La schizofrenia: sintomi, cause e predisposizione

Il termine schizofrenia (dal tedesco schizophrenie, dal greco σχιζο ‘separare/scindere’ e –phrenie dal greco ϕρενία che significa ‘mente’) è un disturbo psichico in cui coesistono alterazioni cognitive, emotive e comportamentali

Ne è colpito circa l’1,1% della popolazione sopra i 18 anni e sembra che l’eziopatogenesi sia da fattori genetici che ambientali.

Secondo i criteri del manuale diagnostico dei disturbi mentali, DSM-5, per fare diagnosi di schizofrenia ci deve essere almeno due sintomi presenti da un mese:

  • deliri,
  • allucinazioni,
  • eloquio disorganizzato (deragliamento o incoerenza),
  • comportamento grossolano, disorganizzato o catatonico,
  • sintomi negativi (anedonia, apatia, abulia, astenia).

Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) si riferisce al più “rilevante disturbo mentale (o gruppo di disturbi), le cui cause restano ancora largamente sconosciute.

La schizofrenia comporta un complesso di disturbi del pensiero, della percezione, dell’affettività e delle relazioni sociali

Nessuna società o cultura di nessuna parte del mondo è libera dalla schizofrenia, e ciò rende ancora più evidente che questo disturbo mentale rappresenta un serio problema di sanità pubblica”.

Alcune definizioni sulla schizofrenia ci dicono:

  • “disgregazione dell’unità della persona psichica e morale, con eventuale sovrapposizione di pseudo-personalità eterogenee; inizia per lo più in gioventù e, progredendo, conduce alla demenza; demenza precoce”;
  • “gruppo di disturbi mentali caratterizzato da un’alterazione profonda del rapporto con la realtà, da dissociazione della personalità, autismo e altri disturbi. Ha per lo più insorgenza giovanile e decorso lento con peggioramento progressivo”.

Sintomi della schizofrenia

I sintomi della schizofrenia sono comunemente suddivisi in negativi e positivi.

I sintomi negativi sono:

  • appiattimento affettivo e isolamento emotivo;
  • difficile progettualità;
  • difficoltà ad utilizzare concetti (talvolta creazione di neologismi);
  • incapacità di provare piacere ed interesse (anedonia, apatia, abulia);
  • depressione;
  • senso di impotenza e disperazione;
  • isolamento e ritiro sociale;

I sintomi positivi sono:

  • allucinazioni (alterazioni della percezione in assenza di uno stimolo reale);
  • deliri (idee bizzarre che non corrispondono alla realtà);
  • disorganizzazione del contenuto e della forma del pensiero;
  • tensione ed agitazione psicomotoria.

Le alterazioni comportamentali sono:

  • alterazioni circadiane del ritmo sonno-veglia;
  • mancanza di finalità e scopi;
  • pensiero disorganizzato/confuso (discorsi illogici, idee e comportamenti bizzarri);
  • deliri (idee bizzarre, convinzioni inattaccabili, negazione)
  • alterazione del senso di sé e della realtà;
  • reazioni abnormi ad eventi gestibili.

Incidenza e prevalenza della schizofrenia

Dopo i disturbi d’ansia e la depressione, la schizofrenia è il secondo disturbo psichiatrico più diffuso al mondo con età di insorgenza tra i 15 e i 24 anni e prevalenza: 8 persone su 1000 (0,8% popolazione mondiale: più di 45 milioni di persone), incidenza: quasi 2 milioni di casi nuovi all’anno (Tra 0,2 e 0,7 % l’anno).

Cause della schizofrenia

Il periodo prenatale e natale (fattori intra-uterini, traumi alla nascita, legami parentali, danni cerebrali), ci danno predisposizione genetica alla schizofrenia.

Alcune delle cause sull’eziopatogenesi del disturbo, da recenti studi, ci parla di lesioni cerebrali, o danni prenatali quali esaurimento delle funzioni del lobo frontale e del sistema limbico, o infezioni virali durante il secondo trimestre di gravidanza.

Nel modello biologico del disturbo si riscontrano danni biochimici quali il malfunzionamento del sistema dopaminergico.

Il periodo di sviluppo dell’individuo, dalla nascita in poi, ci dà vulnerabilità alla schizofrenia.

Dal punto di vista sociale, invece, alcuni studi parlando del ruolo che le situazioni stressanti o gli eventi di vita che richiedono grosso sforzo di adattamento hanno sull’insorgenza e sul decorso del disturbo dello spettro schizofrenico.

Il modello psicologico di insorgenza del disturbo, invece, prende in considerazione le tappe dello sviluppo dell’individuo nel processo di maturazione, nelle dinamiche relazionali, nelle esperienze emotive traumatiche, separazioni, conflitti, modo di elaborare gli eventi della vita, lutti, stili comunicativi disfunzionali, rapporti familiari conflittuali (soprattutto madre-bambino).

Tutti questi elementi vanno ad organizzare la modalità di risposta della persona davanti agli accadimenti della vita.

Il modello vulnerabilità-stress nella schizofrenia: sviluppo, predisposizione e vulnerabilità

In questo modello, vediamo la non causalità diretta, ma fattori di predisposizione e fattori scatenanti.

Partendo dal presupposto che la sofferenza mentale non ha cause univoche, immutabili, valide sempre e ovunque neanche per la stessa persona, fondamentale è l’unicità dell’esperienza umana unitamente a fattori di rischio e protezione.

Esistono alcuni fattori scatenanti l’esordio o l’episodio schizofrenico quali l’uso di droghe/farmaci, eventi di vita stressanti o un ambiente familiare stressante.

Nel periodo della malattia, il suo decorso, prognosi ed esito, dipende molto da alcuni fattori quali lo stigma e l’isolamento sociale, la riabilitazione psichiatrica e il ruolo sociale e i modelli di assistenza istituzionale.

È fondamentale un approccio integrato alla schizofrenia: farmacologico, psicoterapico e riabilitativo e psicoeducativo in cui bisogna spiegare cause e sintomi, interpretazione dei segnali del disturbo e comprendere il disturbo.

Come diceva Jaspers “La sofferenza psichica, a differenza dei fenomeni oggettivabili che possono essere sia interpretati che spiegati, può essere solo compresa tramite l’immedesimazione.”

Riferimenti bibliografici

American Psychiatric Association (2013).

Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th ed.). Washington, DC: Author.

Per approfondire

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Fonte dell’articolo

Medicitalia

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