Elisoccorso in regione Lombardia: le caratteristiche essenziali degli elicotteri utilizzati in operazioni HEMS

Soccorso ed Elisoccorso in regione Lombardia: il Dottor Angelo Giupponi si racconta a Emergency Live e spiega le ragioni della scelta degli elicotteri H145 Airbus e W139

La regione Lombardia è da sempre un’eccellenza nel mondo del soccorso e dell’elisoccorso.

Il Dottor Angelo Giupponi, direttore S.C. Elisoccorso, ci racconta di com’è cambiato nel corso di questi anni il sistema del soccorso e quali sono le caratteristiche che rendono un elicottero, in territorio lombardo, un mezzo adeguato all’elisoccorso.

Dottor Giupponi, AREU Lombardia è da sempre un’eccellenza del soccorso italiano. Va detto, però, che il cittadino vede il più delle volte solo lo sfrecciare delle ambulanze. Vuole dirci, data la sua vasta esperienza, quali sono i punti di forza del 118 cui lei appartiene?

“Il vantaggio principale del sistema regionale lombardo con AREU (Agenzia Regionale Emergenza Urgenza), che è in capo alla gestione coordinamento di tutto il soccorso sanitario, deriva dal fatto che si tratta di un unico ente decisore e che quindi le decisioni e le organizzazioni individuate dalla direzione valgono su tutto il territorio regionale.

Mentre fino a prima della creazione di AREU sul territorio regionale erano attive 12 centrali operative e 12 servizi provinciali 118, ciascuno dei quali poteva avere delle regole proprie, con la nascita di AREU si è creato un sistema, cioè un unico sistema che decide ed emana direttive e documenti validi per tutti i mezzi e per il personale che lavora per questa struttura.

A partire dalla nascita di AREU sono stati introdotti anche percorsi formativi identici per tutti (dal volontario, all’infermiere al medico, che nella quasi totalità dei casi è un anestesista rianimatore), verifiche ricorrenti con standard indentificati e modalità operative uguali.

Anche qui abbiamo ridotto da 12 a 4 le centrali operative che adesso sono diventate delle sale operative; è stato istituito il 112 con tre centrali regionali che smistano le chiamate dei cittadini indirizzandole all’ente che viene individuato come ente terminale della richiesta del cittadino.

Altra cosa importante è stata l’introduzione dei mezzi infermierizzati: la regione Lombardia ha introdotto non delle ambulanze ma delle macchine che vengono definite MSA1 (mezzo di soccorso avanzato in cui 1 indica la presenza di una sola figura professionale, ovvero l’infermiere).

Si tratta di infermieri che, prima di svolgere questa attività, devono frequentare un corso ed ottenere l’abilitazione.

Una volta conseguita, hanno la facoltà, su 14 patologie, di mettere in atto in autonomia quanto previsto dagli algoritmi decisionali.

Hanno la possibilità di fare un primo passo dopodiché, devono contattare le sale operative dove è sempre presente un medico (come detto generalmente anestesisti rianimatori) che danno poi l’indicazione e le prescrizioni terapeutiche e l’infermiere sul posto può continuare con la terapia come da prescrizione del medico.

Questi 14 algoritmi abilitano l’infermiere a iniziare da subito alcune manovre e ad utilizzare alcuni farmaci salvavita.

Questo è stato il grande passo che ha fatto sì che, oltre ai mezzi di base e ai mezzi medicalizzati MSA2 con l’anestesista rianimatore e l’infermiere (che era l’assetto che prima Regione Lombardia aveva) sono stati introdotti questi nuovi mezzi avanzati con infermieri professionali abilitati agli algoritmi assistenziali.

In tutto questo si aggiungono, ad integrazione del soccorso su gomma, i 5 elicotteri regionali.

Anch’essi, una volta, si muovevano secondo le indicazioni dell’ospedale presso cui erano basate le rispettive basi, mentre ora fanno capo a un sistema regionale e quindi le indicazioni operative e tutto ciò che si è detto prima in merito ai mezzi vale anche per i cinque elicotteri.

