino che ha bisogno di recarsi in ospedale a usare una scorciatoia tanto semplice quando sbagliata. Chiamare il 118. Ma non è questo il percorso giusto per ottenere un’ambulanza e farsi trasportare in ospedale, o farsi riportare a casa.

Se NON c’è pericolo o urgenza, il 118 non serve.

Se chiami l’ambulanza del 118 per il trasporto di un malato oncologico, per il trasporto di un dializzato, di un anziano che deve fare delle visite o delle analisi, e non ci sono i pressuposti dell’emergenza, incorri nel reato di interruzione di pubblico servizio. Soprattutto, stai togliendo la possibilità ad un’altra persona di usufruire di un servizio fatto apposta per chi è in pericolo di vita. Quindi, prima di proseguire, devi rispondere a questa domanda:

Che fretta hai di andare in ospedale con una ambulanza?

Se hai bisogno di andare in ospedale subito, immediatamente, perché tu o una persona vicina a te è stata male improvvisamente e ha bisogno di cure rapidamente, devo chiamare il 118. Questo articolo non riguarda le persone che si ritrovano in questa casistica. Cosa stai facendo ancora qui? Chiama il 118 se ti serve un’ambulanza per queste situazioni! Se invece hai bisogno di andare in ospedale nell’arco di qualche giorno, o di qualche ora, per vari motivi, eccoti le domande e le risposte per avere un’ambulanza adeguata alle tue necessità. Poniamo il caso più semplice. Hai un parente anziano che deve fare delle analisi. Dovevi portarlo tu a fare una visita ma la tua auto ha un guasto.

Come chiedere una ambulanza?

Per trovare un’ambulanza rapidamente ed effettuare senza problemi il tragitto casa-ospedale e ospedale-casa ci sono tre metodi principali nella maggior parte delle regioni italiane. Chiedere all’ospedale o alla ASL durante la prenotazione della visita. Guardare online tramite Google Maps cercando l’associazione di soccorso più vicina, sul sito dell’ospedale di riferimento. Oppure chiamare il 118 o il numero di prenotazione dell’ASL e chiedere del servizio di trasporto sanitario. In questo caso alcune Regioni hanno già attivo un sistema per passare la chiamata o un numero verde specifico per gestire la vostra richiesta.

Cosa chiedere quando si vuole una ambulanza per un trasporto sanitario?

Poniamo quindi che tu stia chiamando il centralino del CUP di riferimento della ASL. Tutte le aziende sanitarie hanno attivato dei trasporti sanitari in convenzione ed hanno una lista di associazioni, cooperative e società che fanno trasporti sanitari e che possono offrire i servizi tramite ticket, oppure tramite il pagamento del corrispettivo. Solitamente per visite, dimissioni, trasferimenti, dialisi o movimentazioni di pazienti fra strutture accreditate ci sono una o più associazioni convenzionate, che sono quindi sottoposte alle regole di controllo e accreditamento dell’ospedale stesso. Quindi, quando prenotate la visita, chiedete subito i contatti per prenotare una ambulanza da trasporto.

La seconda cosa da chiedere subito è il costo e il metodo di pagamento per il servizio. Se nella nostra regione i trasporti in ambulanza prevedono una compartecipazione della spesa, fatevi dire come effettuare il pagamento. A questo punto sarete ad un passo dall’avere l’ambulanza da trasporto secondario che vi serve. La terza richiesta che dovreste fare è realtiva alla dotazione dell’ambulanza e all’assistenza: se avete bisogno di ossigeno, somministrazione di farmaci, assistenza infermieristica durante il trasporto o altre necessità, è bene chiedere subito, prima della prenotazione. Altrimenti potreste trovarvi con un servizio che non è quello che vi serviva.

Cosa fare per un trasporto in ambulanza da casa all’ospedale (o viceversa)?

Le aziende sanitarie delle regioni italiane prevedono che il costo del trasporto per pazienti allettati dalla residenza all’ospedale non siano a carico dell’utente. Tutti quei pazienti che non possono essere trasportati con mezzi diversi dall’ambulanza, devono muoversi con questa assistenza. Per esempio, se bisogna fare una visita medica nei 30 giorni successivi ad un ricovero ospedaliero, se si stanno effettuando cicli chemioterapici o si è affetti da neoplasia, se il paziente è inserito in un percorso di cura o si trova in particolari condizioni di disagio economico, l’ambulanza per andare in ospedale è gratis, va solo prenotata. Anche i pazienti che sono ricoverati in strutture RSA, in strutture psichiatriche o si trovano in hospice e hanno stati vegetativi permanenti, non devono pagare il trasporto in ambulanza. Le altre tipologie di trasporto invece sono a carico dell’utente. E’ sempre meglio chiedere prima in merito ai costi, lo ripetiamo, per evitare spiacevoli situazioni. L’assistenza durante il trasporto sanitario indiretto infatti prevede spesso il ticket, il rimborso parziale degli oneri sostenuti dal SSN per garantire il servizio al cittadino. Quando si chiama una ambulanza per un trasporto sanitario (i cosiddetti “secondari” nel gergo tecnico dei soccorritori) non sempre l’ASL ha dei mezzi a disposizione. Se si prenota per tempo la soluzione è facile da trovare, ma se ci si trova all’ultimo momento, spesso l’ancora di salvezza sono le associazioni del territorio o i servizi di ambulanze privati.

