Assemblea nazionale odontoiatri Cao: la professione odontoiatrica si ritrova dopo il lockdown

Raffaele Iandolo, Presidente della Commissione Albo Odontoiatri (CAO) nazionale, lo aveva promesso gia’ il 20 di aprile: la sua prima uscita ufficiale, dopo la fine del lockdown, sarebbe stata in Lombardia, accanto ai Presidenti CAO delle zone piu’ duramente colpite dalla Covid-19.

 

ODONTOIATRI CAO, SI RIPARTE DA CREMONA

“Se mi fosse stato possibile, dal primo momento sarei stato anche fisicamente al vostro fianco nel tentativo di alleviare le difficolta’ dei momenti che state vivendo – aveva scritto loro -.

Vi prometto comunque che, appena mi sara’ consentito, il mio primo viaggio sara’ diretto verso la vostra regione, per portarvi personalmente il sostegno e l’affetto che meritate”.

Promessa mantenuta: Iandolo ha presieduto, lo scorso venerdi’ 10 luglio, dalla sede dell’Ordine dei Medici di Cremona, dove erano presenti fisicamente tutti i Presidenti CAO della Lombardia, la prima assemblea nazionale dei 106 Presidenti delle Commissioni Albo Odontoiatri, collegati per via telematica, dopo la fine dell’emergenza.

Un’assemblea densa di argomenti, che si e’ aperta nel ricordo di chi non c’e’ piu’ ma e’ sempre presente nella memoria e nell’insegnamento impartito a tutta la Professione: Roberto Stella e gli altri 171 tra medici e odontoiatri caduti nella lotta contro Covid-19; Claudio Cortesini, gia’ tesoriere della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri; Marco Austa, presidente CAO di Asti, scomparso improvvisamente a meta’ marzo.

LA RELAZIONE DI IANDOLO PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE ALBO DEGLI ODONTOIATRI CAO

Nella sua relazione, Iandolo ha ripercorso i tragici giorni dell’emergenza, durante i quali la CAO nazionale non ha mai interrotto la sua attivita’ a sostegno dei Presidenti e della Professione.

Man mano che la gravita’ dell’epidemia aumentava, insieme al numero dei contagi, la CAO si occupava di tutelare nella maniera piu’ efficace possibile la salute dei cittadini.

Sino ad arrivare alla decisione, in molte Regioni autoimposta, in mancanza di ordinanze specifiche, di chiudere gli studi all’attivita’ ordinaria, limitandola alle urgenze non differibili.

E cio’ per evitare l’espansione del contagio, limitando gli spostamenti dei cittadini.

“Un atto di responsabilita’ sicuramente dovuto in quanto custodi, come Professione e professionisti, del Diritto alla salute, costituzionalmente protetto, dei cittadini – lo ha definito Iandolo -.

Un atto di responsabilita’ che ci piacerebbe ora fosse riconosciuto anche dalla Politica”.

RIPRESA DELLE ATTIVITA’ , LE LINEE GUIDA FRUTTO DI UN LAVORO CORALE

Poi, il 4 maggio, l’allentamento dell’emergenza e l’inizio della Fase 2. Anche qui la CAO nazionale non si e’ fatta cogliere impreparata: il 2, l’8, il 15, il 22 e il 29 aprile si era infatti riunito il Gruppo di Lavoro presieduto da Iandolo che, con l’apporto di tutte le componenti della Professione, ordinistica, sindacale, associazionistica, Enpam, Universita’, con la consulenza di virologi – Fabrizio Pregliasco e Andrea Crisanti -, medici competenti e altri esperti, e ascoltati gli stakeholders, ha varato, il 29 aprile, il “Documento contenente indicazioni per l’operativita’ degli odontoiatri in epoca di pandemia da SARS-COV-2”.

Tale Documento e’ stato trasmesso al Tavolo Ministeriale ordinato dal Viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, e presieduto da Enrico Gherlone, Magnifico Rettore dell’Universita’ Vita-Salute San Raffaele di Milano.

