Bambini, vaccini e obblighi del medico: quando e come si può superare la volontà dei genitori?

Bambini, vaccini e obblighi del medico: quando e come si può superare la volontà dei genitori?

E’ notizia odierna che un bambino è stato colpito da tetano, e i genitori si siano opposti sia alla somministrazione vaccinale che alla somministrazione di una terapia a base di immunoglobine. La questione è piuttosto spinosa da affrontare e bisogna capire che cos’è il tetano.

Riprendendo una breve ma incisiva descrizione, possiamo dire che il tetano è una malattia infettiva non contagiosa che viene creata da una tossina batterica. L’effetto di questa tossina, una volta in circolo nel corpo umano non vaccinato, è neuromuscolare: spasmi e crampi nervosi, ai muscoli e al diaframma possono portare danni permanenti e anche la morte del paziente, se non viene trattato nel modo più adeguato.

tetano_4La malattia come detto non è contagiosa, ma il batterio del tetano è ovunque in natura: feci animali, terriccio umido, sottobosco, prati, sabbia… la spora batterica diventa un agente batterico solo all’interno del corpo umano, se questo non ha gli anticorpi adeguati per combattere la malattia. Basta una piccola ferita per contrarre il tetano, e l’unica protezione scientificamente valida contro questa malattia è – appunto – il vaccino (che per le professioni a rischio prevede richiami periodici).
Affinché una persona guarisca dal tetano è necessaria una terapia molto lunga, a volte superiore ai 15 giorni. Non è possibile trattare la tossina tetanica con antibiotici, perché si tratta di una tossina che quando inizia ad agire, deve terminare il suo ciclo cellulare. Per questo motivo il tetano è una malattia considerata mortale.Soprattutto se gli spasmi colpiscono la muscolatura respiratoria. Dati scientifici assodati oggi danno la mortalità per tetano fra il 30 e il 50% dei casi, con esiti neurologici a lungo termine.

La vaccinazione da tetano è obbligatoria per legge. E l’unico trattamento oggi funzionante contro il tetano, è la somministrazione di immunoglobine. Secondo le prime ricostruzioni, parrebbe che i genitori abbiano rifiutato anche questo trattamento.

Le immunoglobuline (in pratica, anticorpi anti-tossina tetanica) sono l’unica terapia eziologica (cioè specifica) contro il tetano.

Ma i genitori possono rifiutare un trattamento di questo tipo, se fosse l’unico mezzo per salvare la vita al proprio figlio?

Ad oggi esiste uno specifico Decreto Ministeriale che, in caso di ferite penetranti contaminate in presenza di schedula vaccinale non disponibile o non aggiornata si debba procedere con la somministrazione di immunoglobuline. Ma oltre a questo decreto, esiste una Convenzione Internazionale, detta Convenzione di Oviedo, che sancisce la protezione delle persone che non hanno la capacità di dare consenso agli atti medici su loro stessi. E’ esattamente il caso di questo bambino.
La convenzione di Oviedo dice:
(1) Sotto riserva degli articoli 17 e 20, un intervento non può essere effettuato su una persona che non ha capacità di dare consenso, se non per un diretto beneficio della stessa.
(2) Quando, secondo la legge, un minore non ha la capacità di dare consenso a un intervento, questo non può essere effettuato senza l’autorizzazione del suo rappresentante, di un’autorità o di una persona o di un organo designato dalla legge. Il parere di un minore è preso in considerazione come un fattore sempre più determinante, in funzione della sua età e del suo grado di maturità.

(3) Allorquando, secondo la legge, un maggiorenne, a causa di un handicap mentale, di una malattia o per un motivo similare, non ha la capacità di dare consenso ad un intervento, questo non può essere effettuato senza l’autorizzazione del suo rappresentante, di un’autorità o di una persona o di un organo designato dalla legge.

La persona interessata deve nei limiti del possibile essere associata alla procedura di autorizzazione.
(4) Il rappresentante, l’autorità, la persona o l’organo menzionati ai paragrafi 2 e 3 ricevono, alle stesse condizioni, l’informazione menzionata all’articolo 5.
(5) L’autorizzazione menzionata ai paragrafi 2 e 3 può, in qualsiasi momento, essere ritirata nell’interesse della persona interessata.
La stessa convenzione però al punto 8 dice che:
Allorquando in ragione di una situazione d’urgenza, il consenso appropriato non può essere ottenuto, si potrà procedere immediatamente a qualsiasi intervento medico indispensabile per il beneficio della salute della persona interessata.

Questo testo – che viene spesso tirato in ballo nelle discussioni fra anti – vaccinisti e vaccinisti – è basilare per capire quanto diritto ha un genitore di non sottoporre il proprio figlio a dei trattamenti di urgenza per salvare la vita della persona interessata, e quanto invece possano fare i medici affinché un trattamento ritenuto universalmente sicuro venga somministrato.

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