Cosa cambia nella movimentazione dei pazienti col telo portaferiti WOW?




La sicurezza nella movimentazione dei carichi in spazi angusti non è più un miraggio. Ecco una soluzione che migliora il più semplice dei dispositivi di trasporto: il telo portaferiti.

08Quando nel soccorso sanitario si affronta la movimentazione di un paziente non traumatico, anziano o  infermo, bisogna fare i conti con due fattori: il fattore spazio e il fattore collaborativo.

Lo spazio è un problema tipico degli ambienti urbani, nei centri storici delle città italiane infatti è difficile trovare scale più larghe di 120 centimetri, dritte e con pianerottoli ampi, che permettono facili passaggi da parte di sedie portantine o barellini/spinali di vario tipo.

La collaboratività del paziente è un problema sempre più frequente che vede il soccorritore davanti a persone – spesso anziane e spaventate – che non si muovono (tetraplegici o allettati) o lo fanno parzialmente (emiplegici, paraplegici o in fase di recupero funzionale).

Un ultimo fattore che non è mai prevedibile è invece il panico, che può portare il paziente a fare movimenti sbagliati nel momento sbagliato, causando un danno al soccorritore, anche il più esperto.

Come ogni soccorritore sa, la fase più complessa del trasporto di questi pazienti è lo spostamento dal letto all’ambulanza. Pensate all’anziano allettato che abita in un quartiere storico della vostra città. Si trova al secondo piano del condominio e la scala è una vecchia scala da 90 centimetri. L’ascensore, ovviamente, non c’è. In questi casi le opzioni sono due: sedia portantina o telo portaferiti. La prima ipotesi è la più semplice, ma il ferito deve alzarsi dal letto e sedersi sulla sedia. Deve, anche solo un minimo, collaborare e non sbilanciarsi. Così l’allettato viene – quasi sempre – spostato con il più antico e meno considerato strumento di soccorso, cioè il telo portaferiti. Un dispositivo che non manca mai in ambulanza ma che è difficile da maneggiare e decisamente scomodo sia per i pazienti che per i soccorritori.

Le cose stanno però iniziando a cambiare. Spencer ha immesso sul mercato da pochi mesi un’innovazione molto interessante rispetto al semplice telo. Si chiama WOW e, nelle intenzioni dell’azienda italiana che l’ha studiato e brevettato, è capace di rivoluzionare il trasporto in queste situazioni grazie a 5 innovazioni tanto semplici quanto geniali.

TRANQUILLITA’ DEL PAZIENTE

03I 5 punti su cui WOW innova e migliora il telo portaferiti sono basilari per un buon trasporto fino all’ambulanza. Prima di tutto si è pensato alla serenità del paziente. Il classico telo cerato a 6 maniglie infatti non comunica sicurezza e serenità a un paziente. Il WOW, impedendo la visione laterale grazie alla forma “ad angelo” e fornendo un sistema di auto-ancoraggio al paziente, impedisce al paziente di appigliarsi ai corrimano, alle braccia o ai pantaloni dei soccorritori.

STABILITA’ DEL PAZIENTE

Un altro importante punto che rivoluziona il telo portaferiti è il punta-piedi, un’appendice che garantisce stabilità al paziente e toglie quella fastidiosa sensazione di scivolamento in avanti, tipica dei sistemi tradizionali. A questo il WOW aggiunge un sistema di stecche ad alta portanza, in alluminio, che danno rigidità al telo ed impediscono al paziente di “affondare” percependo instabilità e ogni minima difficoltà nel trasporto. In più le stecche riducono la flessione e torsione del telo del 70%. Più stabilità significa proporzionalmente più collaboratività e meno paura nel paziente, che non cercherà più in modo spasmodico il corrimano.

