Sicurezza bambini in ambulanza: il trasporto pediatrico parte 2

Cosa dice il codice della strada? Chi è il responsabile della sicurezza dei bambini e cosa deve fare per tutelarsi? Che presidio scegliere per trasportare il bambino?

Siamo arrivati alla seconda parte del nostro approfondimento sulla sicurezza dei bambini in ambulanza (se non hai letto la PARTE 1 CLICCA QUI). Dopo aver parlato di regole generali, emotività nella guida e formazione specifica, andiamo ad affrontare il tema delle regole e dei presidi.

Il codice della strada è la nostra Bibbia, ci dobbiamo porre tante domande e dobbiamo ricercarvi altrettante risposte. Da cosa partiamo per parlare dell’uso delle cinture? Il codice della strada parla chiaro a riguardo nell’articolo 172, al comma 1:

“I bambini di statura inferiore a 1,50 m devono essere assicurati al sedile con un sistema di ritenuta per bambini, adeguato al loro peso, di tipo omologato secondo le normative stabilite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, conformemente ai regolamenti della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite o alle equivalenti direttive comunitarie.”

Al comma 2 l’articolo 172 prosegue spiegando ancora più chiaramente che:

“Il conducente del veicolo è tenuto ad assicurarsi della persistente efficienza dei dispositivi di cui al comma 1.” (12)

Proseguendo nella lettura dell’articolo non vi troviamo nessuna differenza per i mezzi di soccorso, pertanto la normativa ci impone l’utilizzo dei sistemi di ritenzione come su tutti i veicoli. Da questo deduciamo che, anche in questo caso, la responsabilità della sicurezza e dei sistemi di ritenuta dei bambini a bordo ricade sull’autista del mezzo. Risulta quindi fondamentale la conoscenza e l’applicazione del presidio ritenuto più idoneo a seconda del caso, concordato con il resto dell’equipe di soccorso che dovrà proseguire le cure a bordo del mezzo.

Basta con i bambini tenuti in braccio

Nel 2018 diventa quindi inaccettabile e intollerabile il cosiddetto “abbraccio della morte”, cioè il bimbo in braccio al genitore a bordo del mezzo. Questa è una tecnica che viene spontanea dalla necessità del bambino al contatto col genitore in caso di malattia e in un momento emotivamente così stravolgente, tuttavia a livello di sicurezza è la cosa peggiore che possa essere scelta. Esistono diversi presidi che ci vengono incontro a seconda delle necessità e a quelli dobbiamo fare riferimento, in quanto certificati per quello specifico uso. Le improvvisazioni si pagano, e a caro prezzo, per tutti. Fare la scelta giusta non è sempre facile, ma sarà fondamentale fornire la giusta chiave di lettura agli altri presenti per dimostrare la correttezza della nostra scelta.

Incidenti e prevenzione: L’obiettivo zero si raggiunge anche con il soccorso

Citiamo un recente articolo pubblicato sul quotidianosanità.it inerente un’importante campagna di prevenzione da parte del governo : “La normativa degli ultimi anni ha di molto migliorato il livello di sicurezza, ma siamo ancora lontani dall’obiettivo comunitario “Vision zero”. Nel 2017 in Italia, le vittime fino a 14 anni sono state 25 e ben 8.396 sono stati i bambini feriti, molti dei quali con esiti invalidanti permanenti. Nella maggior parte dei casi non erano assicurati efficacemente al seggiolino o erano seduti accanto al guidatore in condizioni di totale vulnerabilità.

“Sulla sicurezza non si scherza e la sicurezza è la nostra priorità – commenta il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli – non possiamo e non dobbiamo mettere a repentaglio la vita dei nostri figli per la fretta che contraddistingue il quotidiano di tutti noi. Collocare sempre il bimbo nel seggiolino quando si è in macchina, anche se piange o protesta, e allacciare le cinture: sembrano piccole prudenze superflue, e invece possono cambiare il destino del piccolo e della sua famiglia. Devono diventare per tutti gesti automatici. Come, e questo è un mio impegno personale che diverrà presto un obbligo di legge, dovrà essere sempre installato sui seggiolini auto un dispositivo anti abbandono. Basta una piccola modifica al Codice della strada – ha concluso – un piccolo intervento normativo per scongiurare tante morti assurde: per evitare che un banale momento di distrazione possa trasformarsi in una tragedia”.(15)

