118 l'emergenza continua: 2020 iniziato con sequenza shock di aggressioni ai soccorritori

Un tema tra i più dolorosi e sentiti, che abbiamo purtroppo dovuto toccare in troppi articoli, è quello relativo alle aggressioni ai soccorritori e al personale sanitario in generale.

La cronaca, ahinoi, ci fa rientrare dal periodo festivo con una sequenza di eventi davvero preoccupante.
A cavallo del Capodanno un’operatrice del 118 è stata insultata e strattonata da un paziente psichiatrico all’esterno dell’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli. Qualche ora prima una dottoressa, nella medesima città, era stata aggredita con una bottigliata, anche lei da una persona curata per patologie mentali.

Senza giustificare quanto accaduto alle due donne, alle prese (e non spetterebbe a loro, chiamate a curare e non ad altro) con persone problematiche, va detto che ad atterrire è però la stupidità della violenza, come quella riservata agli operatori di un’ambulanza del 118 ancora una volta partenopeo da “normali cittadini”: chiamati a soccorrere un paziente nel quartiere Barra, hanno subito il lancio di un potente petardo contro il mezzo.

A concludere una sequenza shock di aggressioni ai soccorritori è arrivato un ulteriore fatto di cronaca, denunciato dall’associazione “Nessuno tocchi Ippocrate” a San Giorgio a Cremano: di mattina presto, non erano nemmeno le sette, la postazione del 118 del comune che ha dato i natali all’umanità fatta sorriso, Massimo Troisi, ha risposto ad una richiesta di intervento. Un sangiorgese lamentava una crisi ipertensiva e bisognava accorrere in aiuto.

Giunti sul posto i soccorritori hanno però dovuto sorprendentemente fronteggiare la veemenza dei parenti del paziente, che esigevano un elettrocardiogramma sul posto, invece che il trasporto dello stesso al nosocomio vicino. Il medico responsabile dell’intervento ha prestato aiuto alla persona in quel contesto di insulti e animosità, e concluso il trasporto, si è recato alla vicina caserma dei carabinieri per denunciare l’accaduto.

Per definire la gravità del quadro, tutt’altro che confinato però alla sola Campania, ci basta riportare la dichiarazione della Croce Rossa di Napoli, che attraverso il proprio presidente provinciale, il dottor Paolo Monorchio, ha preso posizione rispetto alle aggressioni ai soccorritori in questi primi giorni del 2020: “L’aspetto più inquietante di questi nuovi episodi di aggressione a personale sanitario e di danneggiamento delle ambulanze a Napoli – si legge nella nota – è che ci si abitui a questo stato di cose, fatti che non avvengono neppure nei territori di guerra in quanto i mezzi di soccorso ed il personale sono protetti dalle convenzioni internazionali. A Napoli non è così”. La Fiaso (Federazione di Asl e Ospedali) ha stimato in 3 mila all’anno, i casi di aggressione a persone impegnate in soccorso e cura di pazienti.

 

PER ULTERIORI APPROFONDIMENTI:

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