La tecnologia satellitare al servizio della Search&Rescue in mare aperto

I satelliti potranno dare un impulso alle operazioni di ricerca, specialmente in caso di incidenti marini? L’azienda DigitalGlobe è convinta di sì. Con il suo satellite QuickBird è possibile scattare immagini con una definizione sufficiente e scandagliare tratti di mare altrimenti non coperti.

Il caso dello yacht Nina, affondato nel mar della Tasmania, in Nuova Zelanda, senza lanciare nessun sos, ha permesso a QuickBird di mettere in evidenza tutte le sue capacità. Il satellite è in grado di fotografare la superficie marina, di localizzare e georeferenziare eventuali corpi galleggianti, che potrebbero essere zattere alla deriva, permettendo ai soccorsi di muoversi in un raggio più ridotto rispetto alla vastità degli oceani.

Se la nave è affondata rapidamente, per un cedimento strutturale o un’onda anomala, l’equipaggio potrebbe essere alla deriva su un’imbarcazione di soccorso, senza possibilità di comunicare: il satellite, in questo caso potrebbe essere di grande aiuto, permettendo ai soccorritori di vincere la loro lotta contro il tempo.


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