Cosa fare per un trasporto in ambulanza da ospedale a ospedale?

In genere, assolutamente niente. Se il malato si trova in un’ospedale è compito dell’ospedale stesso assicurarsi che il trasporto del malato avvenga nelle migliori condizioni possibili fino al successivo centro di cura. Se dal reparto in cui si trova il paziente viene indirizzato verso un altro reparto, dev’essere il centro di gestione dei mezzi interni a gestire il trasporto. Se invece il paziente è stato dimesso dal Pronto Soccorso senza prescrizioni riguardo al trasporto in ambulanza, ma ritieni che l’ambulanza serva per andare in un altro ospedale, il costo è a tuo carico. Potrai rivolgerti alle convenzioante, alle associazioni del territorio oi servizi di ambulanze privati per organizzare i trasporti, dove ritieni più opportuno. Ricorda però che sull’ambulanza non è obbligatorio trasportare anche i parenti del malato.

Che ambulanza mandano per i trasporti sanitari?

Foto di un trasporto sanitario realizzato da una storica associazione milanese, la SOS di Sesto San Giovanni

Nel mondo del soccorso esistono tre tipologie di ambulanza, in base all’utilizzo che bisogna farne. L’ambulanza da soccorso avanzato è quella che generalmente ha a bordo medico, infermiere o almeno una delle due figure. L’ambulanza da soccorso di base è invece quella che ha a bordo (sempre generalmente, ogni regione fa storia a sé) soccorritori BLSD certificati per il primo soccorso. Entrambi questi mezzi hanno dotazioni simili e servono per i servizi 118. Poi c’è la cosiddetta ambulanza da trasporto, che solitamente non è dotata di strumentazioni da prima emergenza. Queste sono le ambulanze che effettuano i servizi per pazienti non in pericolo di vita. Le ambulanze di questo tipo sono molte volte mezzi che non svolgono più emergenza 118. In alcuni casi però, le associazioni e le realtà di trasporto si dotano di mezzi ad hoc per i trasporti sanitari. Mezzi più compatti, più facili da gestire nel traffico, e soprattutto studiati per essere più comodi e per effettuare più trasporti. Stanno infatti diventando molto popolari le cosiddette “ambulanze dei desideri” ovvero mezzi per il trasporto di malati oncologici che vogliono percorrere lunghi tragitti per vedere un’ultima volta alcuni luoghi importanti della propria vita.

Quali requisiti deve rispettare l’ambulanza per il trasporto sanitario?

Ci sono diverse regole nelle regioni italiane per effettuare trasporti sanitari, sia per l’inquadramento del personale che per la certificazione dei mezzi. Chi ha sostenuto e superato il percorso formativo previsto dalla Regione di riferimento, per salire nell’ambulanza da trasporto generalmente deve possedere:

  1. patente di guida
  2. certificazione BLSD
  3. competenza e conoscenza dei luoghi, della viabilità e dei sistemi di navigazione
  4. non essere troppo anziano (71 o 76 sono gli anni di età massimi)

Per il trasporto sanitario semplice è consentito l’uso di vetture, furgoni finestrati per il trasporto persone o autoambulanze, che devono essere utilizzati in conformità alle carte di circolazione. Se è necessario trasportare persone in carrozzina, è necessario avere pedane idrauliche o rampe di caricamento, e soprattutto adeguati sistemi di ancoraggio al pianale e al paziente.

Se il trasporto avviene in ambulanza, generalmente si prevede un singolo utente per ogni viaggio, ma sono spesso consentiti due utenti per trasporto, in particolare quando si trasportano persone che devono fare dialisi.
In nessuna regione e in nessun caso, durante il trasporto sanitario in ambulanza, è previsto:

  • Trasportare materiale biologico (sangue, plasma, ecc.)
  • Utilizzare i dispositivi acustici e visivi supplementari di segnalazione, salvo su eventuale autorizzazione della Sala Operativa Emergenza Urgenza 118
  • Svolgere a qualunque titolo attività di soccorso sanitario extraospedaliero
  • Fumare
  • Assumere qualunque bevanda alcoolica e/o farmaci

Ogni veicolo che effettua un trasporto in ambulanza ha a bordo la scheda di servizio con indicati gli estremi del trasporto in corso (dati personali del trasportato, reparto di destinazione o struttura di destinazione, estremi di contatto). Generalmente è necessario avere un sistema di registrazione digitale o cartaceo affinché la ASL sappia mezzo usato, persone a bordo, orari di partenza e arrivo del mezzo, ed eventuale rimborso percepito per il trasporto. Le autoambulanze utilizzate per il servizio di trasporto sanitario semplice devono esporre all’interno del vano sanitario in modo visibile all’utente, la tabella delle quote massime di rimborsi tariffari approvate dalla Regione.

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