Alpinisti sprovveduti, il conto del soccorso forzato sulle Dolomiti supererà i 10.000 euro

Gli spagnoli che hanno rifiutato per due volte l’aiuto del CNSAS e dell’elisoccorso pagheranno una fattura da 120 euro per ogni minuto di volo, senza massimale.

La coppia spagnola soccorsa sulle Tre Cime di Lavaredo dovrà pagare l’intero costo dell’intervento HEMS, attivato dalla madre di uno dei due sprovveduti alpinisti. Per due volte hanno rifiutato di essere portati a terra dall’elicottero. Cosa succede in questi casi? Si paga, molto caro.

Cosa è successo sulla Cima Ovest?

Ieri il soccorso alpino delle alpi bellunesi, in Veneto, ha dovuto recuperare dalla parete di roccia delle Tre Cime di Lavaredo una coppia di turisti spagnoli, senza nessuna patologia, finiti a tre quarti della scalata di Cima Ovest, a 2.750 metri di quota. Gli mancavano 80 metri di scalata, ma non erano capaci di effettuarla. La madre di uno dei due alpinisti, non vedendo arrivare per tempo la coppia al rifugio Auronzo, ha allertato i soccorsi nella giornata di domenica. Raggiunti la prima volta dall’elicottero, la coppia ha rifiutato il soccorso perché pensava di essere capace di affrontare gli ultimi “tiri” per uscire dalla via. Dopo aver passato una notte all’adiaccio, i due alpinisti hanno chiamato il Soccorso alpino per informazioni su come superare il punto critico. Il soccorso alpino ha dato le informazioni e monitorato la situazione, avvisando che il meteo sarebbe peggiorato. Un secondo tentativo di recupero – non è molto chiaro chi sia stato a richiederlo, pare sia sempre stata la madre – è andato nuovamente rifiutato, e le comunicazioni si sono poi interrotte.

Quando un soccorritore deve decidere della tua vita

Il Soccorso Alpino ha poi preso il controllo della situazione ordinando l’evacuazione dalla parete in vista delle pessime condizioni meteo che si stavano per realizzare. In questa situazione, il Soccorso Alpino ha agito con chiara cognizione di causa. Gli alpinisti spagnoli sono stati raggiunti dall’H135 dell’Aiut Alpin, caricati sull’elicottero e portati a terra. L’operazione di recupero per salvare le due persone, non più capaci di effettuare i due tiri di corda (molto impegnativi) della scalata, è costata migliaia di euro.

Adesso chi paga il soccorso e i voli degli elicotteri?

La Regione Veneto, per gli interventi senza ragione sanitaria, ha deciso di applicare una tariffa sanzionatoria quando viene attivato l’elisoccorso. Salire su una parete di roccia difficile, senza le necessarie abilità o strumentazioni tecniche, costa – in questo caso – 7.500 euro di multa. Attenzione: non è una tariffa che si applica a tutti. Chi sta male, o ha condizioni sanitarie che rischiano di diventare critiche, non viene sanzionato.
A dirlo è la delibera regionale che punisce i comportamenti stupidi che mettono in pericolo se stessi e i soccorritori. A decidere le condizioni sanitarie del paziente è sempre un medico del 118 del Veneto.

Per tre voli si potrebbero superare i 10.000 euro di multa

Quando viene attivato l’elisoccorso per un intervento con recupero di persone illese, incapaci di proseguire per mancanze tecniche, l’elisoccorso emette fattura. Ci sono 200 euro per ogni squadra attivata, 50 euro aggiuntivi per ogni ora di operazione di recupero oltre alla prima, per un massimo di 1.500 euro, e poi il costo dell’attivazione dell’elisoccorso HEMS/SAR. 90 euro per ogni minuto di volo, fino al massimale di 7.500 euro, se residenti in Veneto. Per i turisti invece il massimale non esiste e l’elicottero viene a costare 120 euro al minuto. Fra tempi di volo, stazionamento e rientro, tre voli da almeno 30 minuti l’uno possono costare ben più di 10.000 euro. Una cifra che sicuramente resterà impressa nelle menti – e nelle tasche – degli alpinisti sprovveduti che hanno messo a repentaglio la loro vita e quella degli equipaggi HEMS che hanno tentato di salvarli. 

CNSAS: Il recupero in parete

Un soccorso particolarmente tecnico: una calata infinita, lungo i 700 metri verticali e strapiombanti della Torre Trieste. Vi presentiamo questo video, girato con gli istruttori regionali del Soccorso alpino e speleologico Veneto nella magia delle Dolomiti, nel gruppo Civetta Moiazza. Abbiamo simulato un intervento complesso, dove l'elicottero e le squadre in parete collaborano per raggiungere e portare in salvo una cordata in grave difficoltà.Un ringraziamento all' #ULSS 1 di Belluno – che ha messo a disposizione il nuovo elicottero EC 145 T2, a #INAER e a #AIRSERVICECENTER veri e propri compagni di cordata fondamentali per la realizzazione di quest'avventura.

Geplaatst door Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico – CNSAS op Vrijdag 24 juni 2016

 

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