La scelta del presidio di trasporto adeguato

Anche i mezzi di soccorso sono spesso coinvolti in incidenti, per i più svariati motivi. Pertanto il nostro livello di guardia deve rimanere alto. In fase di allestimento del mezzo sarà importante richiedere il rispetto della norma EN1789 anche per quanto riguarda i crash test dinamici delle ambulanze. Purtroppo la maggior parte dei test è basata solamente su calcoli a tavolino, ed è così più difficile capire il comportamento del mezzo e dei suoi occupanti in caso di collisione. Non esiste ad oggi una linea guida universale per l’utilizzo dei presidi di trasporto pediatrico e si lascia libera scelta ad ogni singola realtà di utilizzare i presidi in vendita sul mercato. Nella prima fascia di età, sotto i 3 anni, si trasformano velocemente i bisogni, le posizioni, il fisico ed il comportamento dei bambini.

Cosa sapere sui seggiolini auto usati nel trasporto privato

Esistono diversi sistemi di trasporto adottati dai genitori e diventa importante avere una base teorica su questi presidi anche non necessariamente nati per l’ambulanza, ma per il trasporto ordinario in automobile. Una parte di questi può essere riutilizzata e adattata a bordo dei mezzi di soccorso, una volta verificata l’integrità e i gli appositi sistemi di cinghiaggio/ancoraggio.

A seconda del tipo di paziente, traumatico o non, si adotterà la strategia di riferimento, che andrà dosata in base ad alcuni parametri, che potranno comunque essere mescolati: età, peso, altezza, comportamento.

Innanzitutto va verificata la disponibilità di presidi di trasporto privati idonei al trasporto su veicoli in movimento. Alcuni saranno adattabili ai nostri mezzi di soccorso mentre altri certamente no. Andranno prima verificate le condizioni di sicurezza di base, per esempio la presenza dell’omologazione del presidio. I nostri sedili devono rispondere al DM 487/97 molto rigido sulla sicurezza, citiamo testualmente: “Gli ancoraggi dei sedili, della barella e dei sistemi di trattenuta degli occupanti debbono poter resistere almeno a forze conseguenti ad accelerazioni di 20 G con direzione longitudinale al veicolo (nei due versi) e di 10 G con direzione trasversale (nei due versi)”. Questo ci permette di caricare i seggiolini sui mezzi di soccorso.

Il seggiolino per neonati fino a 9 chilogrammi, comunemente conosciuto come “ovetto”. Va sempre posizionato contromarcia, nei posti a sedere considerati adeguati dalla normativa.

Nei primi mesi di vita vengono utilizzate le culle/navette(gruppo 0) che permettono di mantenere il bambino allineato e coricato supino. Per il trasporto esse vengono completate, da una cintura a “ Y ” fissata direttamente alla struttura che mantiene il bambino vincolato alla navetta. Tuttavia questo sistema deve essere ancorato esternamente sui lati corti (testa/piedi), mediante agganci a moschettone. Il tutto richiede quindi l’uso di due cinture e la culla/navetta è collocata necessariamente sui sedili posteriori. Questo doppio attacco complica l’imbrago ai soccorritori necessitando obbligatoriamente di un doppio tensionatore, sarà quindi molto difficile ricreare questa situazione in ambulanza, se non addirittura impossibile (14).

Un esempio di culla “navetta” con agganci interni ed esterni

 

Quale sistema privato potrei installare anche in ambulanza?

