Posti letto esauriti, ricoveri bloccati: ospedali genovesi in piena emergenza

Posti letto esauriti, ricoveri bloccati: ospedali genovesi in piena emergenza

Basta leggere gli accessi agli ospedali genovesi nelle ultime 24 ore per capire, ed arrendersi alla criticità dei sistema sanitario ligure. Ieri, lo “strumento di misura” è stato rappresentato dalle tre strutture più grosse: il “San Martino”, il “Galliera” e il “Villa Scassi” di Sampierdarena hanno alzato bandiera bianca, bloccando i ricoveri ordinari e, soprattutto, hanno segnalato il tutto esaurito nei reparti di Rianimazione. In tutta la Liguria, in alcune ore della giornata, non si è trovato un solo posto letto di terapia intensiva. “Ormai, per trovare una sistemazione, passiamo le giornate a spostare pazienti da un reparto all’altro – ammette Angelo Gratarola, direttore del reparto di Rianimazione del San Martino – con una rotazione di posti letto a seconda della necessità”.

Se si volesse misurare la fragilità dei pazienti liguri, basterebbe snocciolare i dati anagrafici di quanti sono arrivati al pronto soccorso del “San Martino”: tra questi un centenario, quattordici ultranovantenni, ventidue ultraottantenni, ventuno con più di 70 anni e, per di più, tredici sono malati terminali. Per tutti questi si è reso indispensabile il ricovero in Medicina d’Urgenza. “La differenza, la fa il tipo e l’età degli ammalati – spiega il primario, Paolo Moscatelli – siamo ad una situazione molto grave, con pazienti difficili da gestire”. Tanto difficili che l’ospedale regionale, per far fronte a circa 300 accessi contati dal pronto soccorso ogni 24 ore, oltre a bloccare i ricoveri fino a domani, ha aperto l’Unità di Crisi. “Villa Scassi”, in emergenza, lo farà a partire da dopodomani, allestendo 13 nuovi posti letto al padiglione 9. Il tutto anche se il di- rettore sanitario, Bruna Rebagliati, ieri mattina ha ripetuto che “nonostante i numeri, con ben 39 barelle ed altrettanti pazienti da sistemare, con circa 1500 ingressi da inizio anno, alla centrale operativa del 118 non è stato chiesto alcun rallentamento dell’attività”. Alle 17 c’erano ancora 24 persone in visita, dodici in attesa e ben 20 ricoverati in Osservazione Breve. Sampierdarena, però, in questi giorni paga pure il disservizio provocato dai lavori in Ortopedia, che hanno richiesto il trasferimento di alcuni pazienti in altri reparti.

C’è poco da scherzare, e la situazione sembra destinata a peggiorare. Eppure, dall’Osservatorio Epidemico Regionale dicono che non siamo ancora a livelli di picco influenzale. Cosa succederà verso la fine di gennaio, quando il virus dovrebbe contagiare più del 2 per mille di popolazione ligure? Comunque, anche nella situazione attuale, basta poco – un raffreddore o una piccola infezione polmonare – perché un paziente già fragile diventi grave, da ricoverare. “Si tratta di un affollamento ormai cronico – dice Paolo Cremonesi, direttore del Dipartimento di Emergenza del Galliera – registriamo questa situazione dal 5 gennaio scorso”. Tant’è che l’altro ieri l’ospedale di Carignano ha dovuto ricorrere alle barelle per sistemare temporaneamente i malati ed a metà mattinata ha esaurito anche queste.
“Tutto il sistema è sotto pressione, è un problema nazionale, da Nord a Sud – sostiene Luca Beringheli, primario del pronto soccorso al “Villa Scassi” – : raccogliamo quello che abbiamo seminato, tra riduzioni di posti letto e mancanza di strutture ricettive per gli anziani. Perciò, occorre rivedere le regole di ingaggio “.

Fonte: La Repubblica.it

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