Sicurezza dei bambini sull'ambulanza: tra emozione e regole, qual è la linea da tenere nel trasporto pediatrico?

Il trasporto pediatrico sull’ambulanza in totale sicurezza è obbligatorio per qualsiasi professionista delle ambulanze

La sicurezza dei bambini sulle ambulanze è essenziale, ma le regole europee non sono sempre rispettate.

Cosa fare per eliminare ogni tipo di rischio nel trasporto pediatrico?

La conoscenza delle conseguenze, l’acquisto di attrezzature adeguate e l’applicazione delle norme sono la base di ciò che ogni servizio di ambulanza deve fare per mantenere in sicurezza il trasporto pediatrico dei pazienti durante un’emergenza. Perché la nostra vita è importante, ma quella del futuro lo è ancora di più.

INTRODUZIONE: l’autista di ambulanza e il trasporto pediatrico

Entrare nel mondo del trasporto pediatrico implica un ragionamento sia emotivo che pratico, molto diverso rispetto al caso di un paziente adulto.

Molti bambini vengono trasportati in ospedale con veicoli di proprietà della famiglia, quindi gli operatori sanitari si trovano “menomati” nei casi pediatrici anche a livello tecnico, avendo un controllo ridotto soprattutto sui dispositivi medici e sulle modalità di trasporto.

Il punto di vista del soccorritore alla guida comprende solitamente diverse tematiche e aspetti poco conosciuti, che vanno dalla sicurezza a dispositivi specifici come le culle termiche. Il nostro punto di vista è solitamente considerato trascurabile in questo campo, e l’intento di questo articolo è quello di sensibilizzare sul nostro ruolo e sulle nostre responsabilità e di fornire alcune informazioni e qualche spunto di riflessione.

EMOZIONE: l’ansia che accompagna l’operatore sanitario in un trasporto pediatrico

Fin dal primo momento, il trasporto pediatrico/neonatale ha un impatto emotivo diverso da qualsiasi altro servizio solitamente affidato a una squadra di soccorritori, sia che si tratti di un’emergenza locale o di un trasporto secondario urgente.

Per quanto riguarda i soccorritori alla guida, uno dei nostri punti deboli è che potremmo essere noi stessi genitori, e tendiamo a identificarci come prima emozione in questo tipo di scenario.

Ci proiettiamo nelle difficoltà che la famiglia sta vivendo come se stesse accadendo a noi, una svolta inaspettata in cui le uniche luci che brillano sono le indicazioni dei soccorritori e del personale sanitario che si prenderà cura del bambino durante il trasporto.

Un mondo nuovo sentito come un incubo dal quale speriamo di svegliarci al più presto.

Per noi è la vita quotidiana, e questa emotività che ci cattura svela i nostri punti deboli, la nostra vulnerabilità nella divisa, una tensione di fondo che ci accompagna per tutto il viaggio.

Una tensione che ci fa lottare per la precisione e l’accuratezza in ogni scelta e azione, per non essere mai distruttivi, altrimenti ci farebbe incorrere in una serie di errori multipli.

Inoltre, la comprensione della situazione e l’avere un punto di vista diverso rispetto a chi non ha bambini in casa può servire come ulteriore fonte di ispirazione per mostrare chiaramente ai genitori il viaggio attraverso il quale accompagneremo il loro bene più prezioso fino alla destinazione, per ulteriori cure.

La nostra fiducia e comprensione può essere preziosa per dare alla famiglia un po’ di tranquillità, almeno per quanto riguarda il viaggio, per la parte della loro avventura nel nostro mondo di emergenze, strade e ambulanze.

Per prima cosa, mostriamo passo dopo passo cosa faremo, come metteremo in sicurezza il loro bambino e ricordiamo loro di non seguire l’ambulanza d’emergenza.

Ovviamente, quelli che non sono genitori stessi sentiranno comunque la responsabilità, ma almeno non avranno la sensazione di essere dall’altra parte.

Trasformare quello che potrebbe essere un punto debole in qualcosa di produttivo è una delle tante sfaccettature del nostro lavoro, così poco conosciute.

Come si combatte l’emotività? Con l’esperienza, l’educazione e la conoscenza pratica dei nostri strumenti.

Ognuno potrebbe aggiungere da questa base i propri pensieri, ma la base solida della nostra professione deve essere l’educazione.

