Carnevale di Ivrea 2013: 1 morto e 213 feriti

Carnevale di Ivrea 2013: 1 morto e 213 feriti

Tragico bollettino quello del 2013 per il Carnevale di Ivrea, tipica e consueta tempesta di arance. Un evento che caratterizza la cittadina piemontese ma che non manca di creare alcuni disagi e purtroppo quest’anno è deceduto un signore di 55 anni in seguito ad un malore. 

Il Carnevale di Ivrea è un’atipica tempesta, o forse meglio ancora, è più comunemente considerato come un inusuale bombardamento di arance che schizzano da tutte le parti; vie e piazze diventano un unico calderone di arance che rievocano la protesta del popolo circa la tassa sul matrimonio imposta in passato dal volere del marchese tiranno. 

Evento folokloristico quello del 2013 che ha visto il consueto abbondare di feriti, ma che purtroppo non ha risparmiato una tragedia che pare non essere stata causata dagli agrumi lanciati come proiettili. Un uomo di 35 anni, un ‘arancere’, durante il passaggio dei carri in mezzo alla città ad un certo punto ha accusato un malore. Un infermiere che si trovava sul ‘carro del re’ vicino all’uomo in difficoltà ha cercato invano di prestare i primi soccorsi, chiamato il 118, l’uomo è giunto in ospedale ed è morto senza che i medici potessero intervenire concretamente.

Il carnevale, le protezioni, e le ‘regole del gioco’. Istituzionalizzato durante il periodo napoleonico precisamente nel 1808, è in Italia tra i ‘carnevali’ certamente più folkloristici. Durante la settimana di carnevale prende inizio un lungo cerimoniale che vede come protagonisti tutta una serie di personaggi caratteritici di un’Ivrea ottocentesca: La Mugnaia, Il Generale, Il Vinvandiere, gli Abbà, eccetera. Una volta terminata l’introduzione prende inizio la vera e propria battaglia che si svolge in 2 giornate. I soldati sono protetti da un elmetto molto pesante, in gran parte fatto di cuoio e con una grata di ferro al posto della visiera. I soldati, dotati di vistose armature imbottite tendono ad utilizzare il ‘carro’ che li trasporta per le vie del centro di  come tipica protezione durante il combattimento. In tutto i carri sono 56 e le arance sono disposte in gran quantità sui lati delle strade a mo di munizioni pronte per la grande battaglia; chi le afferra, si dice, cerchi soprattutto di mirare al viso in modo da frantumare l’arancia sulla grata di ferro e dunque con il succo mettere a repentaglio la vista dell’avversario. Gli agrumi scagliati ad una velocità tremenda possono fare certamente male e dunque è raccomandata prudenza; inoltre le giornate di ‘pulitura’ del campo di battaglia, uno spreco di arance ovviamente illimitato, non sono state in passato esenti da critiche.

I feriti delle ultime edizione della seconda decade del 2000. Alcune polemiche erano scoppiate nel 2010, dove i feriti già nella prima giornata avevano superato i 200, addirittura c’è chi parlò di ridimensionare l’evento e abolire le arance. L’edizione del 2011 si assestò su una cifra intorno alle 150 persone ferite, cifra analoga lo scorso anno senza dunque superare i 200. Il 2013 ha visto un carnevale funestato da una disgrazia che nulla a che vedere però con la manifestazione in sé; anche se i feriti sono stati parecchi per fortuna nessuno verte in gravi condizioni, solo 18 sono stati portati in ospedale.

I medicamenti. I medicamenti avvengono prevalentamente sul posto, vi sono squadre di volontari che accorrono nell’immediato appena un’arancia ferisce un facinoroso, solamente nei casi più gravi le autombalunze si dirigono verso il pronto soccorso. I volontari del pronto soccorso allestiscono lungo le vie del centro storico delle tende, utili in caso di piccoli interventi come le contusioni lievi, o altre piccole escoriazioni, i casi gravi invece devono essere subitaneamente curati presso le strutture ospedaliere.

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