Emergenza: dietro la mano che salva una persona c’è un mondo, rendiamolo visibile!

Insieme per costruire una giornata mondiale dell’emergenza: parte da Spencer l’idea di realizzare qualcosa di importante e duraturo a favore del settore che ogni giorno sfida le fatalità per salvare la vita delle persone.


Dietro alla mano che salva una persona in difficoltà c’è una catena di impegno e determinazione molto spesso sconosciuta. 
Chi è rimasto ferito dopo un incidente, chi è stato sfollato dopo una calamità, chi è stato male e deve essere soccorso. Tutti, nel mondo, sperano nell’arrivo di una persona che li salvi. Ma quando il soccorritore arriva, nessuno riesce a vedere l’enorme quantità di persone, sforzi e studi che ci sono dietro a quell’essere umano. Sono così tante le braccia e le menti che hanno pianificato e reso possibile l’attività di salvataggio che al cittadino sembra di essere davanti a un miracolo. I singoli soccorritori appaiono come angeli, capaci di cose impossibili. Ma in realtà non è così. E’ grazie a una rete di persone preparate e determinate che i cittadini in difficoltà vengono salvati e curati. E una azienda di Parma, nel 2020, vuole ringraziare quella rete di persone “invisibili”.  Spencer Italia infatti vuole cercare di dare merito a tutto quel “dietro le quinte” che caratterizza il mondo del soccorso. Lo vuole fare attraverso una iniziativa globale, istituendo il primo World Emergency Day.

Emergenza: una sfida continua da conoscere

L’evento che sta progettando Spencer è aperto alla partecipazione di tutti, e sarà l’occasione per ampliare la conoscenza delle persone sul lungo percorso che rende possibile un soccorso in emergenza. Una semplice vite autofilettante può diventare il supporto fondamentale per la barella che salverà un essere umano, e in pochi lo sanno. A volte, neppure le stesse aziende che costruiscono determinati componenti. La necessità di una sensibilizzazione – anche a fronte delle tante calamità e dei tanti disastri che stanno colpendo il nostro pianeta – è diventata così forte che è necessario andare oltre le divisioni dei singoli. “La sensibilizzazione del cittadino può fare la differenza – spiega l’ideatore della campagna e presidente di Spencer, Luigi Pizzi Spadoni – in un momento storico in cui è difficile dare il giusto peso allo sforzo che viene profuso per garantire servizi di assistenza pre-ospedaliera così complessi e difficili”.

Partecipare alla campagna World Emergency Day

Primi testimonial di questa iniziativa saranno i mezzi di servizio della Spencer sparsi per il pianeta. I veicoli sono stati modificati per mostrare cosa si nasconde dentro all’ambulanza. Il “wrapping” in trasparenza mostra la tecnologia e, soprattutto, un soccorritore che fa al meglio il proprio lavoro, con l’aiuto di strumenti pensati per garantire il massimo in ogni condizione.  A svelare quello che c’è dietro ad ogni soccorso d’emergenza ci saranno quindi associazioni, aziende e professionisti. Tutti quelli che oggi sono impegnati a studiare nuove tecnologie e servizi, capaci di rendere facili salvataggi che ieri sembrano impossibili. Per iscriversi all’iniziativa e partecipare all’organizzazione della prima giornata mondiale, Spencer metterà a disposizione anche una serie di strumenti promozionali esclusivi. Sarà possibile seguire lo sviluppo del progetto di Spencer proprio online, grazie alla collaborazione del sito in 30 lingue Emergency-Live, la community più grande al mondo di soccorritori.

L’obiettivo finale? Un anno mondiale per chi opera nell’emergenza

Le iniziative che saranno realizzate dai partecipanti nel 2020 sono solo il primo passo di un progetto molto più grande. Spencer infatti conta di attivare centinaia di associazioni e migliaia di cittadini. Insieme a loro, alla politica e alle società scientifiche del settore, l’obiettivo è di realizzare una petizione internazionale da depositare all’ONU per nominare il 2025 “Anno internazionale dell’emergenza”. Questo sarebbe il miglior riconoscimento per i tanti che si impegnano nel settore, spingerebbe le persone a fare di più e a comprendere meglio cosa si può fare per aiutare il prossimo in situazioni critiche.

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