Niente più “portyanki”. L’esercito russo dopo 5 secoli rinnova l’equipaggiamento dei propri soldati

Stop alle pezze ai piedi per i soldati russi lo ha detto il ministro della Difesa Sergey Shoygu in un comunicato stampa ufficiale in questi giorni. I soldati russi d’ora in avanti potranno indossare delle ‘normali calze’ al posto del tradizionale ‘portyanki’, impacco di cotone e stoffe che serviva a proteggere il piede dal cuoio degli stivali.

Dopo 5 secoli ecco la ‘grande’ svolta nell’equipaggiemento dell’esercito russo. la parola portyanki vuol dire proprio ‘pezza ai piedi’ ed è uno di quei tipici equipaggiamenti personali, densi di un significato mitico, talvolta quasi leggendario. Anticamente imposto ai soldati per la prima volta da Pietro il Grande, il portyanki venne adottato proprio per salvaguardare il piede da eventuali vesciche che potrebbero crearsi a causa del contatto del piede con lo stivale di cuoio.

Il portyanki è passato nell’immaginario moderno, come un segno distintivo dell’esercito russo. L’impacco se ben fatto si dice possa essere assai più utile di un normale calzino e che tenga maggiormente il piede al caldo. Questa tecnica venne comunque adottata anche per una questione prettamente economica; si sussurra che all’epoca anche lo zar si era messo in testa di risparmiare evitando di dover far cucire ai sarti di corte migliaia di calze invernali ed estive.

Il soldato russo per tradizione ha sempre dovuto imparare, prima di imbracciare un fucile, a fare l’impacco con il portyanki. La riforma dell’abbigliamento dell’esercito russo in realtà è iniziata sei anni fa, mai portata a termine per questioni burocratiche, sembra proprio in questi ultimi mesi essere giunta all’ultima fase, quelli dei ‘calzini per tutti’.

 

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