Due anni dallo scoppio della pandemia, Lombardia protagonista a causa del primo caso e quindi antesignana di procedure e protocolli: cosa le ha lasciato quella esperienza, e come ha cambiato il modo di fare soccorso?

“Io nei primi due mesi della prima ondata ero il direttore del 118 di Bergamo.

Di quel periodo ho dei ricordi estremamente brutti, tra la mia gente sono morte migliaia e migliaia di persone, molte di più di quelle che le statistiche ufficiali raccontano.

Ma ho visto anche cose che non mi sarei mai aspettato di vedere. Ho visto volontari arrivare da tutti Italia a dare una mano, mettersi a completa disposizione, passare giornate intere lavorando 24h su 24h.

Ho visto gente del soccorso mai tirarsi indietro, anche in quei periodi in cui avere fornitura costante di DPI (dispositivi di protezione individuali) era una cosa molto difficile e ci si doveva in qualche modo arrangiare.

Ho visto medici e infermieri non contare più le ore di servizio e rimanere in ospedale, in centrale e sui mezzi per tempi che in periodi “di pace” sarebbero impensabili.

Ho visto un supporto incredibile da parte di tutta la popolazione. Ho visto la gente comportarsi da appartenente a una comunità: tutti si supportavano e si davano una mano laddove possibile e per quanto di competenza.

Sul territorio bergamasco, AREU è riuscita a metterci a disposizione quotidianamente 93 ambulanze di supporto, considerando che allora la provincia di Bergamo lavorava, come standard, con 20/25 ambulanze.

Ambulanza significava personale, tutta gente che veniva da fuori provincia a cui dovevamo dare da dormire e da mangiare.

Alcuni ristoranti, anche se chiusi e senza che noi lo avessimo chiesto, preparavano i pasti e li portavano in dono alla AAT di Bergamo, allo stesso modo hotel mettevano a disposizione, gratuitamente, camere per i soccorritori che erano lì a dare una mano.

Per due mesi aiutare gli altri era diventata la normalità, indipendentemente dal lavoro che uno faceva e quindi di cosa poteva mettere a disposizione.

Il covid ha lasciato un bagaglio di esperienza e conoscenza non indifferente a tutti i livelli.

Ha alzato la consapevolezza che, molto spesso, andiamo incontro a quello che facciamo con troppa leggerezza e, allora, questa leggerezza non poteva esistere: si è elevato il livello di attenzione nei confronti della propria sicurezza nello svolgere l’attività di soccorso.

La cosa di cui io e i Presidenti delle associazioni di soccorso di Bergamo siamo più fieri è che in quei due mesi in cui è successo di tutto, pochissimi sono stati gli operatori dei mezzi di soccorso che si sono ammalati, nonostante fossero persone che entravano nelle case quando ancora del Covid si sapeva poco o nulla.

Questo vuol dire che hanno iniziato a capire l’importanza dei DPI e la necessità di utilizzarli bene per la salvaguardia della propria e altrui salute.

Tenere in piedi un sistema di soccorso evitando che i nostri volontari si ammalassero: questa è una delle più grosse soddisfazioni che io e i tre presidenti delle associazioni della provincia riteniamo di aver portato a casa.”

Passando, invece, a parlare dell’elisoccorso più nello specifico. Quali sono, se dovesse spiegarlo a un cittadino qualunque, le principali funzioni ricoperte dall’elisoccorso in AREU Lombardia?

“L’elicottero è uno dei mezzi disponibili nella scacchiera regionale.

È un’ambulanza, un mezzo sanitario che vola. Capacità di volare significa maggiore velocità di spostamento in ambiti urbani o stradali e capacità di raggiungere zone impervie che altrimenti, tramite i mezzi su gomma, non sarebbero raggiungibili.

Gli elicotteri in Regione Lombardia hanno il compito di svolgere le stesse attività di soccorso che hanno gli altri mezzi avanzati, e quindi di fare sia interventi primari che, all’occorrenza, interventi secondari.

La spinta maggiore, nel nostro territorio, è stata quella di rendere l’elicottero un mezzo adibito prevalentemente ai soccorsi primari.

