Lockdown totale, scienza contro politica: medici e scienziati approvano Ricciardi, politica e finanza lo criticano

Lockdown totale per Covid-19, un tema che sta dividendo l’Italia (televisiva e non) in due: da un lato gli amministratori locali e i politici nazionali, dall’altro la comunità scientifica, schierata in difesa di Walter Ricciardi.

Il consulente del ministro della Salute Roberto Speranza sarebbe colpevole di aver caldeggiato l’opzione di un lockdown totale per riportare la curva dei contagi sotto la soglia accettabile, e anche per impedire la diffusione delle varie varianti

Ma non è rimasto solo: della sua stessa opinione sono eminenti esponenti della comunità scientifica.

Per approfondire: Covid, Fondazione Gimbe: bisogna scegliere, “lockdown totale o ‘stop and go’ per tutto il 2021”

Covid, Pregliasco: “Ricciardi ha ragione, serve un lockdown totale”

La riapertura degli impianti sciistici? “E’ stata improvvida la tempistica dello stop, perché era un po’ che si sapeva, ma la decisione è stata giusta.

Forse la comunicazione tra regioni è stata poco efficace a causa del passaggio di governo tra Conte e Draghi”.

Così a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, il virologo dell’ospedale Galeazzi di Milano Fabrizio Pregliasco.

E’ d’accordo con la richiesta di lockdown totale avanzata da Walter Ricciardi? 

“E’ quello che ha maggiore efficacia, Ricciardi ha ragione ma mi rendo conto che c’è una rabbia sociale di chi è in sofferenza da mesi.

D’altra parte i dati sono in peggioramento, in Lombardia con la variante inglese pare siamo al 30% dei casi, la situazione va affrontata con attenzione”.

Per lockdown totale si intende una chiusura come quella di mesi fa a Codogno. Ma la situazione è davvero così critica?

“Sì, 400 casi di morte al giorno non è poco, fanno ritornare in mente la prima fase della pandemia”.

C’è dunque il rischio di ‘pagare’ la zona gialla? “Si, e lo vedremo entro tre settimane”.

Se non ci fosse la zona rossa lei richiuderebbe le scuole? “E’ dura, sono scelte dolorose.

Vediamo passo passo, è chiaro che ogni giorno è un rischio che aumenta ma è anche una difficoltà politica non da poco”, ha concluso a Rai Radio1 Pregliasco.

Covid, Galli: “Un lockdown totale è la soluzione alle nuove varianti”

“Il sistema della divisione dell’Italia a colori non sta funzionando. E la prova è nei fatti”, spiega il direttore di Malattie infettive presso l’ospedale Sacco di Milano.

“L’atteggiamento dei medici che non vogliono fare il vaccino AstraZeneca è da ‘snob’.

Se non avessi fatto il vaccino Pfizer avrei fatto AstraZeneca pur sapendo che questo vaccino risulta meno efficace”.

Lo ha detto il direttore di Malattie infettive presso l’ospedale Sacco di Milano, Massimo Galli, ospite del programma ‘Il mio medico’ su Tv2000.

“Lockdown totale?

Le nuove varianti– ha sottolineato il prof. Galli- portano sicuramente più infezioni e più problemi.

E purtroppo la conclusione non può che essere la soluzione paventata dal prof. Ricciardi.

Mi preoccupano molto le nuove varianti sono già arrivate in Italia e hanno una capacità di diffusione maggiore della variante principale che imperversava fino adesso nel nostro Paese”.

“Il sistema della divisione dell’Italia a colori– ha aggiunto Galli- non sta funzionando. E la prova è nei fatti”.

Dg della Asl di Chieti: “Lockdown subito, siamo seduti su una bomba”

Preoccupano i dati abruzzesi: risulta infetto l’1% della popolazione con una forte prevalenza della variante inglese

“Con una circolazione virale così alta si mette a rischio seriamente la vaccinazione oltre che la salute collettiva.

Se solo fosse nelle mie facoltà chiederei il lockdown per i Comuni con il maggior numero di contagi“.

È la presa di posizione del direttore generale della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, Thomas Schael, sulla situazione Covid in alcuni territori della regione Abruzzo dove risulta infetto l’1% della popolazione con una forte prevalenza della variante inglese.

Osservati speciali sono Chieti, San Giovanni Teatino, Francavilla, Bucchianico e Atessa.

“Forse non siamo ancora riusciti a far comprendere alla popolazione che siamo tranquillamente seduti su una bomba – prosegue – e che la mutazione del virus presente massicciamente tra le persone contagiate produce effetti mai visti prima.

Il 43% dei positivi è al di sotto dei 40 anni, molti sono affetti da polmonite e con sintomi importanti, mentre il 44% ha un’età compresa tra 50 e 69 anni.

È evidente che siamo davanti a una situazione inedita, davanti alla quale non possiamo né chiudere gli occhi né rispondere con misure blande.

Il punto centrale è uno – prosegue Scahel -: le persone devono stare in casa.

Proprio come veniva raccomandato un anno fa. Non ci sono le condizioni per comportamenti da vita normale semplicemente perché non siamo in una situazione di normalità”.

“Per cui niente shopping – incalza Schael – niente passeggiate, niente incontri con parenti e amici nei Comuni a più alta prevalenza di infezione: dobbiamo necessariamente arrestare la circolazione del virus, che continua a essere diffuso anche dai numerosi positivi asintomatici ancora in giro.

La misura della drammaticità della situazione ci è data dai risultati dei tamponi molecolari, che nel nostro territorio vengono eseguiti massicciamente, arrivando ormai a superare i 1.700 al giorno, e che consegnano un quadro con il quale abbiamo il dovere di confrontarci, e che sarà portato mercoledì all’attenzione del tavolo permanente in Prefettura. Se non mettiamo riparo la variante inglese ci metterà in ginocchio”.

Per approfondire:

COVID-19 in Russia: l’agenzia di statistica riporta un numero di decessi molto più alto del Ministero della Salute

Come ci si sente a ricevere il vaccino COVID-19? Le rassicurazioni dell’Università di Yale sugli effetti collaterali

Fonte dell’articolo:

Agenzia Dire

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