Accesso venoso, 20 consigli utili per non sbagliare una vena

Accesso venoso, non esattamente un automatismo…anzi! Sbagliare una vena può creare un disagio importante nel nostro assistito e inoltre richiede di ripetere la procedura e quindi un interruzione dell’attività con ripetizione di tutta la procedura.

Un infermiere può sbagliare un accesso venoso per molti motivi, come per esempio la fragilità delle vene (capita soprattutto con gli anziani o in pazienti sottoposti a chemioterapia), vene molto mobili, vene profonde che al tatto si muovono, un’ ago cannula molto grossa (la scelta del catetere venoso è determinante).

Accesso venoso, “20 consigli utili per non sbagliare una vena”

1. Sentire le vene

A volte le vene non si vedono, è necessario sentirle palpando la zona, capirne la pienezza, l’integrità, al fine di scegliere la migliore.

2. E’ importante scegliere la giusta dimensione del catetere venoso

Scegliere l’ago cannula adatta alla terapia da infondere della dimensione più piccola. a seconda se si deve fare un infusione prolungata, un emotrasfusione o se il paziente è pediatrico.

3. Assicurarsi che la smussatura dell’ago sia rivolta verso l’alto.

Se la smussatura è rivolta verso l’alto la punta penetra immediatamente la pelle e la vena.

4. Nei pazienti geriatrici scegliere la vena più profonda

Nei pazienti anziani spesso ci sono vene superficiali ben visibili come quelle del dorso della mano se sono fragili, scegliere una vena profonda e stabile.

5. Scegliere la vena in un punto diritto

I punti di intersezione fra due vene spesso hanno valvole e la presenza di angolazioni rendono difficoltosa l’introduzione.

6. Se le braccia sono fredde utilizzare impacchi caldi

Se le braccia del vostro paziente sono fredde è necessario riscaldarle fino a dilatare i vasi sanguigni. È possibile utilizzare salviette calde o una coperta, se non si dispone di impacchi caldi.

7. chiedere al paziente di aprire e chiudere la mano a pugno

Ciò permette di migliorare il flusso venoso soprattutto se il braccio penzola verso il basso.

Quando si sta per forare la vena, assicuratevi di chiedere al paziente di mantenere le mani e le braccia rilassate.

Migliorare il flusso venoso vi permetterà di vedere le vene in modo chiaro e valutare quale la vena è più adatta ad essere forata.

8. Ancorare la vena

È possibile effettuare questa operazione si tiene la pelle tesa con la mano non dominante.

Con questa tecnica, è possibile mantenere ferma una vena instabile che si muove lateralmente prima di forarla.

9. Quando si sta per forare la vena usare un inclinazione fra i 15-30°

Regolare l’angolo di approccio di conseguenza se l’obiettivo è una vena superficiale o profonda.

10. inserire l’ago cannula direttamente sopra la vena.

Evitare l’accesso laterale in quanto si può spingere la vena di lato anche se è ancorato con la mano non dominante.

L’inserimento del catetere venoso sopra la vena aiuta a ridurre le probabilità di passare attraverso le due pareti delle vene.

11. Usare tempi diversi nel forare la vena

Superare rapidamente la pelle riduce il dolore, e dopo prendere la vena anche più lentamente per sentire quando la cannula e nella vena.

12. Una volta raggiunta la vena vedere il ritorno del sangue e stop, far avanzare la cannula

Far avanzare la cannula entro la vena.

13. Tirare indietro l’ago prima di far avanzare tutto il catetere

Quindi introdurre completamente il catetere venoso e poi premere con un dito sull’apice per evitare il reflusso venoso.

14. Adeguare la pressione del laccio emostatico

Nei pazienti anziani c’è una fragilità venosa intrinseca e una pressione eccessiva può portare la vena ad una pressione eccessiva e alla rottura al contatto con la punta dell’ago.

15. Migliorare la pienezza della vena utilizzando gravità

Chiedere al paziente di lasciare la o le braccia penzolare sul lato del letto.

La gravità migliorerà la pienezza della vena in modo da poter palpare più facilmente per il prelievo venoso.

16. Se avete a che fare con vene molto fragili di pazienti anziani, provare a utilizzare un bracciale della pressione al posto del tuo laccio emostatico

In questo modo è possibile controllare la pressione sul braccio, iniziare con la più bassa possibile per vedere il rigonfiarsi delle vene.

17. Una volta che hai il ritorno venoso nell’ago cannula, rilasciare il laccio emostatico prima prima di avanzare il catetere venoso

Questo riduce la possibilità di uscita interstiziale del sangue dal foro.

18. Dopo aver inserito il catetere venoso, tirare indietro l’ago rapidamente e fissare il set infusionale e iniziare l’infusione lentamente.

Tirare indietro l’ago e tenere chiusa l’estremità della cannula con una pressione leggera del dito.

Iniziare lentamente l’infusione per vedere se il catetere venoso è in sede.

19. Non fare “pesca”.

Se non si ottiene un ritorno nell’ago cannula, non fate che il vostro ago vada in giro a cercare una vena.

E ‘ un disagio per il paziente e si sta anche aumentando le possibilità di rompere la vena.

Ogni volta che non si ottiene un ritorno venoso, basta tirare indietro l’ago un po’.

Se ancora non si ottiene un ritorno, estrarre l’ago e ricominciare.

20. Se disponibili, utilizzare dispositivi di visualizzazione.

Questo è un grande aiuto per i pazienti con le vene difficili.

Ci sono molti tipi di dispositivi di visualizzazione vena giro come luci transilluminatrici e macchine a ultrasuoni.

Per approfondire:

Il drenaggio toracico in emergenza sanitaria

La giusta via – Accesso venoso con catetere periferico MDC

Accesso venoso con catetere periferico – Fra mito e leggenda

Fonte dell’articolo:

NurseBuff

Infermieri-Attivi

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