E’ giusto o sbagliato polemizzare sulle crocerossine in posa con Salvini a Torino?

E’ giusto o sbagliato polemizzare sulle crocerossine in posa con Salvini a Torino?
Premessa: Questo post non vuole giudicare il comportamento di nessuno, ma sollevare soltanto una questione che sta generando molte discussioni in rete e sui social. Come già successo in passato per altre associazioni e altre situazioni, siamo aperti alla discussione e vorremmo proprio promuovere un confronto e un dibattito chiaro. La Redazione
Al Salone del libro di Torino di quest’anno hanno presenziato anche le Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana. Promozione delle attività, dei 7 Principi e foto, tante foto.
Quasi ogni personaggio passato dal Salone del Libro si è fatto fotografare con le Sorelle: Giorgio Napolitano, Alberto Angela, Antonello Venditti, Piero Fassino e Matteo Salvini, sono alcuni esempi. Proprio le fotografie con quest’ultimo, però, hanno suscitato non pochi malumori in casa CRI: chi ha accusato il venir meno ai 7 Principi che le Crocerossine stavano tentando di promuovere, chi invece ha puntato il dito contro l’atteggiamento poco distaccato dimostrato dal personale dell’Associazione, o ancora chi invoca provvedimenti disciplinari.
Ma cosa c’è di sbagliato in quello che hanno fatto le Infermiere Volontarie?
Nulla, se pensiamo che gli esponenti politici che sono passati in quello stand sono i più diversi. Ma qualche osservatore però fa notare come Neutralità (uno dei famosi Sette principi del Movimento di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa) non significhi non avere idee chiare in merito ad una questione, e dunque poter discutere con tutti indistintamente, quanto piuttosto non prendere parte alle discussioni politiche all’interno di uno degli schieramenti, in modo da poter lavorare sempre e solo per la tutela della sicurezza e della dignità umana secondo il principio di Umanità. Altri spostano il focus sulla fiducia, elemento fondamentale che permette all’Associazione di lavorare nei più svariati ambiti e teatri: dalle aree calde del mondo ai campi profughi, passando per i centri di accoglienza e le periferie delle nostre città. Fiducia che garantisce – spesso da sola – il rispetto dell’emblema di neutralità (la Croce Rossa appunto) e dunque la sicurezza del personale al lavoro. La stessa fiducia che può essere incrinata da gesti, azioni, testi scritti o fotografie, per quanto in buona fede.

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