Covid-19 e diritti dei carcerati: a Verona sanificazione operata dall’Esercito italiano

E’ uno dei grandi temi di questa pandemia da coronavirus Covid-19, la condizione di vita delle persone detenute (e di chi lavora negli istituti penitenziari): come garantire il diritto alla salute in quelle piccole città nelle città?

 

Covid-19 e carceri: un sovraffollamento pericoloso per la salute

Già, perché i decreti emanati dal governo Conte sono piuttosto facilmente rispettabili dalla “gente comune”, meno da chi fa parte della Polizia penitenziaria o è chiamato a rispondere di reati commessi nel proprio percorso umano.
Persone ammassate in celle sovraffollate, costrette in aree comuni: una vera bomba ad orologeria, sul piano dell’igiene.
A Verona è stato chiesto l’intervento dei mezzi dell’Esercito italiano, prima coinvolto nella sanificazione di Questura e strutture statali collegate, quindi della casa circondariale di Montorio, comune della pedemontana scaligera.

PER APPROFONDIRE LEGGI IL REPORT DELL’OSSERVATORIO ANTIGONE SU COVID-19 A MONTORIO

Covid-19 e carceri: l’intervento dell’esercito a Verona

Nell’ambito delle attività di prevenzione contro la diffusione del CoViD-19, presso Uffici pubblici e presidi delle Forze dell’Ordine, si sono messi all’opera i militari del nucleo disinfettori del Comando delle Forze Operative Terrestri di Supporto di Verona, coordinati dal Colonnello veterinario Enrico Mancini, igienista del Comando.
L’intervento, condotto da un team specialistico in materia di malattie infettive, fa parte di una serie di attività di disinfezione che, su richiesta dell’Autorità prefettizia, i disinfettori dell’Esercito stanno conducendo in favore degli Enti della Pubblica Amministrazione presenti sul territorio.
Considerati gli ampi volumi degli ambienti da trattare, è stata utilizzata la lancia di un atomizzatore di grande capacità e delle pompe atomizzatrici elettriche spalleggiabili.
Attraverso tali strumenti, è stata nebulizzata una soluzione di ipoclorito di sodio, seguita da un periodo di contatto del mezzo disinfettante, necessario per permetterne un’azione efficace.
Il team di disinfettori intervenuto nei locali della Casa Circondariale e composto da tre unità altamente specializzate, è stato naturalmente a sua volta dotato di Dispositivi di Protezione Individuale: occhiali protettivi, mascherine filtranti del tipo FFP3, tute e calzari protettivi dal rischio chimico e biologico, due paia di guanti in nitrile, oltre ai guanti da lavoro necessari per maneggiare le attrezzature.

Covid-19 e carceri: la soddisfazione della direttrice Mariagrazia Bregoli

“Secondo intervento oggi di sanificazione all’interno di questo Istituto, grazie alla collaborazione sempre preziosa dell’Esercito. Colgo l’occasione per ringraziare Sua Eccellenza il Signor Prefetto e il Generale di Corpo d’Armata TOTA che con grande attenzione e sensibilità ci offrono questa preziosissima iniziativa. In questo momento è particolarmente importante contenere il coronavirus anche attraverso interventi di sanifica e di bonifica di tutti gli ambienti all’interno dei quali vivono i detenuti ma soprattutto dove lavora anche il personale di polizia penitenziaria. Grazie! Sono certa che ci saranno altri interventi per il futuro”.
Queste le parole di ringraziamento che la Direttrice del Carcere, Dott.ssa Mariagrazia Bregoli, ha voluto indirizzare al personale dell’Esercito Italiano per il supporto fornito.
E’ la seconda volta che l’Esercito Italiano viene impiegato nelle ultime due settimane nelle operazioni di sanificazione e bonifica dell’Istituto penitenziario scaligero, dopo i casi di accertata positività tra il personale della polizia penitenziaria e i detenuti.
In effetti, date le dimensioni delle strutture detentive italiane ed il pericolo concreto di focolai reiterati nel tempo e dall’esito grave o letale, non sarebbe una cattiva idea impiegare i nostri militari in questa sorta di vera missione di pace.
Il loro ingegno e la capacità di mezzi e strutture in dotazione consentirebbero sanificazioni di aree dalle dimensioni abbondantemente fuori portata per altri enti.

PER APPROFONDIRE

STORIA DI FRANCESCA, DOTTORESSA DELLA MARINA NELLA RSA DI FIORENZUOLA

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