MEDEVAC, volo sanitario salva-vita: l'Aeronautica Militare aumenta la propria capacità di trasporto in biocontenimento

Trasporto in biocontenimento con voli salva-vita. MEDEVAC è sigla ormai familiare a chi si spende nel soccorso e nell’emergenza. L’acronimo indica la MEDical EVACuation, e sebbene originariamente avesse una marcata valenza militare (come parte integrante del  Tactical Combat Casualty Care ), le crisi sanitarie di questi tempi di guerre sanitarie hanno rimodellato l’espressione coniugandola a trasporti aerei sanitari in emergenza

In questo scenario per l’Italia la protagonista assoluta è l’Aeronautica Militare, che ha organizzato un Centro di comando che in questi mesi dominati dalla pandemia COVID-19 è divenuto ancora più importante.

Sono molte le vite salvate a pazienti in emergenza trasportati all’ospedale con le tecnologie e le professionalità più adatte alla specifica patologia, ma anche i pazienti covid trasportati in centri con disponibilità di letti e di attrezzature.

Trasporto in biocontenimento, la modifica del KC-767A può consentire il trasporto di 10 barelle “Aircraft Transit Isolator” (ATI)

E’ di questi giorni una nuova configurazione di carico che permette al velivolo KC-767A del 14°Stormo il trasporto simultaneo di 10 barelle “Aircraft Transit Isolator” (ATI).

Per approfondire: Covid-19, barella a biocontenimento: ecco cos’è e come funziona (VIDEO)

Il velivolo KC-767A del 14°Stormo di Pratica di Mare ha utilizzato per la prima volta una nuova configurazione di carico che ha permesso l’impiego simultaneo di 10 barelle di biocontenimento “Aircraft Transit Isolator” (ATI).

Il traguardo è estremamente importante in quanto ha consentito all’ Aeronautica Militare, una delle poche Nazioni al mondo a possedere competenze per il trasporto in biocontenimento, di aumentare le proprie capacità, ad oggi limitate al trasporto fino ad un massimo di n. 2 barelle ATI contemporaneamente.

Dall’inizio dell’emergenza sanitaria dovuta al diffondersi del virus COVID-19, la capacità di trasporto in biocontenimento si è dimostrata fondamentale per il Paese, e per questo l’Aeronautica Militare ha portato avanti numerosi studi mirati ad incrementare capacità e competenze in questo settore.

Da febbraio ad oggi la capacità di trasporto in biocontenimento su assetti aerei è aumentata prima a n.5 ATI per poi arrivare a n.10 ATI trasportati contemporaneamente

Tale importante traguardo è stato raggiunto grazie al lavoro di squadra e alla collaborazione tra il personale del 14°Stormo, dell’Infermeria Principale di Pratica di Mare e del Centro Sperimentale Volo (CSV) che hanno messo a disposizione le proprie professionalità e competenze.

In particolare il “Reparto Sperimentale di Volo (RSV)”, si è occupato di raccogliere evidenze tecniche a supporto delle Certificazioni Tecniche Operative (CTO) di n. 10 barelle ATI da trasporto in biocontenimento.

L’Aeronautica Militare ha iniziato a sviluppare la capacità di biocontenimento nel 2005 acquisendo i primi sistemi ATI, ovvero delle speciali barelle composte da un telaio rigido e da un involucro in PVC che permette l’osservazione e il trattamento del paziente in isolamento.

Tali barelle, grazie ad un motore alimentato a batterie che consente il mantenimento all’interno della struttura di una pressione negativa, e a dei filtri ad alta efficienza HEPA (Higly Efficient Particel Air) che impediscono, in entrata ed uscita, il passaggio di micro particelle potenzialmente infette, garantiscono la sicurezza per gli operatori sanitari che assistono il malato.

Per approfondire:

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Fonte dell’articolo:

Sito ufficiale Aeronautica Militare

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