L’intervento sanitario nello scenario USAR

L’intervento sanitario nello scenario USAR

Di: Nicola Bortoli e Daniele Pomiato

U.S.A.R. (Urban Search And Rescue) consiste in attività di ricerca e salvataggio a persone disperse in ambiente urbano. Si tratta solitamente di operazioni di soccorso che intervengono in occasione di eventi sismici o crolli di edifici e strutture per il recupero e soccorso delle vittime sepolte da macerie.

La complessità e la criticità delle operazioni U.S.A.R. esigono un accurato sistema organizzativo nel quale si integrano professionalità altamente qualificate ed abilità tecniche basate su comportamenti che richiedono un impegno cognitivo orientato alla risoluzione di problemi per i quali non è spesso disponibile una procedura codificata.

USAR-ITAIl nucleo di intervento operativo U.S.A.R. può operare in assetto lite, medium e heavy; i nuclei medium e heavy prevedono l’integrazione di personale sanitario (medici e infermieri) in seguito ad apposito percorso formativo e certificativo.

La componente sanitaria all’interno dei nuclei U.S.A.R. assume molteplici ruoli che possiamo riassumere in:

  • garantire la salute ed il benessere fisico del personale del nucleo;
  • garantire la salute ed il benessere fisico dei cani delle unità cinofile del nucleo;
  • garantire soccorso ed assistenza alle vittime partecipando alle operazioni di recupero.

La presenza del personale sanitario all’interno dei nuclei assume un ruolo di primaria importanza nell’efficacia delle operazioni U.S.A.R. e per questo motivo il personale medico ed infermieristico deve essere scelto tra i professionisti esperti in soccorso extra-ospedaliero con una formazione specifica ad interventi in ambienti ostili.

Ai nuclei U.S.A.R. non è richiesto di garantire una risposta sanitaria di comunità in supporto alla popolazione colpita (es. installazione di un ospedale da campo), che di conseguenza è presente solo in  alcuni nuclei e per scelta operativa degli stessi.

La partecipazione alle attività U.S.A.R. prevede che il personale sanitario, così come per il personale dei vigili del fuoco,  possegga i requisiti fisici e psichici operativi previsti; le operazioni di soccorso impongono di lavorare per lunghi periodi in condizioni climatiche spesso difficili e con periodi di riposo limitati.

È fondamentale che ogni membro del nucleo sia in grado di “fare squadra” con il resto del gruppo e che riconosca e rispetti la catena di comando prevista, così come è necessaria la conoscenza delle procedure di intervento tecnico, di sicurezza operativa, la terminologia, le procedure di comunicazione e dotazioni tecniche di soccorso a loro disposizione.

Il personale sanitario integrato in un nucleo U.S.A.R. deve mantenere una capacità operativa costante mediante frequenti addestramenti operativi teorico/pratici e tutti gli operativi devono mantenere in regola la copertura vaccinale richiesta.

Il personale impiegabile in ambito USAR deve possedere delle competenze di intervento secondo quanto previsto dalle procedure SAF (soccorso Speleo Alpino Fluviale) dei Vigili del Fuoco, essere in grado di intervenire in spazi confinati e di partecipare alle operazioni di recupero.

Oltre alle competenze sanitarie, che descriviamo in seguito, il personale sanitario incorporato nei nuclei U.S.A.R. deve essere in grado di integrarsi a 360° con il personale tecnico partecipando attivamente a tutte le operazioni richieste dalla missione comprese le fasi preparative in patria, il caricamento dei mezzi,  la riorganizzazione dei materiali al rientro in base a fine missione.

Nella prima fase dell’intervento, in particolare, il personale sanitario deve essere in grado di fornire collaborazione al personale dei Vigili del Fuoco, nell’allestimento del campo base con particolare attenzione ed autonomia all’installazione dell’infermeria campale indispensabile per l’assistenza a tutto il personale ed ai cani del nucleo.

Medici ed infermieri devono quindi essere a conoscenza delle planimetrie del campo, delle procedure di montaggio e smontaggio delle tende e delle strutture di supporto ed essere in grado di eseguire operazioni tecniche come ad esempio l’utilizzo di generatori, l’allestimento di impianti luce e l’installazione di impianti idrici.

