Radio in emergenza e soccorso: novità in vista per 118, Protezione Civile e Polizia Locale

La Advantec ha presentato quattro grandi novità per il 2020: sistemi radio avanzati, satellitari, connessi con lo smartphone e con potenzialità uniche.

Ecco quali sistemi radio, ripetitori, video e software devono essere valutati per servire al meglio nel mondo dell’emergenza.

Lo ripetiamo sempre fino allo sfinimento. Comunicare bene per i settori dell’emergenza e della sicurezza è vitale. I sistemi di soccorso di tutto il mondo hanno bisogno di un cervello – la Centrale Operativa – che organizzi con massima precisione tutte le attività. Occhi e orecchie, soccorritori e agenti, devono poter comunicare tutte le informazioni più importanti in maniera limpida ed efficace. Le nuove tecnologie sono fondamentali per garantire con certezza l’intelligibilità delle informazioni.

Advantec è all’avanguardia in questo settore da molto tempo, e non stupisce che i sistemi avanzati esposti a REAS 2019 abbiano fatto lustrare gli occhi a molti operatori radio e TLC dell’emergenza. Oggi i servizi di soccorso hanno bisogno di strutture davvero facili da installare, efficaci, ed infine multimodali. Non più solo dal punto di vista analogico/digitale, ma anche dal punto di vista dei media trasmissibili. Foto, video, posizioni GPS e segnali di emergenza sono colonne portanti per usare in sicurezza e nel migliore dei modi i soccorritori sul campo.

Il classico che funziona in ogni condizione: Hytera PD985 e il Single Frequency Repeater

Hytera PD985

Primo aggiornamento per i soccorritori del 118, della Protezione Civile e dei Vigili del Fuoco è la funzionalità SFR (Single Frequency Repeater) della tecnologia DMR. Questo prodigio tecnologico di Hytera è una funzione fra le più apprezzate. Oggi, in caso di problemi di comunicazione per terremoti, incendi, catastrofi, o quando serve un canale attivo in un luogo confinato come una galleria, si può contare proprio su Hytera. Le stazioni ripetitrici trasportabili E-pack100 possono diventare dei ripetitori a singola frequenza per costruire reti mesh efficienti e molto estese. La copertura attraverso dispositivi mobili o fissi supporta fino a 32 nodi in contemporanea. La modalità SFR è utile in casi problematici.

Pensiamo alle situazioni di lavoro nei tunnel, oppure ai soccorritori che devono coprire la comunicazione in una grotta per soccorrere un paziente traumatico. Ecco che la PD985 – oltre alle sue straordinarie qualità ben conosciute – diventa una radio capace di fare da ripetitore e da diffusione. L’ E-pack 100 funge sia da diffusore che da ripetitore mesh, è compattissimo e ha anche una batteria di backup e un microfono, per essere configurato contemporaneamente come stazione fissa di base. Una piccola evoluzione che garantisce alla crew di soccorso di essere interconnessa con semplicità agli altri in qualsiasi situazione.

La radio analogico-digitale non basta? Ecco i sistemi satellitari

ICOM Iridium

Quando però i soccorsi diventano molto grandi, o i gruppi da coordinare sono a grande distanza, serve qualcosa di più. Ed ecco che Advantec propone la soluzione ICOM – grande brand giapponese noto a tutti gli operatori aeronautici e navali. Per la prima volta in Italia arriva il settore radio-satellitare PTT, grazie al sistema Iridium. Si tratta del primo canale radio – oltre che telefonico – al mondo, e garantisce il funzionamento anche ai poli.

Pensando a grandi organizzazioni sanitarie che hanno squadre in azione in un altro continente, ma una centrale di controllo a migliaia di chilometri di distanza, il modello Iridium può diventare l’unica strada per una riduzione dei costi gestionali ed un miglioramento dei canali di supporto. La radio satellitare infatti si può usare con un canone annuale, garantisce un buon numero di radio sul proprio canale, e poi non ha più nessun costo di utilizzo.

Si parla a “zero euro al minuto” in modalità PTT, scambiandosi dati e informazioni anche a grandi distanze. C’è inoltre la possibilità di essere interconnessi alla rete terrestre, un grande vantaggio per chi ha bisogno di tenere monitorati gruppi di persone che lavorano a distanze elevate, per esempio le crew di soccorso che operano in Africa o nel mediterraneo, ma con centrali di supporto in Italia o in altri paesi Europei. Le grandi associazioni che devono operare in luoghi remoti dopo uragani o eventi catastrofici potrebbero ridurre i costi di movimentazione e i rischi, non trasportando costose e complesse centrali radio. Si può tenere il centro di  comando nella nazione di partenza, e far lavorare a distanza, senza costi i team di soccorritori che sono nell’area d’emergenza. Meno persone in pericolo, maggiore controllo, migliori pianificazioni.