Infatti, ora in Lombardia gli interventi primari costituiscono oltre il 90% dell’attività che un elicottero mediamente svolge: tale percentuale si riduce unicamente per il mezzo operante nella base di Caiolo (SO).

Questo in quanto la Provincia si Sondrio è molto estesa (a nord, longitudinalmente da est a ovest delimita i confini) e possiede una rete ospedaliera che non ha tutte le alte specialità.

Per tale motivo è necessario che i cittadini affetti da alcune patologie vengano portati, per mezzo dell’elicottero, in alcune delle altre provincie dove l’offerta di specialità ospedaliere è molto più elevata.

I volumi numerici degli interventi si sono, da qualche anno, quasi raddoppiati: se nel 2016/2017 si parlava di circa 3200 interventi l’anno, oggi siamo passati a quasi 6000.

Questo perché ora l’elicottero viene utilizzato ad integrazione del soccorso su gomma e viene inviato in contemporanea a questi in situazioni in cui è presumibile che, per la patologia in atto, l’ospedale più adatto a trattare quel problema non sia quello prossimo all’evento ma si trovi a distanza significativa: in questo caso il paziente può raggiungere l’ospedale in un tempo minore.

Inoltre, durante il periodo Covid, quando la rete ospedaliera lombarda era al collasso, abbiamo iniziato a portare i pazienti Covid, tramite gli elicotteri, negli ospedali di tutta Italia.

Questo è stato possibile grazie al mezzo di Como che, in virtù della sua struttura interna, permetteva al personale di volo di essere fisicamente separato dal vano sanitario, consentendo la salvaguardia dei piloti.

Inoltre, concentrando l’attività su 1 solo dei 5 elicotteri regionali, abbiamo potuto focalizzare la capacità operativa e la conoscenza dei problemi legati al trasporto (autoprotezione, modalità di utilizzo delle DPI, gestione clinica dei pazienti, ecc.) su un numero ristretto di sanitari, ottenendo così una maggiore performance.

Parlando di soccorsi, quali sono le caratteristiche tecniche che rendono uno specifico modello di elicottero adatto all’elisoccorso?

“Regione Lombardia utilizza due modelli di elicotteri, che sono l’H145 prodotto dall’Airbus e il AW139 prodotto da Leonardo.

Sono macchine che svolgono il loro compito egregiamente e, più o meno, presentano caratteristiche similari.

O meglio, entrambi i modelli possiedono quelle qualità che permettono di svolgere bene l’attività di elisoccorso.

Innanzitutto, dal punto di vista tecnico, la capacità di operare dalla pianura alle montagne è fondamentale nella nostra Regione essendo la flotta intera deputata ad intervenire in qualsiasi ambito regionale.

Inoltre i mezzi devono essere rapidi, potenti e veloci per raggiungere qualsiasi zona con tempistiche adeguate.

Devono avere un van sanitario che permetta l’alloggiamento del paziente, del personale e anche di tutte le attrezzature che servono poi per prestare assistenza.

Devono avere affidabilità e soprattutto non avere problematiche tecniche che lo rendano spesso inoperativo.

L’elicottero deve essere pronto: quando serve, il pilota deve essere a bordo e io sanitario devo avere la certezza che decolleremo nel giro di breve tempo.

Gli elicotteri devono, inoltre, avere una buona maneggevolezza perché si lavora in pianura ma anche in centri abitati e in valli spesso molte strette e quindi il mezzo deve essere in grado di operare in ambiti ristretti.

E poi la scelta che noi abbiamo fatto è scegliere un mezzo che, in caso di necessità, abbia una maggiore autonomia di volo.

Questo perché in caso di trasporto di pazienti fuori regione dobbiamo avere la possibilità di compiere tragitti anche molto lunghi senza soste intermedie per il rifornimento.

Quindi la macchina più grossa, l’AW139, ha un range di operatività maggiore rispetto all’altra e quindi viene utilizzata in queste occasioni.