La componente sanitaria, all’interno del nucleo U.S.A.R. deve essere in grado di fornire ai dirigenti del nucleo (solitamente funzionari dei Vigili del Fuoco), informazioni mediche che consentano loro di prendere decisioni operative necessarie al buon svolgimento delle operazioni di soccorso in merito a sicurezza e salute degli operatori oltre a pericoli ambientali e di salute pubblica e cura dei defunti.

Da quanto detto fino ad ora appare evidente che, le competenze del personale sanitario impiegato in operazioni U.S.A.R., sono più complesse e ampie rispetto a quanto normalmente richiesto durante gli interventi di soccorso in territorio nazionale e durante emergenze/urgenze “ordinarie”.

usar1Le linee guida che regolano questa specifica tipologia di soccorso sono emanate da INSARAG; queste richiedono che durante tutte le operazioni di soccorso e recupero delle vittime, il personale sanitario, sia in grado di garantire:

  • valutazione e trattamento dei feriti;
  • definizione delle priorità di evacuazione;
  • gestione delle emergenze mediche e traumatiche;
  • gestione di pneumotorace iperteso;
  • cura delle ferite;
  • immobilizzazione e packaging delle vittime;
  • gestione avanzata delle vie aeree;
  • manovre ALS;
  • gestione dello shock;
  • sedazione e gestione del dolore;
  • gestione della sindrome da schiacciamento;
  • gestione di amputazioni (pazienti vivi) e smembramenti (pazienti deceduti).

Ovviamente tutte le competenze richieste devono essere applicabili a qualsiasi tipologia di paziente indipendentemente dal sesso e dall’età delle vittime e tenendo conto delle interazioni culturali e religiose delle popolazioni colpite dall’evento calamitoso.

Per quanto riguarda amputazioni e smembramenti, queste vanno considerate come manovre da compiersi in casi selezionati e per i quali non è possibile nessun altra tipologia di trattamento di soccorso.

L’amputazione deve essere riservata in presenza di rischi che possono mettere la vittima o i soccorritori in grave e concreto pericolo o se l’amputazione consiste nella procedura che garantisce le maggiori probabilità di sopravvivenza alla vittima. Prima di procedere all’amputazione d’urgenza, la decisione deve prevedere una condivisione con il Team Leader U.S.A.R. tenendo inoltre conto anche di:

  • livello delle cure disponibili post-estricazione,
  • possibile una discussione con il paziente,
  • possibile discussione con LEMA,
  • considerazioni religiose e culturali locali,
  • disponibilità delle dotazioni sanitarie necessarie all’esecuzione chirurgica o il completamento di un’amputazione traumatica sul posto.

NSWambulance_USARPer quanto riguarda lo smembramento, riservato ai cadaveri, la procedura va riservata esclusivamente a quelle condizioni che lo rendano necessario per poter portare cure urgenti a vittime ancora vive. Compatibilmente con l’evento la procedura andrebbe eseguita da autorità locali (specialmente quando esistono complicate gestioni religiose delle salme).

Alla componente sanitaria spetta la gestione e manutenzione delle dotazioni sanitarie e farmacologiche che vanno predisposte e verificate in territorio nazionale, preparate al trasporto verso il luogo dell’evento e movimentazione in loco.

Durante le operazioni di soccorso il personale sanitario è integrato con le squadre di intervento. Una volta valutata la situazione, e messa in sicurezza la scena, iniziano le operazioni di ricerca delle vittime.

Queste operazioni consistono in manovre di scavo e perforazione con l’obiettivo di creare degli accessi alle vittime.

Nel frattempo il personale sanitario ha il compito di individuare eventuali aree di raccolta, valutare la necessità di richiedere l’attivazione di PMA o altre risorse sanitarie, conoscere la disponibilità e ricettività delle strutture sanitarie locali ancora integre ed operative o delle strutture sanitarie campali intervenute.

In caso di presenza di vittime in superficie facilmente raggiungibili, o nel caso di più feriti, provvedono all’esecuzione del triage.

Una volta individuate e raggiunte le vittime, da parte del personale tecnico, uno o due operatori sanitari possono accedere al sito e procedere con la stabilizzazione ed il packaging del paziente. Le manovre di soccorso si svolgono in ambienti spesso angusti, con scarsa o assente illuminazione e devono limitarsi alle procedure di stabilizzazione delle funzioni vitali e di preparazione all’evacuazione del paziente; le principali manovre che è opportuno eseguire all’interno dei cantieri sono:

  • drenaggio pneumotorace iperteso,
  • accesso intraosseo (o venoso),
  • controllo fonti emorragiche,
  • analgesia,
  • stabilizzazione fratture di bacino mediante applicazione di cintura pelvica,
  • stabilizzazione del paziente affetto da sindrome da schiacciamento prima della liberazione dalle macerie,
  • protezione termica.