Si passa successivamente (dalla nascita fino ai 13 kg secondo la ECEr44 oppure 105 cm, misura che ovviamente comprende anche i seggiolini, secondo la nuova ECEr129 ) all’ovetto (gruppo 0+), che al contrario della navetta è già dotato e predisposto per il trasporto su automobili e necessita solamente di una cintura a 3 punti, peraltro presente su un sedile posteriore dell’ambulanza, rivolto contro marcia fino ai 9 kg almeno (15 mesi secondo ECEr129) . Questo sistema di trasporto può quindi essere previsto e adottato a bordo dei nostri mezzi. Non sarebbe scorretto cinghiarlo sulla barella tuttavia il sistema di cinghiaggio risulta fisso e senza tensionatore e le cinture non seguirebbero le istruzioni del dispositivo quindi, salvo casi eccezionali, la scelta più opportuna e corretta è l’utilizzo su un sedile con cinture a 3 punti. Il trasporto con ovetto è consigliabile quando sull’ambulanza non fossero presenti altri sistemi di trasporto pediatrico certificati per la barella. Il trasporto del neonato infatti deve SEMPRE svolgersi in sicurezza. Una mamma ed un bambino possono tranquillamente essere trasportate nel vano sanitario: il paziente pediatrico sull’ovetto della famiglia, il genitore sulla barella di trasporto.

Il problema ISOFIX nei seggiolini fino a 36 kg

Di seguito si passa ai seggiolini di varie misure e categorie: 1/2/3, fino ai 36 kg (150 cm); la cui unica differenza in termini di nostro utilizzo è l’attacco al veicolo, mediante cintura a 3 punti o isofix. L’attacco isofix prevede due perni nella parte posteriore del seggiolino che vanno a fissarsi in modo meccanico a due asole poste tra i sedili posteriori, scenario non ripetibile sui nostri mezzi.  Pertanto possiamo solamente caricare a bordo, su un qualsiasi sedile, un seggiolino con attacco del tipo cintura a tre punti (anche un isofix con possibilità di retrarre i ganci e utilizzare la cintura di sicurezza). Il fissaggio isofix offre la certezza del corretto fissaggio. Ricordiamoci che tutti i seggiolini hanno un ancoraggio su tre punti: l’isofix spesso ha una gamba che va in appoggio al piano interno calpestabile, o in alternativa una cinghia con fissaggio nel baule a seconda che sia universale o semi-universale.

Per i bambini fra i 4 ed i 36 chilogrammi sono disponibili sistemi di ancoraggio alla barella facili da installare e a norma UNI EN1789

Fig. A sinistra un seggiolino con attacco isofix, a destra un seggiolino con classico attacco a cintura a 3 punti.

La nuova normativa ECEr-129 non ha ancora sostituito la ECEr44 ma la sta affiancando, in quanto è stata composta da 3 fasi e l’utima si completerà proprio quest’anno 2019. Le principali differenze sono la valutazione in cm del trasportato (non più prevista in kilogrammi), la presenza di due fasce di seggiolini (una fino ai 105 cm, l’altra fino ai 150), l’obbligo della presenza dell’isofix fino ai 105 cm, l’obbligo dell’installazione contro marcia fino ai 15 mesi, la resistenza ad urto laterale. E’ stata tolta l’omologazione alle cosiddette “alzatine”.

Come trasportare un bambino con traumi o politraumi?

Per quanto riguarda il trasporto di bambini traumatizzati ai quali vogliamo applicare un’immobilizzazione completa è consigliata un’estricazione dal seggiolino, specialmente dopo un forte impatto, in quanto come un casco, il seggiolino è costituito da materiali il cui scopo è assorbire un urto dopo il quale l’integrità non è più garantita. (14) Si sottolinea che in seguito ad incidente il seggiolino può essere riutilizzato solo se la dinamica risulta minore.  Anche in questo caso il paziente andrà valutato secondo dimensioni, età e peso in modo non assoluto. Non intendiamo qui entrare nel merito della scelta del presidio corretto, tutte le informazioni sono reperibili dalle aziende produttrici dei prodotti per l’immobilizzazione e traporto. A seconda del peso e dell’età andrà scelto il presidio appropriato. Areu, nella procedura operativa 20, fornisce i dettagli per la scelta del presidio dividendo di volta in volta il caso in traumatico/non traumatico, critico/non critico, peso ecc. fornendo una guida ai soccorritori. (13)

TRASPORTO BAMBINI IN AMBULANZA PARTE 1

TRASPORTO BAMBINI IN AMBULANZA PARTE 3


Bibliografia :

https://www.youtube.com/watch?v=Z5W1VjUPmAs

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