L’altra, la H145 di Airbus, è più piccola e un po’ più duttile, ha parimenti un elevato rapporto peso/potenza e quindi la scelta di posizionare la macchina più piccola, ad esempio, nel territorio nella provincia di Sondrio che si trova chiusa tra l’arco alpino e l’arco delle Prealpi rende il lavoro dei soccorsi in montagna più semplice così come il posizionamento della stessa macchina nelle aree densamente inurbate rende necessario individuare spazi meno ampi per gli atterraggi, facilitando l’azione di soccorso.”

Di recente i vostri vicini di regione del Trentino Alto-Adige hanno acquistato un pentapala H145 e ho notato una sua valutazione positiva: vuole spiegare perché questo aspetto tecnico rende migliore la performance del mezzo?

“Direttamente non lo conosco per averci lavorato, ma solo per averci volato: la valutazione corretta di un mezzo, indipendentemente dalle caratteristiche tecniche enunciate dai costruttori, ritengo si possa esprimere solo dopo averlo utilizzato nel territorio in cui si opera.

Di sicuro quella macchina può essere un ulteriore step rispetto alla macchina che conosciamo bene, l’H145 D2, in dotazione in regione Lombardia.

Potenzialmente è una macchina più leggera e quindi aumenta il rapporto peso-potenza, il che la rende ancora più performante nei soccorsi in quota.

Dal punto di vista meccanico-costruttivo, hanno cambiato il blocco del rotore principale, trasformandolo da un rotore rigido a un rotore con dei giunti in materiale non più metallico.

Ciò assorbe le vibrazioni: un dettaglio particolarmente rilevante per i pazienti che, ad esempio, presentano delle fratture ossee (in cui il dolore viene esacerbato dallo sfregamento) e per i sanitari che devono utilizzare gli elettromedicali a bordo (in assenza delle vibrazioni si ha un risultato più affidabile).

Infine, la leggerezza dell’elicottero consente una maggiore capienza di carburante, aumentando di conseguenza l’autonomia di volo del mezzo: poter effettuare alcuni interventi consecutivi senza necessità di perdere tempo a rifornirsi non è cosa da poco.

Questi sono, a grandi linee, i grossi vantaggi del D3 rispetto al D2.”

Per approfondire:

Emergency Live ancora più…live: scarica la nuova app gratuita del tuo giornale per iOS e Android

L’elisoccorso francese di Sécurité Civile espande la propria flotta con due Airbus H145

HEMS, Airbus pubblica i risultati del nono mese 2021: 424 aeromobili consegnati

Elisoccorso, conosciamo le caratteristiche dell’H145 di Airbus e scopriamo cosa lo rende unico

HEMS, ha esordito in Alto Adige l’Airbus BK117-D3 a cinque pale Pelikan 3

Elisoccorso ed emergenza: il Vade Mecum EASA per gestire in sicurezza una missione in elicottero

Quali caratteristiche dovrebbe avere l’infermiere di area critica in elisoccorso?

Quando il soccorso arriva dall’alto: che differenza esiste tra HEMS e MEDEVAC?

HEMS e bird strike, in UK eliambulanza colpita da corvo. Atterraggio di emergenza: danneggiato parabrezza e pala del rotore

Che qualità servono per lavorare in un team di elisoccorso?

Promemoria per lavorare in elisoccorso in sicurezza

Come nasce un sistema HEMS più sicuro?

HEMS, quali tipi di elicottero vengono utilizzati per l’elisoccorso?

L’elisoccorso spiegato al comune cittadino: quali emergenze affronta un elicottero?

Emergenza Ucraina, dagli USA l’innovativo sistema HEMS Vita Rescue System per l’evacuazione rapida dei feriti

HEMS, come funziona l’elisoccorso in Russia: l’analisi a cinque anni dalla creazione dell’All-Russian Medical Aviation Squadron

HEMS e MEDEVAC: gli effetti anatomici del volo sugli operatori sanitari

HEMS, la Guardia aerea svizzera di soccorso Rega ordina nove Airbus H145 pentapala

Difesa, Campagna Antincendio Boschivo: doppio intervento nel weekend per gli elicotteri del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare

Fonte dell’articolo:

Airbus

Roberts

Potrebbe piacerti anche