Stabilizzate le condizioni cliniche il paziente viene preparato al trasporto (posizionamento di collare cervicale, posizionamento di stecche per arti..) e mediante l’utilizzo di barelle speciali (modello total, assi spinali corte) trasportato in superficie.

Quando il paziente viene estratto dalle macerie, in caso di necessità, si provvede ad ulteriori manovre di soccorso avanzato atte a completare la stabilizzazione (gestione avanzata delle vie aeree, monitoraggio dei parametri vitali..) ed alla consegna alle squadre di soccorso locali o a squadre di soccorso internazionali intervenute in supporto ma non addestrate a questa tipologia di soccorsi.

Le dotazioni di soccorso delle squadre sanitarie richiedono l’utilizzo di zaini o borse suddividibili in pochette di piccole dimensioni contenenti le dotazioni sanitarie essenziali per le manovre da eseguire “in maceria”. Nella composizione dei kit è fondamentale tenere presente dei ridotti spazi di manovra e movimento che spesso si incontrano sotto le macerie oltre alla necessità di evitare l’utilizzo di presidi o dotazioni in grado di incrementare peso e ingombro del paziente da evacuare. Anche le barelle ed i presidi di estrazione sono richiudibili e comprimibili per consentire un più agile raggiungimento delle vittime.

Gli interventi U.S.A.R. inoltre possono presentare scenari N.B.C.R. con conseguente presenza di vittime contaminate. Il personale medico ed infermieristico deve essere in grado di prestare soccorso anche in queste situazioni e, conseguentemente, essere qualificato N.B.C.R.

La costituzione del nucleo sanitario prevede l’assetto composto da 1 medico e 1 infermiere per squadra di soccorso e recupero. Nel caso di un nucleo medium, composto da due squadre di soccorso, la presenza sanitaria richiede quindi 2 medici e 2 infermieri.

Il personale medico dovrebbe possedere una specializzazione in anestesia e rianimazione mentre il personale infermieristico deve possedere competenze e capacità operative ALS e deve essere in grado di prestare assistenza sanitaria avanzata anche in assenza del medico che potrebbe essere impiegato in altro cantiere.

Da quanto esposto nell’articolo si può affermare che la partecipazione di personale sanitario in operazioni U.S.A.R. può e deve essere considerata come un’alta specializzazione e conseguentemente la stessa deve essere riservata a personale selezionato in possesso di:

  • conoscenze e competenze mediche avanzate con particolare riferimento al soccorso extraospedaliero,
  • conoscenze e competenze specifiche U.S.A.R.,
  • prestanza fisica e capacità di adattamento a situazioni climatico-ambientali difficili ed ostili,
  • capacità di integrazione e lavoro di squadra oltre che adattamento a scenari di soccorso variabili e ad alto rischio.

 

 

 

L'autore

Nicola Bortoli

Dott. Bortoli Nicola Medico Chiururgo specializzato in anestesia e rianimazione presso l'Università degli Studi di Padova Occupazione attuale: medico di centrale ed uscitore presso centrale operativa provinciale SUEM 118 di Venezia Dal 2014 docente a contratto al corso di area critica e terapia intensiva presso la sede di Treviso del corso di laurea in infermieristica dell'Università agli studi di Padova. Dal 2003 arruolato nel corpo militare della croce rossa e dal 2007 responsabile provinciale per la provincia di Padova. Componente gruppo di lavoro Anestesisti del corpo militare della CRI. Dal 2013 componente del gruppo di lavoro maxiemergenze della FIMEUC. Dal 2014 componente del gruppo di studio area emergenza SIAARTI.

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2 Comments

  1. Angelo

    A Savona abbiamo appena terminato un Corso informativo relativo al soccorso in ambiente tattico, ostile e nelle grandi emergenze.
    Giovedì scorso abbiamo appunto avuto, tra gli altri ospiti, i Vigili del Fuoco di Milano che ci hanno appunto parlato di USAR.

    Reply
  2. Pingback: Terremoti e macerie, come opera il soccorritore in fase USAR? Breve intervista a Nicola Bortoli

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