L’esperienza viene con il tempo, e anche un nuovo dipendente deve sapere chiaramente cos’è un trasporto neonatale/pediatrico e fare ottima pratica con gli strumenti che dovrà utilizzare.

La vita quotidiana è molto diversa.

FORMAZIONE: ricerche, studi e fattori di rischio

L’attuale formazione di base, così differenziata, non è specifica su questo tema, e si arriva a praticare questo tipo di situazioni la prima volta che capitano sul lavoro.

Tutti guardano come funziona una culla termica o dispositivi medici, ma quando succede in servizio, ci rendiamo conto che non eravamo così pronti come pensavamo.

Una ricerca pubblicata su “Clinical Pediatrics” 2014, Vol. 53, dimostra come un gran numero di neonati/bambini vengono trasportati male con l’ambulanza, a causa di diversi fattori: materiali, formazione dei soccorritori e diversi modi di operare di ogni singolo soccorritore.

Lo studio risale al 2009 e prende in considerazione 40 trasporti di bambini, e i maggiori errori sono stati per i bambini sotto i 3 anni, dove il rischio corso è sempre il trasporto non legato in braccio ai genitori.

In ogni caso, il numero di servizi medici che coinvolgono i bambini è decisamente inferiore a quello dei pazienti adulti.

In generale, molti bambini vengono trasportati negli ospedali con i veicoli della famiglia.

A volte gli operatori sanitari, soprattutto quelli che non operano continuamente nel trasporto medico, chiedono agli autisti soluzioni di trasporto “creative” che vanno contro il codice della strada e gli autisti, da parte loro, non spiegano al personale medico a bordo le regole standard da seguire per l’immobilizzazione e il trasporto sicuro dei piccoli pazienti.

La nostra comunità crea quindi una sorta di timore ossequioso di far rispettare le regole e di utilizzare quei dispositivi corretti che proteggono il conducente a livello legale e che, soprattutto, proteggono i pazienti nel miglior modo possibile.

In molti paesi, la decisione del trasporto di un familiare o di un tutore è da delegare al personale medico sul posto.

Nel caso di un familiare del paziente o di un tutore in un’ambulanza, deve essere condotta un’attenta valutazione della situazione (cioè la necessità di manovre invasive durante il trasporto), per decidere se può viaggiare nello scompartimento medico del veicolo o accanto all’autista favorendo, come precauzione, quest’ultimo.

D’altra parte, è curioso che per quanto riguarda il trasporto in elicottero, le responsabilità standard sono rispettate, e di fatto il trasporto di familiari su aerei ad ala rotante avviene dopo un suggerimento dell’equipe medica, ma con l’autorizzazione finale del comandante del veicolo soccorritore.

La responsabilità del veicolo e delle persone trasportate in esso (e questo include il carico e la sua corretta immobilizzazione) è tutta del pilota.

Dobbiamo ricordare che in caso di pazienti minorenni, saremo obbligati a trasportare uno dei genitori/parenti o un tutore in caso di assenza di un genitore legalmente responsabile.

Questo non rientra nel Codice della Strada in quanto è compreso che i veicoli stradali per usi speciali sono caratterizzati dall’essere equipaggiati in modo permanente con attrezzature speciali e destinati principalmente al trasporto stesso.

Quali strumenti per garantire un trasporto pediatrico neonatale sicuro?

La formazione deve essere suddivisa in diversi argomenti teorici e pratici, partendo dallo studio teorico del Codice della Strada e di tutte le sue implicazioni pratiche, arrivando a conoscere a fondo tutti i dispositivi medici di soccorso e tutti i dispositivi di trasporto atraumatico, con tutti gli adattamenti offerti dalle ultime scoperte tecnologiche e studiando da vicino i diversi casi e situazioni che si possono incontrare nella propria carriera lavorativa.

E infine, come mezzo di trasporto privilegiato per il trasporto neonatale, la culla termica, con tutte le prese specifiche per l’alimentazione elettrica, l’ossigeno e gli accessori medici supplementari.

Per approfondire:

Sicurezza bambini in ambulanza: il trasporto pediatrico parte 1

Sicurezza bambini in ambulanza: il trasporto pediatrico parte 2

Sicurezza bambini in ambulanza: il trasporto pediatrico parte 3

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