Triage: come si valutano i pazienti? Il documento ufficiale del Ministero della Salute

Triage: come si valutano i pazienti? Il documento ufficiale del Ministero della Salute

L’importanza di ricorrere ad un efficace processo di valutazione dei pazienti deriva dalla necessità di razionalizzare ed ottimizzare l’intervento medico e di disporre di un sistema, sufficientemente flessibile, in grado di rendere ed assicurare una adeguata selezione dei pazienti in attesa in relazione all’urgenza dell’assistenza necessaria. Il sistema più efficace per la valutazione del paziente è stato ormai individuato nel triage che, ancora oggi, presenta una forte disomogeneità di utilizzo nelle singole regioni italiane. Il presente documento si propone di individuare un modello di triage ospedaliero e pre-ospedaliero ed un sistema di codifica uniforme utilizzabile a livello nazionale.

Una delle definizioni che meglio descrive l’attività di triage in ambito sanitario è quella fornita dall’American College of Surgeon: “Il TRIAGE consiste nell’attribuzione dell’ordine di trattamento dei pazienti sulla base delle loro necessità di cura e delle risorse disponibili”.

Allo stesso tempo, oltre la funzione organizzativa , al triage viene riconosciuto il valore aggiunto di vero e proprio atto terapeutico in quanto favorisce il miglior trattamento del paziente. Il concetto di triage, pur mantenendo la sua importanza e peculiarità per quanto riguarda i pazienti traumatizzati e nelle maxi-emergenze, è esteso anche all’identificazione delle priorità terapeutiche legate alla gravità del singolo paziente con patologia non traumatica. Il triage viene praticato nelle situazioni dove occorre effettuare delle scelte di priorità poiché non è possibile erogare immediatamente le cure necessarie a tutti i pazienti.

Considerata la diversità del contesto assistenziale, dei criteri decisionali e delle risorse da allocare, gli studi sul triage si sono sviluppati e notevolmente differenziati tra loro a seconda del contesto nel quale tale attività si deve realizzare; oggi, infatti, si parla di triage:

• nelle maxiemergenze e catastrofi,

• nel soccorso extraospedaliero (valutazione telefonica e sul luogo dell’ incidente),

• in Pronto Soccorso.

Queste tre tipologie di triage differiscono notevolmente tra di loro per obiettivi, metodologie, tipologia di operatori coinvolti e meccanismi operativi. Il triage consiste in una breve valutazione di segni apparenti e sintomi riferiti che determina una serie di azioni/decisioni da prendere:

1. Alla chiamata: (attività svolta dalle Centrali Operative provinciali del S.E.S. 118) la risposta all’allarme sanitario, la raccolta di informazioni essenziali per stabilire gli indici di gravità e le priorità di intervento, la loro comunicazione alle unità di soccorso al fine di garantire una risposta appropriata alla richiesta di soccorso;

2. Sul territorio: la velocità di trasporto e la scelta dell’ospedale idoneo;

3. Nel Pronto Soccorso: il tempo e la sequenza con la quale il paziente deve essere curato.

 

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