Le sirene di allertamento di Venezia per l’acqua alta

Come funzionano le sirene e gli allarmi per l’alta marea nella Laguna di Venezia? Una storia che nasce dalla seconda guerra mondiale, e che guarda al futuro

Le sirene di allertamento “alta marea” sono gestite dal Comune di Venezia e sono attive dal dopoguerra, con materiale riadattato dalle sirene antiaeree della seconda guerra mondiale. I primi sistemi utilizzati sono stati proprio gli attuatori elettromeccanici che facevano partire un segnale sonoro molto intenso per tutta la città, con picchi di volume differenti e intervalli differenziati a seconda della gravità dell’acqua alta.

  • 110 cm: un suono prolungato sulla stessa nota
  • 120 cm: due suoni in scala crescente
  • 130 cm: tre suoni in scala crescente
  • 140 cm e oltre: quattro suoni in scala crescente
 Non ci sono quindi segnali di allerta superiore ai 140 cm a Venezia, che sta vivendo da tempo livelli di alta marea critici con il picco di 187 cm toccato il 12 novembre.

Sirene digitali ed elettronici, più app

Nel 2010, stante il fatto che le vecchie sirene elettromeccaniche, per ragioni legate alla scarsa diffusione del suono, alla poca direzionabilità del segnale e soprattutto per questioni di costi (in termini di energivorità e telefonici) non sono risultate più adeguate allo scopo, è stata avviata la loro sostituzione con sistemi di diffusione acustica digitale. Tali sistemi consentono di dare maggiore informazione rispetto a quanto offerto dalle tradizionali sirene; infatti si propone di fornire, come informazione aggiuntiva, anche l’altezza di marea prevista.
Il sistema sfrutta i mezzi messi a disposizione dall’innovazione tecnologica degli ultimi anni per garantire una copertura più uniforme del territorio grazie a ventidue punti di emissione (sette in più rispetto al passato) e il controllo in tempo reale dei siti di emissione con una propria rete wireless dedicata.

Come funziona il nuovo sistema di allertamento

Il nuovo sistema prevede una sequenza di due segnali, il primo (attenson) serve per catturare l’attenzione e riproduce per qualche secondo un suono assimilabile a quello della tradizionale sirena; il secondo (earcon) si incarica di fornire l’informazione circa l’altezza di marea prevista, mediante uno o più toni di diversa altezza che si susseguono. In particolare: l’earcon riferito a una marea di 110 cm è composto da un unico tono, quello riferito ai 120 cm comprende due toni in scala crescente, e poi, sempre in scala crescente tre toni per i 130 cm e quattro per i 140 cm. Dai 120 cm in su, l’ultimo tono ha una durata maggiore delle precedenti per avvertire chi ascolta che si è arrivati all’ultimo “scalino” del segnale acustico. I segnali sono stati studiati per essere particolarmente semplici, facili da ricordare, e acusticamente efficaci anche nelle difficili condizioni di propagazione del suono in una città come Venezia e nelle Isole. Inoltre i segnali impiegano frequenze facilmente udibili anche dagli anziani (l’orecchio umano può udire i suoni nell’intervallo dai 20 Hz ai 20 kHz, questo limite superiore tende ad abbassarsi con l’avanzare degli anni: molti adulti non sono in grado di udire frequenze oltre i 16 kHz).

 

 

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