Il Giappone darà il vaccino COVID-19 gratuitamente ai cittadini: conclusi contratti per le dosi, ma esperti frenano

COVID-19, il Giappone darà il vaccino COVID-19 gratuitamente ai propri cittadini: è quanto stabilito da una riunione dell’organo consultivo del Ministero della Salute nipponico.

Un certo grado di incertezza riguarda gli stranieri presenti, ma solo perché essi sono normalmente lavoratori coperti da polizze sanitarie private: occorrerà quindi trovare una modalità di accordo tra le compagnie ed il Sistema Sanitario nazionale.

Ma di fatto il Ministero considera un interesse nazionale in materia di salute pubblica che gli stranieri presenti in Giappone siano vaccinati contro il coronavirus.

Vaccino COVID-19, il Giappone acquista centinaia di milioni di dosi

Il governo ha affermato che entro la prima metà del 2021 spera di aver ottenuto abbastanza vaccini da un budget di 671,4 miliardi di yen (6,4 miliardi di dollari) per garantire e somministrare vaccini a tutti i cittadini.

Ha concordato con il produttore farmaceutico britannico AstraZeneca l’acquisto di 120 milioni di dosi del vaccino COVID-19 in fase di sviluppo con l’Università di Oxford.

Allo stesso modo, il Giappone ha concordato con Pfizer Inc. e il suo partner tedesco BioNTech SE di ricevere altre120 milioni di dosi del vaccino, a condizione che il suo sviluppo abbia successo.

Il Giappone sta negoziando anche con la società statunitense Moderna Inc. per almeno 40 milioni di dosi del suo candidato vaccino.

Quale efficacia per il vaccino COVID-19? Gli esperti in Giappone si interrogano

Ma proprio sull’efficacia del vaccino gli esperti nipponici frenano: Masayuki Miyasaka, professore emerito di immunologia all’Università di Osaka, ha detto in una riunione del comitato della Camera Bassa la scorsa settimana che i vaccini sviluppati da Pfizer e Moderna sembrano essere altamente efficaci.

Ma il Prof. Miyasaka, tuttavia, ha espresso preoccupazione per la loro sicurezza a lungo termine.

“I vaccini di solito richiedono 10 anni o più per svilupparsi, ma il mondo sta correndo per sviluppare i vaccini COVID-19 in appena un anno”, ha detto.

Lo stesso Miyasaka ha ricordato il “caso Arava”: il Giappone approvò il farmaco contro l’artrite reumatoide nel 2003 senza condurre una sperimentazione in fase avanzata nel paese.

Il farmaco è stato somministrato a circa 5.000 pazienti, ma 25 di loro sono morti.

Un precedente che evidentemente consiglia prudenza agli esperti del Sol Levante.

Per approfondire:

Giappone, sindrome post Covid per metà dei sopravvissuti al coronavirus: i dati da Wakayama

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Fonte dell’articolo:

The Japan Times

CGTN

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