Bath Bed

Bath Bed

La pratica

La pratica delle cure igieniche nei pazienti affetti da una patologia del rachide (di natura traumatica, neoplastica, degenerativa, infettiva), suscettibile di trattamento chirurgico, richiede l’adozione di particolari cautele, volte a garantire una mobilizzazione corretta e sicura, sia nella fase pre-operatoria, che durante il decorso post-operatorio. L’igiene personale (doccia, bagno, bidet) viene realizzata dagli Operatori Socio Sanitari (OSS) con l’eventuale collaborazione del personale infermieristico per la gestione dei pazienti più complessi dal punto di vista clinico. La sperimentazione che andremo a descrivere è l’utilizzo del Bath Bed su un campione di pazienti ricoverati presso un reparto ospedaliero dedicato al trattamento chirurgico specialistico delle patologie vertebro-midollari. Nel corso del 2010, durante i mesi si marzo e aprile, presso la SOC di Chirurgia Vertebro Midollare e Unità Spinale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Santa Maria della Misericordia di Udine, è stato sperimentato l’uso di Bath Bed. L’apparecchiatura è stata utilizzata da sei OSS per offrire le cure igieniche quotidiane ai pazienti mielolesi allettati, senza alterazioni di coscienza. Ogni procedura igienica è stata effettuata da due OSS. Al termine delle cure igieniche, tutti i pazienti lavati con Bath Bed, e intervistati, hanno riferito il proprio grado di soddisfazione per il trattamento ricevuto. Il sistema Bath Bed è stato utilizzato per un periodo di tempo complessivo di quasi 104 ore, permettendo la realizzazione di 290 lavaggi. La durata media di un lavaggio è di 21 minuti circa, e il 92% dei pazienti ha dichiarato un grado molto alto di soddisfazione; inoltre, tutti i pazienti hanno espresso il desiderio di essere nuovamente lavati utilizzando Bath Bed. Al termine della sperimentazione gli OSS coinvolti hanno compilato un breve questionario costituito da quattro domande relative all’uso dell’apparecchiatura; secondo gli OSS, Bath Bed permette di ridurre al grado minimo la fatica fisica delle operazioni, la difficoltà di lavaggio, e il rischio di caduta del paziente. In conclusione, la sperimentazione di Bath Bed, anche se svolta in un periodo di breve durata ha avuto un esito positivo. I risultati ottenuti hanno suscitato livelli di soddisfazione molto elevati in termini di funzionalità e di servizio, sia dal punto di vista del paziente, che dell’operatore, identificando l’apparecchiatura come un utile presidio per una struttura ospedaliera dedicata al trattamento chirurgico del paziente affetto da una patologia vertebro-midollare.

Fonti

Rivista Assistenza Anziani settembre/ottobre 2011

L'autore

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