Primo soccorso, buone e cattive abitudini. 10 miti da sfatare

Primo soccorso, buone e cattive abitudini. 10 miti da sfatare

Luoghi comuni, abitudini consolidate, a volte a rischio di errore. Un decalogo per controllare se nel modo di soccorrere i pazienti ogni procedura è corretta.

1. in caso di infarto sdraio il paziente. No! Sdraiare rende il respiro più difficoltoso, meglio mettere far sedere con le ginocchia piegate, sostenendo la schiena.

2. non faccio niente per non peggiorare le cose. Chi è alle prime armi non può improvvisare procedure mediche, ma ci sono semplici azioni tempestive che possono salvare la vita. Il soggetto è incosciente? Meglio sistemarlo nella posizione di recupero (recovery position) per prevenire il soffocamento e, quando il paziente non respira più o se il suo cuore si è fermato, applicare la procedura della rianimazione cardiopolmonare.

3. ambulanza in arrivo, non faccio niente finché non arriva. Dato che fra la chiamata e l’arrivo passa sempre qualche minuto, tempo prezioso durante il quale può succedere anche il peggio, intervenire è sempre indispensabile.

4. il paziente sanguina abbondantemente, circondo la ferita con un laccio emostatico. È pericoloso perché questa operazione può arrestare del tutto il flusso di sangue e causare danni irreparabili ai tessuti. La miglior cosa da fare è fare pressione sulla ferita e mantenerla alta.

5. in caso di incidente nel traffico non muovo la vittima. Dipende, se si sospetta un danno alla colonna vertebrale, probabilmente spostare la persona non è opportuno, ma questo potrebbe rendersi necessario se il ferito è in condizioni di pericolo di vita. La persona respira? Se non è cosciente bisogna controllare che le vie aeree siano libere inclinando la testa.

6. un bambino beve una sostanza velenosa. Induco il vomito. Può essere più pericoloso, il vomito fuorieuscendo rischia di bruciare le vie aeree. Dopo aver chiamato i servizi di emergenza far sorseggiare al bambino del latte e fargli bere acqua per far fluire le sostanze corrosive.

7. qualcuno sta soffocando, cerco di tirare fuori il corpo estraneo con le dita. Infilare le dita nella gola di qualcuno potrebbe oggettivamente spingere l’oggetto ancora più in profondità; per far uscire un corpo estraneo bisogna percuotere la persona fra le scapole, se non funziona bisogna ricorrere alla manovra di Heimlich, consapevoli che si può causare qualche altro danno interno.

8. ostruire la bocca a chi ha in corso che un attacco (crisi epilettica). Questa operazione ipoteticamente impedisce di mordersi la lingua, ma ostruire bocca potrebbe spezzare i denti o causare il soffocamento. Al contrario è opportuno mettere qualcosa sotto la testa, tenendo un cuscino o una coperta evitando ogni rischio.

9. il paziente si sente svenire, gli metto la testa fra le gambe. Il paziente può cadere in avanti e ferirsi. Stesso rischio mettendolo seduto, altro errore frequente. Meglio stenderlo, alzare le gambe in modo da far defluire il sangue verso la testa.

10. paziente in iperventilazione lo faccio respirare in a un sacchetto di carta. Una pratica pericolosa, in quanto si fa respirare al paziente più ossigeno, innalzandone pericolosamente il livello. È opportuno invece accompagnare il paziente in un respiro lento e profondo fino a completo relax. Sorsi d’acqua possono aiutare.

 

 

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