02CONFIGURAZIONE SEDUTA PER SPAZI ANGUSTI E PROBLEMI RESPIRATORI

Un problema aggiuntivo che spesso si presenta nel trasporto di anziani verso l’ambulanza è quello respiratorio. E’ chiaro che un paziente sdraiato e “insaccato” riscontra maggiori problemi nel respirare, e quindi sviluppa molta più paura per la fase di trasporto che sta affrontando. Un paziente seduto invece ha meno difficoltà e si può gestire meglio in queste situazioni. Ecco che il WOW grazie alle stecche in alluminio regolabili, si può configurare come sedia. Una configurazione utile anche per superare gli angoli stretti di corridoi e scale a chiocciola.

PESO MEGLIO DISTRIBUITO SUL SOCCORRITORE

07Principalmente però il telo portaferiti non è utilizzato dai soccorritori perché è più scomodo e più difficile da movimentare di altri dispositivi. Questo perché la presa ulnare concentra il carico sui polsi, e il sollevamento risulta più doloroso e la leva di movimento è molto lunga e porta a sbilanciamenti. Il WOW ha inserito una “rivoluzione” che rende l’uso del dispositivo più semplice e meno faticoso. Le due cinghie passanti sulle spalle infatti, aiutano i due volontari che trasportano il carico principale a distribuire meglio il peso su tutto il corpo. In fasi di sollevamento e di movimento infatti il peso del paziente viene distribuito su muscoli più forti e più allenati (deltoidi, trapezi, dorsali, addominali e quadricipiti) e le braccia non sono più le uniche parti che tengono il paziente ancorato al soccorritore. Questo non solo crea una migliore attivazione muscolare (e quindi una fatica minore distribuita su più muscoli) riducendo le possibilità di infortunio, ma aumenta anche la mobilità del soccorritore che eventualmente può togliere una mano dal telo in situazioni di emergenza (in caso di inciampo ci si può attaccare al corrimano, senza il rischio di far volare per terra il paziente).

MAGGIOR NUMERO DI SOCCORRITORI ATTIVATI

06Il WOW inoltre è studiato per portare pazienti fino a 150 chili di peso rispettando appieno le normative vigenti in materia di carichi sui lavoratori. Un soccorritore infatti può portare al massimo 25 chili, secondo le vigenti normative italiane. Il telo WOW è quindi dotato di 10 maniglie (solitamente sono 6) per dar modo a 5 soccorritori di partecipare al trasporto, senza in alcun modo essere d’impiccio l’uno all’altro. Particolarità davvero innovativa è lo studio per la posizione delle maniglie e la suddivisione dei carichi ottimizzata grazie alle stecche di supporto, che rendono il WOW un telo semirigido , ideale per i trasporti più complessi. Tanto che – una volta provato – tutti i soccorritori che hanno partecipato alle fasi di studio presso la sede di Spencer, e tutti i soccorritori che hanno potuto testare il dispositivo durante il terzo Spencer Day, hanno provato tutti la stessa sensazione: restare senza parole davanti a una rivoluzione tanto semplice quanto geniale.

Il telo portaferiti può preservare il soccorritore?
05Questa è una delle domande più ricorrenti nel guardare il WOW in azione. E’ davvero una soluzione che preserva il soccorritore? C’è finalmente una speranza di ridurre i mal di schiena anche quando i trasporti sono da fare in situazioni complesse, dove non si riesce a usare dispositivi differenti o costose sedie motorizzate? Ci sentiamo di rispondere affermativamente a questa domanda. Il WOW infatti attiva una catena cinetica chiusa che ha più snodi e più muscoli all’attivo. Seguendo le principali indicazioni per i corretti movimenti, il rischio di infortuni e affaticamenti muscolari movimentando il telo portaferiti si riduce notevolmente.

Insomma, nel WOW ci sono un buon numero di soluzioni innovative  che permettono diverse configurazioni, per un trasporto semplificato da 2 a 5 soccorritori. Con le tracolle, senza tracolle, con le stecche, in configurazione seduta o in versione “barellino” il WOW può adeguarsi ad ogni esigenza e ad ogni protocollo, garantendo sempre il pieno rispetto delle normative europee che puntano a salvaguardare la sicurezza del paziente e la salute del soccorritore.

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