Tavolo che lavorava in parallelo, riunendosi il 16, 21, 23, 28 e 30 aprile e vedendo la partecipazione di Raffaele Iandolo insieme a quella di Carlo Ghirlanda, Presidente ANDI (Associazione nazionale dentisti italiani), Fausto Fiorile, Presidente Aio (Associazione Italiana Odontoiatri) e Antonella Polimeni, Preside della Facolta’ di Medicina e Odontoiatria, Universita’ “La Sapienza” di Roma.

E, il 14 maggio, Tavolo ha divulgato la versione finale, validata dal Comitato Tecnico Scientifico, delle “Indicazioni operative per l’attivita’ odontoiatrica durante la Fase 2 della pandemia di Covid-19”, che recepiva, al suo interno, le indicazioni messe a punto dal Gruppo di Lavoro della Cao.

Ma, anche se l’andamento dell’epidemia di Covid-19 ha monopolizzato le prime pagine dei giornali in questi mesi, altre e non meno importanti sono state le notizie, direttamente o indirettamente legate.

LOCKDOWN HA SIGNIFICATO CHIUSURA DI ALCUNE CLINICHE: L’ANALISI DEGLI ODONTOIATRI CAO

Il lockdown ha portato alla chiusura di alcune cliniche dentali, che non hanno purtroppo riaperto, lasciando i pazienti senza cure e i dipendenti senza lavoro, entrambi con scarse o inesistenti tutele.

Mentre fiorivano, sul web, le pubblicita’ di dispositivi senza alcuna validazione scientifica, in alcuni casi supportate da endorsement di iscritti agli albi.

Anche contro queste situazioni ha messo in guardia Iandolo, richiamando a comportamenti conformi all’etica e alla deontologia.

“Alcuni recenti episodi di cronaca ci hanno impartito una lezione significativa – ha sottolineato Iandolo -.

Oggi, in Italia, una societa’ puo’ aprire i battenti senza dare garanzie per quanto riguarda la continuita’ delle cure, oltre che dal punto di vista economico-finanziario, sia nei confronti dei pazienti, sia dei colleghi odontoiatri che lavorano nella struttura.

Questo, secondo la CAO nazionale, e’ un fatto intollerabile, al quale bisogna mettere un argine e porre rimedio”.

ARGINE E RIMEDI A SITUAZIONI INTOLLERABILI

“Oggi l’argine e il rimedio li abbiamo gia’: sono costituiti dallo strumento delle Societa’ tra Professionisti – ha spiegato Iandolo -.

È necessario un provvedimento normativo che obblighi chi vuole fare societa’ in ambito odontoiatrico a destinare i due terzi delle quote a odontoiatri, che possano dare garanzie da un punto di vista deontologico e di etica professionale.

Le Societa’ tra professionisti, infatti, devono essere iscritte agli Ordini e quindi sono sottoposte anche al controllo deontologico da parte dell’istituzione ordinistica”.

E proprio sull’esercizio in forma societaria, come Societa’ di Professionisti ha incentrato la sua relazione il Segretario CAO nazionale Brunello Pollifrone.

Mentre Alessandro Nisio ha fatto una panoramica sulle altre questioni riguardanti la Professione, dalla formazione universitaria all’aggiornamento nell’ambito dell’Educazione Continua in Medicina, con la presentazione dei due Corsi di Formazione a distanza di FNOMCeO riservati agli Odontoiatri.

A concludere la relazione di Nisio, due fiori all’occhiello: il Vademecum che riassume, in poche pagine, le indicazioni operative per l’attivita’ in tempo di pandemia; e il progetto “Avvio alla Professione”.

Una serie di lezioni frontali tenute da Ordinisti, Rappresentanti Sindacali ed Enpam, e indirizzate agli studenti del VI anno del Corso di Laurea in Medicina Odontoiatria e Protesi Dentaria, con slide preparate e condivise dalla Commissione Albo Nazionale Odontoiatri, in accordo con la Conferenza Permanente dei corsi di laurea in Odontoiatria e protesi dentaria.

PER APPROFONDIRE:

COVID-19 E FASE 2: ECCO LE LINEE GUIDA PER LA RIPRESA DELLE ATTIVITA’ ODONTOIATRICHE

FONTE DELL’ARTICOLO:

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