Il futuro? Smartphone rugged con funzionalità PTT integrate

Hytera ha realizzato una app capace di allineare le informazioni fra il personale che utilizza i sistemi radio e il personale che invece non è direttamente coinvolto.

Nel futuro della comunicazione via radio però c’è spazio anche per un dispositivo – lo smartphone – che non ha mai incontrato l’apprezzamento dei puristi. Advantec però ha un centro di ricerca e sviluppo che ha trovato il modo per far apprezzare le tante innovazioni che questa tecnologia può garantire. “Prima di tutto – spiega Raniero Bernard, CTO di Advantec – gli sviluppi software su smartphone sono utili in emergenza e soccorso, ma soprattutto in Polizia Locale e in Protezione Civile.

Abbiamo creato una app capace di allineare le informazioni fra il personale che utilizza i sistemi radio e il personale che invece non è direttamente coinvolto, ma utilizza gli smartphone e canali di comunicazione non emergenziale. Pensiamo per esempio alle strutture amministrative comunali. Le informazioni per le azioni burocratiche o gli uffici preposti subiscono sempre un travaso dalla radio al telefono.

Con la nostra app le comunicazioni PTT via radio possono essere ascoltate anche via smartphone, e si possono sfruttare i vantaggi di entrambi i sistemi.  Il personale non operativo sul campo può quindi gestire le comunicazioni con un device terzo, anche in remoto. Protocolli, richieste burocratiche, e tutti i passaggi che necessitano l’attivazione telefonica di personale non operativo diventano immediati rispettando inoltre tutti i protocolli presenti nel nostro Paese. Questa app è stata pensata appositamente per il mercato italiano e abbiniamo al software uno smartphone rugged IP68 a standard militari: altoparlante ad alta potenza, pulsante PTT fisico,pulsante di emergenza, accessori gestionali come il pulsante bluetooth ad anello. La classica postazione radio, con Advantec, si integra e completa con un sistema in mobilità di controllo o di condivisione”.

La sicurezza: bodycam per l’emergenza e il soccorso

Grazie alla loro semplicità e resistenza, le bodycam sono un sistema di aiuto e supporto in caso di aggressione dei soccorritori o degli agenti di polizia.

Purtroppo però oggi il mondo del soccorso diventa sempre più vicino a quello della Polizia Locale non tanto per le azioni in fase di disastro o incidente, ma a causa delle ripetute aggressioni a carico del personale sanitario. Proprio per questo a REAS Advantec era presente con le bodycam Hytera.

Semplici, efficaci e resistenti, le bodycam stanno diventando sempre di più un sistema di aiuto e supporto in caso di aggressione dei soccorritori o degli agenti di Polizia Locale. I sistemi commercializzati da Advantec sono pensati principalmente per l’uso da parte di un pubblico ufficiale, ma diventano utili anche per gli incaricati di pubblico servizio che devono intervenire sempre più spesso in TSO, ASO, scene del crimine o target con astanti violenti, aggressivi e potenzialmente pericolosi. Avere una bodycam può ridurre i rischi, senza violare la privacy.

I sistemi Hytera infatti posseggono tutte le certificazioni del caso a livello di privacy, ed i video possono essere evidenziati e scaricati solo se ci si trova di fronte a situazioni penalmente rilevanti o critiche. Pensiamo per esempio a quando si interviene su una scena del crimine e il soccorritore deve – obtorto collo – spostare oggetti o armi bianche per effettuare una RCP o un’intubazione. Oppure al caso sempre più frequente di aggressioni ai soccorritori. Quando il video viene registrato e marcato dal soccorritore, una volta in centrale operativa si può scaricare il tutto su server protetto semplicemente mettendo la bodycam in carica nel caricabatterie.  Con 8 ore di funzionalità in registrazione e 14 di funzionalità in modalità base, le bodycam sono una soluzione davvero interessante, ovviamente indistruttibile e certificate IP68.

Per saperne di più vieni a visitarci a

SICUREZZA 2019 a RHO – MILANO dal 13 al 15 Novembre

 

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