Palermo, in stato confusionale dopo incidente stradale: ritrovato grazie al drone dei Vigili del Fuoco

Il drone dei Vigili del Fuoco è uno dei pochi che può volare praticamente a prescindere dalle condizioni e dai permessi: il suo volo è considerato volo di Stato.

Il presupposto, sacrosanto (ma auspicabilmente estensibile, nel futuro), è che alcuni corpi si levino in volo a tutela della salute del cittadino, che corre in quel frangente un imminente pericolo di vita.

Vale per le ricerche di scomparsi quanto per il coordinamento delle operazioni nelle maxi-emergenze.

Ed il fatto di cronaca che ci giunge dalla Sicilia ci racconta questo, oltre che del valore dei corpi che si sono spesi nell’operazione di ricerca e soccorso.

Stato confusionale dopo incidente stradale, risolutivo le luci del drone dei Vigili del Fuoco

Nella notte tra il 15 e il 16 ottobre, infatti, i Carabinieri hanno allertato la sala operativa dei Vigili del Fuoco di Palermo per una persona dispersa nella campagna nel comune di Isnello (PA) a causa di un incidente stradale che lo vedeva coinvolto.

Sul posto si sono recate immediatamente una squadra operativa, una squadra SAF (Speleo Alpino Fluviale), i piloti del Nucleo SAPR (Sistema Aeromobili Pilotaggio Remoto) e un UCL (Unità di Comando Locale) con personale TAS (Topografia Applicata al Soccorso) con funzioni di coordinamento.

Si sono organizzate diverse squadre per effettuare una ricerca speditiva su tutti i terreni limitrofi al ritrovamento dell’auto incidentata.

Malgrado il buio i Vigili del Fuoco hanno perlustrato tutte le aree e grazie alle luci del drone in volo sulla zona di ricerca, la persona dispersa si è avvicinata nei pressi dell’Unità di Comando Avanzato.

Il ragazzo è stato ritrovato in stato confusionale e con escoriazioni ed è affidato alle cure degli operatori sanitari del 118.

I soccorritori, fatto salire il ragazzo sull’ambulanza, hanno quindi assicurato al giovane paziente le condizioni di salute necessarie.

Per approfondire:

Hems e drone ambulanza: un interessante studio dalla Germania

Fonte dell’articolo:

Sito ufficiale dei Vigili del Fuoco

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