COVID-19 e aumento dell’arresto cardiaco extraospedaliero: interessante studio su OHCA pubblicato da Lancet

La pandemia da COVID-19 ha determinato degli evidenti e inequivocabili danni diretti: i decessi di centinaia di migliaia di esseri umani in tutto il mondo sono lì a ricordarcelo. Ma molte sono anche le conseguenze indirette: tra esse l’aumento di arresti cardiaci extra-ospedalieri narrato da uno studio pubblicato su The Lancet.

 

COVID-19, SU THE LANCET UN INTERESSANTE STUDIO IN TEMA OHCA:

Questa ricerca analizza l’incidenza e gli esiti dell’arresto cardiaco extraospedaliero (OHCA) in un’area circoscritta, quella di Parigi, inclusi i suoi venti  arrondissement, ed i sobborghi.

Lo studio ha target e limiti temporali definiti: considera gli adulti durante sei settimane di pandemia.

Sarebbe, dati gli esiti che stiamo per narrare, interessante capire se situazioni analoghe si sono verificate anche in Italia.

Dato il bacino di 7 milioni di persone preso in considerazione, metropoli come Milano, Torino o Roma potrebbero con le proprie “cinture urbane” narrare eventuali corrispondenze.

THE LANCET, 521 CASI PRESI IN ESAME DURANTE IN LOCKDOWN DA COVID-19

Lo studio in questione ha identificato 521 arresti cardiaci extraospedalieri, cioè 26,6 arresti cardiaci per milione di abitanti: il doppio del dato statistico medio annuo dei sette anni precedenti. I quali hanno manifestato andamento omogeneo.

Analizzando i numeri nel dettaglio vediamo come complessivamente sono stati riscontrati 30.768 casi di arresto cardiaco avvenuti nell’area di Parigi  dal 15 maggio 2011 al 26 aprile 2020.

L’età media dei pazienti era di 68,4 anni e 19.002, cioè più del 61%, erano uomini.

L’OHCA si è verificato in casa in 23.282 casi, mentre in luoghi pubblici in 7.334 casi.

Singolare un dato, e degno di riflessione: un aumento significativo degli arresti cardiaci extraospedalieri ha avuto luogo in dipartimenti con bassa densità di strutture mediche.

Le caratteristiche delle persone colpite da arresto cardiaco durante la pandemia sostanzialmente sarebbero rimaste invariate, con un’età media di circa 69 anni e con un’alta percentuale di uomini.

GLI EFFETTI DEL LOCKDOWN DA COVID-19 SULL’ACCESSO ALLE CURE SANITARIE: LE RIFLESSIONI SOLLEVATE DA THE LANCET

Il lockdown ha invece ridisegnato la mappa dei luoghi degli arresti cardiaci: il 90% e più degli episodi, infatti, è avvenuto in casa, fatto che ha determinato un crollo dei tassi di sopravvivenza, quasi dimezzato rispetto ai dati degli anni precedenti.

L’aumento degli arresti cardiaci, riporta The Lancet, può anche essere in parte correlato direttamente alle infezioni da COVID-19, ma sono probabili effetti indiretti associati al blocco e all’adeguamento dei servizi sanitari alla pandemia.

Con il lockdown e le conseguenti restrizioni di movimento alcuni pazienti potrebbero aver avuto difficoltà a contattare il proprio medico o riluttanza al presentarsi negli ospedali.

Oltre a ciò, un po’ come in Italia, anche in Francia le visite mediche non ritenute urgenti (quel “dottore, dall’altroieri ho un dolorino qui”), sono state interrotte per concentrare il servizio sanitario sulla più grave emergenza degli ultimi cento anni.

The Lancet inoltre, riporta anche come l’effetto di un aumento dello stress psicologico durante una pandemia, causato dalla paura, dalla limitazione dei movimenti e dal dolore a causa della perdita di persone care, può aver anche innescato attacchi cardiaci o aritmie.

Quando si parla di mortalità e salute pubblica quindi, anche questi sono fattori che dovrebbero essere presi in considerazione.

PER APPROFONDIRE:

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FONTE DELL’ARTICOLO:

STUDIO PUBBLICATO DALLA RIVISTA SCIENTIFICA THE LANCET

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